Archivio dell'autore: Puck74
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Cinque Cinque Cinque. Se siete un maschio italiano nato negli anni 70 (e magari anche negli anni 80) questi tre numeri per voi vogliono significare una cosa sola: LA BIZONA!
Il modulo tattico proposto da Oronzo Canà, al secolo Lino Banfi, nella strepitosa commedia L’allenatore nel Pallone. Per rispetto soprassiedo su quella porcata del sequel.
E’ di oggi la notizia che Lino Banfi, appunto per questa sua interpretazione, verrà insignito del patentino di allenatore ad honorem. Onestamente mi sembra un premio strameritato, molto più di certe lauree ad honorem che si vedono oggigiorno.
Personalmente Oronzo Canà sulla panchina della mia adorata cremonese lo vedrei molto volentieri.
Qualche termine inglese a caso
Dai, facciamo un pò il vero milanese brutto e imbruttito, che usa termini inglesi a caso e si vanta di frequentare locali alla moda!
Oggi mi sento veramente First Mover e Trend Setter: qualche giorno fa Vivimilano ha segnalato Ostello Bello come ritrovo alla moda con diversi appuntamenti di musica dal vivo. Bravi bravi, cari redattori di Vivimilano… arrivate giusto un paio di settimane dopo che io lì ci ho tenuto la mia festa dei quarantanni, con tanto di musica dal vivo dei Milanoans.
Ora però come faccio a organizzare un’altra festa all’altezza? Per fortuna che ho poco meno di dieci anni per pensarci 🙂
La cinquantenne che gioca a Farmville
Io sono cresciuto trovando i videogiochi un normale passatempo. Un bel passatempo che in alcuni periodi ha assorbito anche parecchio del mio tempo libero. Oggi gioco molto meno ma gioco ancora. Non me ne vergogno e non ci trovo niente di male. Mi considero facente parte della prima generazione di videogiocatori cresciuti. Ecco perché guardo con molta preoccupazione i coetanei o quelli anche con dieci o quindici anni in più che si avvicinano ai videogame ora. Prima di tutto non hanno l’abitudine e rischiano di non saperli gestire, peggio dei loro figli. Poi c’è la questione che se io decido di dedicarmi ad un casual game, so che caratteristiche ha l’oggetto della mia scelta. Qui c’è gente che gioca a Farmville e pensa davvero di cimentarsi in un “manageriale”.
Il 24 maggio
Il 24 maggio dovevo ricordarmi due cose: fare gli auguri di buon compleanno ad un amico e commemorare, come faccio quasi ogni anno, la mia canzone patriottica preferita: La leggenda del Piave. Il 24 maggio 1915 segnò l’entrata in guerra dell’Italia e non c’è nulla da festeggiare. Però è bello ogni tanto avere un po’ di orgoglio nazionale, senza per questo passare per fascisti o di estrema destra. Il patriottismo non è, di per sé un valore negativo.
Tra l’altro ricordiamocelo: quella era un’Italia con una classe dirigente (anche militare) spesso inadeguata ma dopo Caporetto comunque la guerra la vincemmo…
Non sono gli 80 euro
Il PD ha quasi doppiato il M5S. Ora la prima reazione sarà quella di gridare al popolo beota che si è fatto comprare con pochi spicci. Ci sta, è una tattica in linea con la campagna elettorale seguita. Spero solo che non sia anche il reale sentimento del partito, perché sarebbe una miope reazione. Non sono i militanti che riempiono le piazze ad aver lasciato il movimento o comunque a non avergli consentito il balzo ulteriore. Chi ha lasciato Grillo, per il PD o per non votare, è tutto quell’elettorato moderato che alle politiche, nel silenzio della cabina, aveva scelto di provare a cambiare subito qualcosa. Il rifiuto del M5S al dialogo con le altre forze politiche e alla possibilità di assumere impegni di maggioranza o comunque di sostegno al governo, gli ha fatto perdere quell’elettorato 30 giorni dopo le politiche, ben prima degli 80 euro. I (troppo pochi) votanti di queste europee hanno scelto l’unica reale possibilità di governo, anche solo perché di alternative non ce n’erano, come se fossero elezioni politiche e non europee.
Mi travesto da fashion blogger
… E dico che la fascetta in fronte stile Figlia dei fiori e l’accessorio trendy per la super gnocca 2014 🙂
Più giro per Milano facendo people watching e più ne sono convinto. Tra l’altro voto altamente a favore.
Discomusic
Di base non odio la musica dance. Nonostante odi ballare e le volte che sono stato in una discoteca si contano sulle dita di una mano (forse due) non odio a prescindere questo genere musicale. Certo, ci sono dei distinguo. Quella attuale veramente mi provoca reazioni cutanee allergiche ma del resto fatico a definirla musica. Quella anni 70 di base mi piace molto, anche se a quei tempi neppure c’ero. Però nella mia collezione alcuni cd del genere, acquistati quando erano attuali, ci sono. Un autore su tutti: Norman Cook, conosciuto come Fatboy Slim. Personalmente lo reputo geniale e, non chiedetemi perchè, mi viene sempre da associarlo a Nick Hornby. Oltre alle sue produzioni, molto brani di successo sono stati tali soprattutto per i suoi remix. Un esempio su tutti è Brimful of Asha dei Cornershop. Nella versione originale lo trovo di una palla clamorosa, nel remix mi fa venir voglia di cantare a squarciagola come un mantra “everybody needs a bossom for pillow”! 🙂
Il mio ego musicale ne esce ringalluzzito quando però vedo che Fatboy Slim viene invitato ad esibirsi più in festival rock che in manifestazioni dance.
Quale suo video proporvi? La scelta più naturale sarebbe stata Praise You, però oggi opto per Weapon of choice.
Per chiosare, potevo non citare gli Elio e le storie tese che, come è noto, hanno una canzone per tutte le occasioni? Ecco quindi Discomusic 🙂
Nonno Nerd
I nostri nonni da giovani passavano le sere al bar e così hanno continuato a fare spesso anche negli ultimi anni della loro vita. Noi (e così dicendo intendo quelli che già sono abbondantemente over 30) siamo stati la prima generazione di videogiocatori. Prima di noi non c’erano bambini che videogiocavano. Prima di noi non c’erano adulti che videogiocavano. Saremo molto probabilmente la prima generazione di vecchietti che videogiocherà, magari rispolverando la propria Ps2 e facendo i soliti discorsi da vecchi “i giovani d’oggi non sanno cosa voglia dire videogiocare, ai nostri tempi…”. Forse non sarò un nonno nerd, perchè non so se avrò nipoti, ma tanti mie amici appassionati lo saranno e trovo la cosa naturale e confortante.
Ecco perchè quando in rete ho trovato questa foto, ho pensato che ci sono tante visioni del futuro molto peggiori di questa.
Mi piacciono i videogiochi, sarò un nerd, ma non mi sento certo un disadattato come in molti ci vedono. Ce ne sono di cose peggiori (e di persone peggiori) al mondo… 🙂


