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“W il lupo!” …ma anche Sto c***o!

Guardando la scorsa edizione di X-Factor ho notato una preoccupante diffusione di un modo di dire: al classico “in bocca al lupo”, quasi tutti i trendy-politically correct-bioecosucati concorrenti del talent show rispondevano “Viva il lupo” in luogo del solito “crepi”.

Ma perchè?

Siamo delle così brutte persone noi che ancora orgogliosamente auguriamo al lupo di passare a miglior vita?

La trovo una di quelle forme di politicamente corrette che lasciano veramente il tempo che trovano. Un perbenismo di facciata che sinceramente stento a capire.

Correva l’anno 2007

Correva l’anno 2007. Anzi, era l’estate del 2007. Con il mio omonimo rhodese, facevano un giro dell’Islanda molto più avventuroso di quello che non siano oggi i tuor di quel paese. In un piccolo Bnb in cui pernottavamo, trovammo a sorpresa anche un pc, dove potei aggiornare il mio blog. Segue raro reperto fotografico.

Della condivisione della connessione

Estate. Anche in questo 2020 ci si muoverà (nonostante tutto) e per i nerd come me si crea il problema di allontanarsi dalla propria connessione di casa. Nasce quindi il drammatico problema dei giga, soprattutto se si vuole approfittare degli streaming video. Per fortuna ormai, almeno in Italia, ci sono offerte abbastanza generose. Io, per esempio, ho fatto un passo double e dalla mia storica sim Vodafone (che poi nasceva Omnitel) sono passato a Iliad per poi avere diritto di passare a Ho. (che poi è sempre Vodafone) e spendere 5,99 al mese per 50gb.

Per l’estate però non ci basta e così, memori delle ottime esperienze in Islanda e in Giappone, Mrs Puck & I ci siamo comprati un routerino portatile 4g, in qui mettere una sim solo dati e condividere la connessione.

Ce ne sono per tutte le tasche, da meno di 50 euro (questo) fino ai quasi 180 (quest’altro, per i veri malati di connessione).

…e si parte in nerdosità!

Stavo ricominciando ad appassionarmi alla F1

Quest’anno stavo provando timidamente a riappasionarmi alla Formula 1. Con tanto di team che non avevo mai sentito nominare, piloti sconosciuti e scale gerarchiche tutte da capire.

E poi…

Poi iniziano a girare sempre più spesso articoli COME QUESTO e allora penso che, per me, la Formula 1 farà la fine del ciclismo, che ho smesso di seguire perchè non riesco a riconoscerne la credibilità.

Larissa: mi sento vecchio

Io ho sempre seguito con un occhio di riguardo l’atletica leggera. Forse una volta più di oggi, anche perchè, fino a che andavo all’università, avevo molto più tempo libero per seguirla in tv.

In questi giorni si parla molto di questa Larissa Iapichino. Il nome, ai più, non dirà molto. Chi segue questa disciplina invece sa che è una bi-figlia d’arte di Fiona May e Gianni Iapichino.

E’ veramente un prospetto dalle grandi potenzialità. Però per me, nerd con qualche anno di età e troppe ore di televisione alle spalle, resterà sempre quella di questo spot:

La voglia di non aver paura

Come ogni sera, alle 18 (sul canale Telegram del Ministero della salute) controllo la tabella aggiornata con i dati della pandemia. Non sono uno di quelli che legge centomila articoli e guarda ogni trasmissione tv, però pensando di avere qualche strumento statistico per farmi un’idea dei dati, li guardo con interesse.

Forse, a dire il vero, era qualche giorno che non mi aggiornavo. Sono rimasto piacevolmente stupito da tutta una serie di dati. Soprattutto da quello sui ricoverati in terapia intensiva.

Continuo a portare la mascherina e tenere tutte le precauzioni che ritengo indispensabili (e non allenterò troppo la presa), però viene veramente voglia di sentirsi un po’ più sereni.

Almeno per qualche mese…

Pensavo di scrivere di più… e invece

Durante le settimane di forzata permanenza domestica, pensavo avrei scritto molto di più. O meglio, pensavo che sarei tornato a scrivere con assiduità sul blog. Invece è successo l’esatto contrario. Il motivo? La risposta che mi sono dato è che la latente (o esplicita) tensione di quei giorni mi togliesse la voglia di fare qualsiasi cosa che non fosse strettamente necessaria. Lo stress lavorativo (ho continuato a lavorare ma in situazione tutt’altro che ottimali) e la paura per me e per i miei cari, alla fine ha avuto la meglio. Anche se non ho mai voluto ammetterlo. Me ne sono accorto anche solo quando finalmente sono potuto tornare a lavorare in studio: mi sembrava di essere produttivo a casa e invece lo ero molto meno di quello che normalmente sono.

E ora? Mi piacerebbe rilanciare il mio blog ma non so quanto ho da dire e soprattutto sono veramente in riserva di energia. Speriamo arrivino presto le ferie.