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Milano, tornelli e lassismo
Io sto con ATM. Oggi entra finalmente a regime il sistema per il quale i biglietti e gli abbonamenti andranno obliterati anche ai tornelli in uscita della metropolitana. Parlando con amici e conoscenti di questa discussa decisione, trovo solo un termine per definire la maggior parte delle reazioni: lassismo. Che, chiariamolo, è definito come:
1. tendenza ad attenuare il rigore delle leggi, specialmente morali, e della disciplina, o a tollerarne l’inosservanza; eccessiva indulgenza nei costumi, nella condotta
Il commento più comune su questa questione è “ma cosa vuoi che faccia contro chi non paga il biglietto” seguito a ruota da quello che odio di più “alla fine rallenta solo noi che il biglietto lo paghiamo”. Ma cosa vuol dire??? In molti paesi è la prassi e quelli in cui non lo è sono in genere caratterizzati da un basso tasso di portoghesi. Allora rassegniamoci che le cose vadano male, non facciamo mai niente e limitiamoci a lamentarci sempre.
PS Arrivato in Cadorna ho trovato i tornelli “liberi”. Ho mandato un tweet all’account ATM che mi ha prontamente risposto che strutturalmente è impossibile chiudere i tornelli in quella fermata.
Argomenti da non toccare
Ieri ho avuto la sciagurata idea di far entrare la politica (o meglio un ex politico) sulla mia bacheca Facebook. Non l’avessi mai fatto. Gente che non si fa mai sentire (o che proprio non conosco di persona) che è salta fuori solo per inveire, in genere con attacchi di parte o che comunque attribuivano a una sola persona colpe quantomeno condivise. Il bello è che almeno parte di questi hanno sempre sostenuto o sostengono soggetti con ben altre colpe personali. Purtroppo è più facile trovare colpevoli piuttosto che motivi, anche (e non dico sia sempre così) quando le cause siano complesse e non attribuibili o risolvibili da un singolo. Sono l’emblema del popolo bue a cui va sempre tutto bene? Pensatela così. Se vi consente di scaricare un po’ di rabbia.
La prima cosa che guardo in una donna

Quando sei adolescente la risposta alla domanda “qual’è la prima cosa che guardi in una donna?” è semplice e binaria: o si dice il seno o il culo. Col passare degli anni le risposte diventano più sfaccettate, un po’ per convenienza (tutti guardiamo sempre le tette e il culo ma magari non lo diciamo sempre), un po’ perché effettivamente altri aspetti anche solo fisici diventano importanti. Gli occhi, le gambe, i capelli. Tutte risposte plausibili. Poi arrivi ad un’età, che è la mia, dove la risposta non è più estetica ma fondamentalmente legata all’esigenza di segmentare subito il mercato. Io ormai come prima cosa in una donna guardo l’anulare della mano sinistra. Che poi comunque non libera il campo da dubbi, ma è già un buon punto di partenza.
Non dimenticare
Nell’era delle bufale, delle cavolate che ognuno può scrivere online e tutti prendono per oro colato, il revisionismo storico è un periodo lo fon troppo reale.
Non solo l’olocausto ma tante altre nefandezze della storia vanno ricordate, non per serbare rancore e fomentare odio ma perché non si ripetano più.
Il revisionismo storico va ben oltre il diritto di opinione in molti casi. Va combattuto ed estirpato.
Unioni civili: la mia impopolare posizione
Come ogni family day, eccomi qui a rinnovare la mia posizione in merito. In genere risulta impopolare, soprattutto tra i miei amici e amiche etero conviventi.
In estrema sintesi: io sono favorevole all’allargamento del matrimonio (civile) alle coppie omosessuali ma contrario alla nuova figura delle “unioni civili”. Un contratto che regolamenti diritti e doveri di una coppia o di una famiglia esiste già. Non vedo il motivo giuridico di una figura “light” che consenta di avere quasi gli stessi diritti senza parte dei vincoli e dei doveri.
Ok, insultatemi come al solito. Ciao
Mi succhio un pennarello
Il mercato dei prodotti senza glutine è sempre più diffuso. Una volta erano difficili da trovare, ora nei supermercati ci sono scaffali dedicati proprio a questa categoria. Fra tutti i prodotti che mi aspettavo di vedere prodotti, non pensavo avrei visto i pennarelli.
Ok, i bambini mettono in bocca di tutto ma ci sono stati così tanti casi di bambini celiaci che hanno avuto problemi succhiando un pennarello da giustificare una cosa del genere? Mah… ho anche pensato che potesse essere perchè la celiachia creava problemi anche col contatto epidermico con prodotti che contengono glutine, ma mi è stato confermato che non è così.
Sinceramente credo si stia cavalcando un po’ troppo “la moda” e si stia cominciando a farla un po’ fuori dal vaso. Un vaso, ovviamente, senza glutine.
Si ringrazia Kasello per la segnalazione.
Sono una brutta persona
Prima di Natale ho ricevuto una petizione da Chance.org perchè venisse tolto dal commercio il gioco “squillo”. Il testo della pagina, che trovate come link a pié pagina, recita:
“SQUILLO è un nuovo gioco di carte dallo spirito estremo e divertente! Qui ogni giocatore ricopre un ruolo (quello di sfruttatore di prostitute) gestendo colpo su colpo le sue ragazze, divise tra escort, battone di strada e giovani promesse, ognuna con una propria particolarità, parcella e ricavato finale in caso di k. o. , e. . . successiva vendita degli organi”.
Non è possibile scherzare e giocare su una situazione drammatica e triste come lo sfruttamento della prostituzione che vede migliaia di donne ridotte in schiavitù e private della loro sessualità. È un’offesa ai diritti umani e alle persone morte per il sistema prostituente. Il Black humor deve avere un limite.
Mah… Personalmente la cosa non mi scandalizza più di tanto. Sarà che da appassionato di videogiochi sono abituato a scindere il reale dalla finzione. Forse troppo, direbbe qualcuno? Fatto sta che non mi sconvolge GTA e non mi sconvolge neppure questo gioco. Anzi, una partitina la farei anche. Ovvio non è un gioco per ragazzi e non deve esserlo ma qui sta al buon senso dei genitori, così come dovrebbe essere per i videogiochi.
Sorgente: Petizione · Ritirare il gioco da tavolo “SQUILLO” immediatamente · Change.org
Renzi ha ragione

Che piaccia o no Renzi su alcune cose ha oggettivamente ragione. Qualcuno potrà obiettare che anche un orologio rotto segna l’ora esatta almeno due volte al giorno. Ok, non mi interessa addentrarmi in questa diatriba. Quello su cui secondo me ha ragione è che in Italia ci sono troppi professionisti del disfattismo. Ieri stavo leggendo un gruppo di Facebook dedicato al mio paese, Pero. Noi siamo praticamente attaccati all’inceneritore Amsa di Figino. Fino a che non mi dimostreranno il contrario, secondo me uno più moderni e sicuri. Su questo gruppo uno pubblicava una foto di una fumata bianca, lamentandosi della qualità dell’aria. Quando qualcuno (per fortuna c’è chi mi ha anticipato…) gli ha fatto notare che si trattava solo di vapore acqueo, questo ha replicato “allora fattelo tu un aerosol 24 ore al giorno e vediamo quanto ti fa bene”. Insomma, tutto è uno schifo, tutto va male, tutto dovrebbe essere a carico di altri e mai a carico proprio.
In Italia ci sono molte cose da sistemare ma se noi per primi non ci affossassimo a colpi di martellate sui coglioni (scusate il francesismo) magari qualche passo avanti in più lo si farebbe.
“SQUILLO è un nuovo gioco di carte dallo spirito estremo e divertente! Qui ogni giocatore ricopre un ruolo (quello di sfruttatore di prostitute) gestendo colpo su colpo le sue ragazze, divise tra escort, battone di strada e giovani promesse, ognuna con una propria particolarità, parcella e ricavato finale in caso di k. o. , e. . . successiva vendita degli organi”.