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Evviva l’Italia, evviva la Bulgaria

 Il 6 e 7 febbraio andranno in scena le primarie del centrosinistra per il candidato sindaco di Milano. Secondo me andrà in scena la quintessenza della votazione bulgara. La vittoria di Sala non credo che sia in discussione, come non lo era già prima della sua candidatura. Una fetta di voti andranno alla Balzani, un po’ meno a Majorono e poi c’è il quarto meso lì.

Poi magari sbaglio, però…

Evviva l’Italia, evviva la Bulgaria (che sapete bene di cosa ci ha fatto dono…)

Farsi fare la barba

Negli ultimi anni, tranne una parentesi in cui ho fatto un maldestro tentativo di sembrare più giovane, ho sempre avuto la barba. Un barba generalmente corta, autogestita e al limite dell’anarchico. Ora, complici la mia voglia di farla crescere di più ed il fatto che è diventata di moda (grazie hipster!) ho deciso di andare da un barbiere (ops! in una barberia!) a farmela impostare.

Devo ammettere che è stata una bella esperienza. Anche perchè uno come me, che è abituato ad avere due capelli in testa e il cui taglio potrebbe essere fatto anche da un pastore esperto nella tosatura di pecore, non era abituato a ricevere un taglio così accurato. Forse i più non noteranno granchè di differenza ma per me è nettamente visibile.

Il che vuol dire che penso proprio di aver trovato un nuovo “rito” del prendermi cura di me stesso.

Per chi fosse interessato, sono andato QUI.

 

L’albero di Natale che riprende vita

Ai primi di dicembre scrissi un post sull’asfittico albero di Natale di Piazza Duomo a Milano. Chiosavo l’articolo auspicando che non rappezzassero la situazione attaccando ramo posticci. Il peggio non è il fatto che poi proprio questo sia stato fatto, quanto il revisionismo storico che è seguito alla cosa. Tutti ecologisti ed esperti di alberi di Natale a dire che “si è sempre fatto così” (balle, imho) o “meglio così che tagliare un albero sano”. Mah… Mi direi perplesso ma non lo sono. È perfettamente lo specchio dei tempi, in cui tutti sanno tutto, soprattutto se questo serve per dire avvalorare le tesi dominanti. Comunque prendiamolo come un miracolo di Natale e andiamo avanti: l’albero è quasi carino.

 

Sarò il solito polemico ma…

Stasera sono al Forum per la partita dell’olimpia. Alla perquisizione mi trovano un porta pastiglie vuoto. Plastica. Ce l’ho sempre dietro. In genere nello zaino. Oggi era in tasca. Me lo hanno fatto buttare. Poi fanno passare le trombe a bomboletta… Non è per i 5 euro che costava, è per il concetto. Ma che razza di pericolo può dare un porta pastiglie quando ho le tasche piene di monete che se tiro in campo sono 100 volte più pericolose? E se avessi avuto ancora le medicine da prendere? Pretendevano le buttassi o che le prendessi fuori orario? La prossima volta glielo faccio…

Tardivamente in fiera

I miei pochi lettori vanno coccolati e so che si aspettano il mio post (o i miei post) sull’Artigiano in Fiera. Stante la mia trasferta slovena, solo ieri sera ci sono andato, con poco entusiasmo, una prima volta.

Che dire? Avevo sentito storie di metal detector e controlli serrati ma non ho trovato nulla di tutto questo. Ho trovato anzi una fiera in tono dimesso. Poca gente. Forse anche meno stand in alcuni padiglioni (per esempio quello Trentino). Forse tutti hanno dato libero sfogo alla propria voglia di shopping nel ponte di S.Ambrogio. Ci tornerò sicuramente ma potrebbe anche non capitare.

Piazza del Duomo e l’Albero della Morte

Forse il comune di Milano ha pensato di chiudere il cerchio di Expo e dopo L’Albero della Vita per questo Natale vuole proporre l’Albero (di Natale) della Morte. Altro nome non mi viene per l’avete che stanno issando in piazza del Duomo. Per la maggior parte della sua lunghezza è privo di rami e somiglia a un gigantesco stuzzicadenti con qualche ago verde in cima. Dubito che con gli addobbi l’effetto migliori.  L’impressione che si ha è di qualcosa di triste e malato. Insomma, non proprio in linea con lo spirito natalizo…

Ps se salta fuori che i rami li attaccano posticci in seguito sarò pervaso da immane tristezza

 

Lettere, odio e rispetto

Oggi sul web, soprattutto sulle pagine dedicate al basket, gira la lettera di un tifoso dei Boston Celtics a Kobe Briant, dopo l’annuncio del suo ritiro. Non so se sia vera o meno, sicuramente è verosimile. Dice che all’ultima partita a Boston sarà fischiato come sempre, anche di più, ma una volta uscito gli verrà tributato l’onore che un grande rivale e un grande sportivo merita. Tutti a lodare questo grande gesto di sportività fino alla fine, come se fosse una cosa eccezionale. Forse lo è ma per chi, come me, ha il cuore di ghiaccio, rigorosamente rossoblu,  non sembra poi una cosa così strana. Noi saimini abbiamo odiato nel profondo per vent’anni Lucio Topatigh. non poteva essere altrimenti: il più grande giocatore italiano degli ultimi 40 anni che ha giocato per tutte le squadre che negli anni contendevano al Milano Saima il vertice nazionale: Bolzano, Como (sì, perchè quella squadra lì non era di Milano), Asiago. In più Lucio era un combattente, era l’icona ideale sulla quale far confluire una rivalità.

Poi… poi gli anni passano per tutti e lui arriva a Milano in una partita di vecchie glorie. Alla fine gli ex rossoblu vanno sotto la curva per ricevere il saluto del proprio pubblico. Lui li lascia andare e poi si avvicina per salutare una curva che di sicuro gli mancherà e che, per come è fatto, sicuramente l’ha spronato a dare ancora di più sul ghiaccio. La curva capisce e gli porta il tributo che merita, con i suoi cori, che però non suonano più come insulto o scherno ma come l’onore delle armi al più grande dei nemici.

Per fortuna di quei momenti c’è un bel video. Ogni tanto lo riguardo e, lo ammetto, mi emoziono.

 

PsicoSis

I Five finger death punch, gruppo di cui ignoravo l’esistenza fino ad oggi, ha annullato il concerto previsto stasera all’Alcatraz di Milano. In base a non meglio precisate informazioni che davano un rischio attentato e, non avendo avuto in tempo dagli organizzatori rassicurazioni sull’implementazione della sicurezza, hanno deciso di annullare il concerto (leggi il loro post su facebook ).

Allora. Magari l’allarme è serio e hanno anche fatto bene, però è indubbio che ormai la psicosi attentanto sia dilagante. Come se ne eace? Io credo con un po’ sale in zucca ma anche un po’ di incoscienza. Non ci sono attentatori dietro a ogni angolo ma di sicuro i “cani sciolti” possono essere parecchi. Però si deve pur continuare a vivere senza cedere al terrore. Mi sono posto questi dilemmi decidendo se andare o meno a trovare degli amici a Parigi. Alla fine ho comprato il biglietto aereo.