Archivi Blog

Impariamo da Londra

Lunedì mattina. Nonostante il raffreddore mi alzo di buona lena per arrivare in metro un po’ prima del solito. Arrivo in metro e… Rallentamenti sulla linea 1 per acconsentire i soccorsi a un passeggero colto da malore su un convoglio. Premettendo che mi auguro che non sia nulla di grave, mi viene subito in mente un manifesto sulla metropolitana di Londra. Invita, nel caso di malore, a scendere dal treno per chiedere aiuto e non tirare il segnale di allarme a bordo. Questo consente dei soccorsi più rapidi e di non bloccare tutta la linea.

Ps ovviamente qualcuno troverà il modo di dare anche di questo la colpa ad ATM.

Mapuoi?

Facciamo un post alla moda del Milanese Imbruttito. Questo soggetto inquietante l’ho beccato stamane in metro. Forse è lo stesso he spesso si siede a dormire accovacciato tra un vagone e l’altro ma oggi, essendo la metro vuota, si è seduto. La mascherina mi sembra un tantino eccessiva…

/home/wpcom/public_html/wp-content/blogs.dir/8fc/24797867/files/2015/01/img_6084.jpg

Il bivaccante metropolitano

Prendendo la metropolitana tutti i giorni nella stessa tratta e in una finestra temporale abbastanza rigida. È facile incontri sovente le stesse persone. Per esempio stamane mi sono imbattuto nel bivaccante. È un tipo di età nell’intorno dei 30, forse qualcosa in meno, vestito sempre casual ma mai trasandato. Sempre, ribadisco sempre, quando lo becco la mattina (sale a Molino Dorino) mette il suo zaino per terra nello spazio di passaggio tra i due vagoni, ci si siede sopra, raccoglie le gambe al petto in posizione quasi fetale e si mette a dormire (o finge). Sempre. A dispetto di quanto sia piena la metropolitana. Voto 2: non hai più 15 anni e anche allora avresti fatto un po’ la figura del p…

Avere nostalgia per quando sono stato cazziato

Nel mio recente viaggio a Copenaghen, sono stato cazziato sul treno che mi riportava dalla città all’aeroporto. Eravamo finiti, senza accorgercene, nel “vagone del silenzio”. Quando avevo rivolto una semplice domanda a una mia amica, sono stato selvaggiamente redarguito (a gesti) dalla corpulenta danese che avevo a fianco. In pratica in quello scompartimento non solo i cellulari sono banditi ma non deve proprio volare una mosca.
Al tempo mi è sembrata una cosa anche eccessiva, oggi in metropolitana con una a fianco che continuava a sbraitare dei fatti suoi al telefono, ne ho sentito proprio la mancanza.

Il lato negativo dell’Artigiano in Fiera

Continua la sagra del trolley selvaggio e dell’assassino esasperato, continuano i miei post in merito.
Per un abitante di Pero l’Artigiano in Fiera ha un solo, rilevante, effetto negativo: tornando a casa in metropolitana non riesco quasi mai a sedermi.

Sempre in tema di mezzi pubblici, ci vuole della faccia tosta ad arrivare a rho fiera e sostenere coi controllori (che ci sono sempre) che non si sapeva che il biglietto urbano non bastasse 🙂

Un po’ Sheldon (Cooper)

Ho la fortuna di prendere la metropolitana appena dopo il capolinea. A Rho Fiera non sale molta gente e quindi alla fermata di Pero i posti a sedere sono molti. Quasi tutti i giorni riesco quindi a prendere lo stesso posto. Lontano dai bocchettoni dell’aria in estate, con la parete a fianco (per evitare vicini impiccioni he mi leggano sul cell), comodo se devo appoggiare l’ombrello. Da ormai un paio di settimane lo trovo occupato, quasi sempre dalla stessa persona. Considerate che ho un range di circa 15 minuti in cui prendo la metro. Prendo atto del posto occupato e mi siedo altrove ma non posso non rilevare il mio disappunto per la cosa. Un giorno arriverò ad un punto di zitellaggine da piazzarmi lì davanti e dire “quello è il mio posto”

Pubblicità per il nuovo millennio – 2

Oggi passavo nella stazione metropolitana di duomo. Il 100% della cartellonistica è stata presa per il lancio del nuovo film delle Tartarughe Ninja. Quella stazione non è nuova a promozioni del genere: sotto natale è capitato fosse monopolizzata da sephora. La novità sta in quello che vedete nella foto:
IMG_5650.JPG
In pratica attivando il wifi si può o vedere subito il trailer del film o, autenticandosi tramite i propri account di Facebook o Google+ si può navigare gratis. Questa è una promozione carina.

Miss “Combinata”

Se siete un minimo lettori assidui del mio blog sapete che sono un adepto del people watching. Non vuol dire (per forza) fare gli impiccioni ma semplicemente guardarsi attorno cercando di osservare e capire chi ci circonda e le diverse dinamiche.
Se poi siete anche voi tra coloro che amano guardarsi in giro, sapete che in qualsiasi ambiente, per grande che sia, si finisce col vedere sempre “le solite facce”.
Questo lungo preambolo per dire che ieri sera ero in palestra e come al solito mi guardavo in giro mentre mi allenavo. Ad un certo punto è arrivata quella che ormai ho soprannominato miss “Combinata”, poichè detiene il titolo di mia preferita (a mani basse) tra le solite facce che vedo spesso sia in metropolitana sia in palestra. Ok, stiamo parlando di un’intersezione abbastanza striminzita, in cui probabilmente c’è solo lei, ma farebbe comunque podio anche nelle due singole categorie. Non sono comunque qua per magnificarvi una ragazza con la quale non scambierò neppure due parole in vita mia ma per parlarvi di come divertito osservavo le dinamiche che la circondavano. Si è iscritta dopo di me, quindi da massimo un paio di mesi. E’ quindi catalogabile ancora come New Entry. Ieri sera l’ho incrociata un paio di volte, tra le diverse aree ed era bellissimo vedere la prevedibilità di noi maschi. Mentre era ai pesi continuava a passare qualche tipo supergonfio ad attaccare bottone. Ancora più divertente vederla mentre correva: erano ormai le 21.30 e la palestra iniziava a svuotarsi, lei su una macchina e tre gonfi schierati a fianco, quasi facendo finta di niente, con tutte le altre macchine libere. …e dire che i gonfi di norma non corrono MAI 🙂

Lo so cosa qualche persona polemica fra voi starà pensando: ma non è meglio fare che osservare? Certo che lo è! Osservare però è fondamentale per provare almeno a limitare i propri errori e io ho imparato (sul serio? l’ho imparato???) che si combatte solo nella propria categoria di peso (e non so parlando dei gonfi)