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mmm Bacon!
Mentre a Milano si apre Eataly per magnificare, prezzolatamente, le eccellenze della nostro produzione alimentare, a Chicago si celebra ormai da anni il Baconfest!
Come se non bastasse, arriva sul canale DMAX il cooking show, se così possiamo chiamarlo, United States of Bacon.
Servono altri commenti? Buon colesterolo a tutti!
Miss “Combinata”
Se siete un minimo lettori assidui del mio blog sapete che sono un adepto del people watching. Non vuol dire (per forza) fare gli impiccioni ma semplicemente guardarsi attorno cercando di osservare e capire chi ci circonda e le diverse dinamiche.
Se poi siete anche voi tra coloro che amano guardarsi in giro, sapete che in qualsiasi ambiente, per grande che sia, si finisce col vedere sempre “le solite facce”.
Questo lungo preambolo per dire che ieri sera ero in palestra e come al solito mi guardavo in giro mentre mi allenavo. Ad un certo punto è arrivata quella che ormai ho soprannominato miss “Combinata”, poichè detiene il titolo di mia preferita (a mani basse) tra le solite facce che vedo spesso sia in metropolitana sia in palestra. Ok, stiamo parlando di un’intersezione abbastanza striminzita, in cui probabilmente c’è solo lei, ma farebbe comunque podio anche nelle due singole categorie. Non sono comunque qua per magnificarvi una ragazza con la quale non scambierò neppure due parole in vita mia ma per parlarvi di come divertito osservavo le dinamiche che la circondavano. Si è iscritta dopo di me, quindi da massimo un paio di mesi. E’ quindi catalogabile ancora come New Entry. Ieri sera l’ho incrociata un paio di volte, tra le diverse aree ed era bellissimo vedere la prevedibilità di noi maschi. Mentre era ai pesi continuava a passare qualche tipo supergonfio ad attaccare bottone. Ancora più divertente vederla mentre correva: erano ormai le 21.30 e la palestra iniziava a svuotarsi, lei su una macchina e tre gonfi schierati a fianco, quasi facendo finta di niente, con tutte le altre macchine libere. …e dire che i gonfi di norma non corrono MAI 🙂
Lo so cosa qualche persona polemica fra voi starà pensando: ma non è meglio fare che osservare? Certo che lo è! Osservare però è fondamentale per provare almeno a limitare i propri errori e io ho imparato (sul serio? l’ho imparato???) che si combatte solo nella propria categoria di peso (e non so parlando dei gonfi)
Aria da minigolf
Ieri stavo abbozzando il post che segue, in cui parlavo dei ricordi di gioventù minigolfistica, quando da quell’ambiente che ha abbandonato da qualche anno, è arrivata una triste notizia. Ciao Tenco.
A Milano finalmente da qualche giorno è arrivato il sole. Niente ancora di clamorosamente caldo ma il cielo terso, il vento e qualche grado in più mi han fatto sovvenire ricordi. Stavo camminando per strada quando, facendo un profondo respiro mi sono detto: “che aria da minigolf”.
Eh sì perché quand’ero ragazzo i primi pomeriggi soleggiati di marzo corrispondevano con l’inizio della stagione agonistica di Golf su Pista. Il pomeriggio andavo al Lido a fare qualche colpo, mentre nel weekend c’erano le prime gare. Ora mi sono allontanato per tanti motivi da quell’attività e, sinceramente, non rimpiango la mia scelta. È però bello ricordare quei momenti e come mi facevano sentire bene.
Perché fare la coda?
Domenica termina la mostra di Warhol a Palazzo Reale ed io non sono ancora stato a vederla. Avevo deliberato di andare domani mattina ma immaginavo la coda fosse importante, quindi oggi in pausa pranzo sono andato a caccia del biglietto. Peccato che in loco si possano prendere i biglietti solo per vedere la mostra al momento stesso. Allora sono andato da un punto di prevendita e per 8 euro (5,5 di corrispettivo per riduzione atm, 2 di prevendita, 0,5 di ulteriore gabello) ho in mano il mio biglietto per domani mattina alle 10.30. Perchè uno dovrebbe farsi la coda, che anche oggi era importante? L’avevo già visto a Parigi con il Louvre. Per prendere il biglietto al momento avrei dovuto fare oltre due ore di coda. Allora con lo smartphone sono andato sul sito, ho prenotato, sono andato in un punto di ritiro poco distante e dopo un’ora sono entrato. Ormai trovo veramente stupido fare le code quando ci sono possibilità del genere.
The Fork: arriverà mai da noi?
Durante il mio recente viaggio parigino, un mio amico mi ha fatto scoprire Thefork.com e la relativa app.
Di che si tratta? Di un sistema per prenotare ristoranti last minute, anche con un preavviso di solo mezz’ora, e godere magari di offerte speciali.
Il funzionamento è semplice: si inserisce il nome di una città, di una zona o semplicemente si fa cercare allo smartphone i locali nelle vicinanze; si guardano le eventuali offerte speciali (tipo 40% di sconto se prendi antipasto, portata principale e dolce); si prenota; si attende la conferma.
Un’evoluzione in real time di quello che da noi succede con i vari Groupon e Glamoo.
Ecco. C’è da dire che qui da noi questo tipo di servizi non sempre si è rivelato soddisfacente. La colpa, bisogna dirlo, è di alcuni ristoratori che quando fanno le offerte coupon non garantiscono un livello di servizio alla pari di quello alla carta.
Però non bisogna fare di tutta l’erba un fascio e io spero che The Fork arrivi presto anche a Milano.
La maglietta sbagliata
Qui sotto un post che avevo scritto da tempo, pensando a una piccola commemorazione che avrei voluto fare oggi, andando al forum. Visto il clima, che non condivido, del tifo biancorosso ho optato per non fare il buffone. Il post ve lo metto comunque.
Cari amici tifosi dell’Olimpia, di cui tra l’altro faccio parte, questa sera dovrete perdonarmi.
Sì perchè sarò come di consueto sugli spalti del Forum a sostenere i nostri colori ma ci sarò con una maglietta sbagliata.
I colori simili, la città di appartenenza sempre la stessa, la disciplina un po’ diversa: l’hockey ghiaccio.
Correva l’anno 1991 e il 2 Marzo, proprio al Forum, lo scudetto dell’hockey tornava a Milano dopo un’eternità. Io c’ero allora. Nel corso degli anni non mi era mai capitato di poter essere su quegli spalti lo stesso giorno. Stasera sarà la prima volta. Festeggerò quindi a modo mio: indossando la maglietta sbagliata. Visto che molti di voi, soprattutto in curva, dividono il cuore tra ghiaccio e parquet, penso mi perdonerete.
Van Gogh Alive
Sabato sono finalmente riuscito a vedere Van Gogh Alive a La Fabbrica del vapore. Trovo difficile definirla mostra, poiché materialmente non c’è nessuna tela del maestro olandese. Forse sarebbe più corretto definirla esibizione o, perdonatemi se uso questo termine, allestimento. In pratica dopo una prima parte in cui alcuni pannelli raccontano la vita e le opere dell’artista, si entra in una grande sale che è il vero cuore del tutto. Intorno a voi sulle pareti e in mezzo alla sala, sono presenti enormi pannelli sui quali sono proiettati in successione quadri o particolari di quadri di Van Gogh. Il tutto secondo il filo logico della storia dell’artista e con un accompagnamento musicale che cadenza le diverse fasi. Sui pannelli sono proiettate immagini diverse contemporaneamente, così che la mostra cambia a seconda del punto di vista scelto dal visitatore. In questo mi ha ricordato molto la mostra fotografica di Mc Curry di qualche anno fa. Lì la struttura espositiva ad albero, consentiva di avere affiancamenti diversi di immagini a seconda di dove ci si ponesse a guardare.
Fino al 7 marzo avete tempo per vedere Van Gogh Alive. Non perdete l’occasione.

