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Annus horrobilis del blog

Il 2017 non verrà certo ricordato come l’anno in cui il mio blog ha fatto il botto. Anzi. Come (per sommi capi) si vede dal grafico, la flessione è stata netta. In parte era successo già nel 2016 ma la cosa era stata mascherata da un post che aveva fatto numero decisamente sopra la media. Quest’anno non è si è replicato l’evento e quindi eccomi qua a vedere una candela decisamente più bassa.
In tutto questo, cosa vi è piaciuto di più di quanto scritto? Il post del 2017 più letto risulta quello in cui vi annuncio il mio matrimonio, ma è pur sempre il sesto in classifica assoluta. La verità è che ci sono post quasi eterni che, ogni anno, portano a casa il macinato. Parimerito al secondo posto ci sono Mi succhio un pennarello, che parla dei pennarelli per celiaci, e Sottocosto vs Sottoprezzo, in cui esamino una strategia commerciale ritornata in auge. In testa, solitario, un post che già dal titolo dimostra il suo lignaggio: Manifesta superiorità, un post del 2013 in cui raccontavo com’è bello essere fan degli Elio e le storie Tese.
Che grama vita
Mattinata lavorativa di quelle toste ma produttive. Uno brama la pausa pranzo per concedersi qualche piccolo piacere. Poi si ricorda che si è portato la schiscetà da casa con salmone al forno (zero condimento) e cavolini di Bruxelles lessi.
Amarezza.
Ps devo avere delle bustine di salsa di soia avanzata dall’ultimo giappo in giro per qualche cassetto…
I grandi dilemmi del lunedì mattina
Io ormai, ahimè, tengo un paio di occhiali ovunque vada. Uno per casa, uno in ufficio, uno pieghevole che tengo sempre nella tasca dal giaccone. L’età! Oggi prendo quelli da ufficio e provo a pulirli, col solito panno che ho nella custodia. In pratica sono poi più lerci di prima. Da qui l’atroce dilemma del lunedì mattina: come si lavano i panni per occhiali? Solo acqua? Con un po’ di detersivo a mano? In lavatrice col programma delicati? Si buttano e se ne compra uno nuovo?
Mumble Mumble
Visto in TV
Il bollino “Visto in TV” è un logo totalmente anni 80 e totalmente Usa che campeggia sulle confezioni di parecchi articoli che, nel corso della propria storia, sono passati attraverso le televendite. A volte articoli del genere te li ritrovi in casa. A me è capitato con questa Handy Stufetta. Reputo i miei persone di un certo raziocinio ma, visto che la mela. Non cade mai lontano dall’albero, ogni tanto hanno queste derive consumistico/trash/nerd. In linea di principio, quindi, non posso che apprezzare. Certo che però ce ne vuole di fantasia per pensare che sta roba riscaldi totalmente una stanza di medie dimensioni.
AMMETTO che personalmente non l’ho ancora provato. I miei dicono non sia stato un grande acquisto. Però prometto che nel weekend lo testo e aggiorno il post.
Se dovessi progettare un telefono cellulare…
Comprare oggi un telefono per persone un po’ avanti con l’età è un problema. Ecco perchè sta avendo tanto successo il remake del Nokia 3310. I progettisti però, a mio avviso, hanno perso una grande occasione: se solo avessero previsto, anche senza passare al sistema operativo Android, la possibilità di utilizzare Whatsapp, avrebbero avuto un telefono perfetto per una grande platea di pubblico. Infatti anche gli Over60 si sono abituati ad utilizzare questo Messenger e un telefono che preveda solo i buoni e vecchi sms è un po’ limitante. Rovescio della medaglia: whatsapp necessità di un abbonamento con pacchetto dati e quindi una spesa minima di 10 euro al mese. Tirando le somme, per me sarebbe stata comunque una grande mossa.
Chirurgici
Venerdì 5 gennaio. Primo giorno di saldi. Alle 7.45 Mrs Puck e io saliamo in auto, destinazione: Serravalle Outlet. Pazzi? No, un rischio calcolato. Arrivati. Puntato a quello che avevamo capito aver bisogno e poi via verso le 11.45, quando in effetti il clima iniziava ad essere pesante e la coda in uscita al casello raggiungeva quasi il chilometro. Nota di costume: alle 8.40 eravamo in un bar del centro a fare colazione, aspettando l’apertura delle 9. Arriva una commessa che saluta gli altri presenti, a parte noi tutti lavoratori dell’Outlet con un emblematico: ” benvenuti all’inizio degli Hunger games”.
…e quindi uscimmo a riveder cantieri

Come accennato in un recente post, Mrs Puck e io abbiamo acquistato casa. Tecnicamente, più che acquistarla, abbiamo prenotato una casa in costruzione. Ad essere ancora più precisi, la prenotammo ormai un anno fa, sulla carta. La cosa, viste le mie esperienze da curatore fallimentare, mi inquietava un po’. Ho fatto il possibile per raccogliere informazioni e cautelarmi. Non resta che sperare in bene. Ora, con qualche ritardo, i lavori sono cominciati. La consegna è prevista per 2019 inoltrato. Quindi non ci resta che aspettare e…. guardare il cantiere.
