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Il Qr code invade l’artigiano in Fiera
Si è chiuso un altro anno di Artigiano in fiera. Se ne vanno per 12 mesi i trolley, le pajmine (ammesso si scriva così) e gli assaggi di anduja.
C’era qualcosa di nuovo quest’anno? Poco. Probabilmente la novità è stata più che altro telematica, col portale per poter acquistare dagli stessi produttori nel corso degli anni e i Qr Code che campeggiavano su ogni stand. Scusate se anche su questo argomento sono stato first mover già qualche anno fa 🙂
Artigiano in fiera: il trolley viene istituzionalizzato
Già parlando dell’Artigiano in fiera negli scorsi anni, parlavo della calata delle forzate del trolley. Ormai sembra un must andare alla fiera di Rho-Pero con un trolley da viaggio da riempire o con il giaccone o con gli acquisti. Gli organizzatori non sono stati con le mani in mano di fronte a questo fenomeno e così da quest’anno è possibile acquistare per 3 euro una sorta di trolley per la spesa usa e getta. Si tratta di una scatola di cartone con quattro rotelle, che una volta montato consente di essere facilmente trascinato. Due considerazioni personali: per uno alto come me non va bene, c’è da dire che però non sono certo il target di un oggetto del genere; ne ho visto più di uno con la maniglia (di cartone) subito rotta. Risultato: per me l’anno prossimo non lo ripropongono.
Lettera al mio PT
Caro PT, sei tornato a casa. Era il 13 agosto quando un Tir ci ha investito in autostrada, sulla via di una vacanza tanto sognata quanto poi concretizzata in modo diverso dalle attese.
Tu hai la pellaccia dura, molto più di me, così noi ne siamo usciti illesi e tu ammaccato ma tutto sommato in buone condizioni.
Poi sono arrivati altri Tir a travolgermi, meno fisici, così la tua riparazione è diventata un po’ una metafora.
Ti han detto che valevi meno delle riparazioni delle quali avevi bisogno. Forse se esistesse un carrozziere per i miei danni, mi direbbe lo stesso. Io però mi sono impuntato, per gratitudine, per superare quest’estate ma perchè in fondo non c’è altra auto che voglia oltre a te. Certo, ho dovuto guardarmi in giro mentre litigavo con l’assicurazione ma è altrettanto vero che nulla mi ha convinto, fondamentalmente perchè non volevo convincermi. Come scrivevo qualche tempo fa “i passeggeri passano, il pt resta”. Oggi sei tornato a casa e anche io mi sento meno acciaccato 🙂
Perdersi sottocasa
L’altro giorno in pausa pranzo ho inforcato i miei auricolari e, vista la bella giornata, ho pensato bene di farmi una lunga passeggiata. Partendo da Corso Magenta sono passato poi da Piazza Affari. A quel punto ho deciso di prendere vie a caso. Quella zona è un dedalo di piccole viuzze, buona parte non la conoscevo ma del resto era difficile perdersi nel senso più letterale del termine. Con la musica nelle orecchi e gli occhi alti a cercare scorci da ripassare a fotografare, ho girato a zonzo. Avevo una mezza idea su dove sperassi di sbucare ma, nonostante il mio buon senso dell’orientamento, mi sono trovato in un punto (non distante) ma che proprio non mi aspettavo: davanti ad Ostello Bello. Quanti ricordi in quel posto, tutti fondamentalmente belli. A parte il fatto di non essere riuscito a prenderlo come cliente. Ci sono andato per parecchio tempo a pranzo, poi hanno cambiato cuoca e per un po’ non hanno più cucinato in settimana. Ora però ho scoperto che hanno ricominciato a farlo. L’ho preso come un altro piccolo tassella di normalità che riprendeva il suo posto e ho sorriso. Nei prossimi giorni ci ripasserò sicuramente e altrettanto sicuramente so che respirerò quell’aria informale e di casa che mi è sempre piaciuta molto.
Il mioblog è social oriented
Proseguono i giorni di volontario allontanamento dai social network per il mio blog. Come volevasi dimostrare le visite sono in crollo verticale. Il grosso delle visualizzazioni le avevo infatti da parte di persone che ho nella lista amici di Facebook e che venivano poi a leggere i rimandi automatici della mia bacheca. Per ora mi va bene così. Mi leggono gli altri blogger che mi seguono e qualche amico che non ha bisogno di passare dai social network. Qualche briciola arriva poi dalle ricerche di Google. Lontani i tempi in cui Edita Bente mi portava centinaia di visitatori allupati ogni giorno! 🙂
Comunque in generale l’impressione è che nessuno si sia accorto di nulla. I’m the invisible man, cantavano i Queen.
Vizi natalizi
Non sono mai stato uno sciupafemmine, però negli ultimi anni mi ero abituato sotto Natale ad avere una persona, fidanzata o zone limitrofe, che venisse a farmi l’albero. Solo un anno non c’era stata e non avevo fatto l’abete (comunque finto). Quest’anno sarà la stessa cosa. Un po’ tristemente.
C’è mica qualche sexy e premurosa fanciulla che vuole venire ad ottemperare a questa incombenza?
Paul Walker
Ok, davanti alla morte di deve sempre portare rispetto. Però diciamolo, Paul Walker non ha certo lasciato un segno indelebile nella storia del cinema e se venerdì aveste chiesto alla stragrande maggioranza di quelli che oggi pubblicano cose in suo ricordo su facebook “chi è Paul Walker?” la risposta più gettonata sarebbe stata “chi???”
La smettiamo o no con questo populismo?
I want to believe
Io mi considero un ragazzo degli anni 90 e penso di aver vissuto l’epoca d’oro di alcuni argomenti. I videogiochi, la musica funky, il cinema indipendente americano, il rock demenziale. Tutte cose che in quegli anni hanno avuto, secondo me, il loro apice.
Un altro argomento che in quegli anni ha vissuto la sua età dell’oro e al quale ho avuto la fortuna di partecipare è l’ufologia. Tirata un po’ da X-Files e un po’ dal Roswell’s footage, un’autopsia di un alieno tanto falsa quanto famosa, in quegli anni era un fiorire di notizie, pubblicazioni e conferenze.
Come non ricordare con divertimento quando con mio cugino andavamo a sentire dei fantomatici esperti (e degli ancora più fantasiosi appassionati).
Poi la moda un po’ scemò e anche loro si iniziarono ad scocciare di avere gente come noi che andava alle conferenze un po’ con spirito curioso ma un po’ anche con lo stesso spirito con cui si va a vedere lo Zelig 🙂

