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Lasagne Fruttariane
Mi sono imbattuto in questo post, che credo veritiero visto dove l’ho recuperato. Se non lo fosse ditemi voi…
Il concetto di base è comunque è: che bisogno hai di chiamarle “lasagne” se lasagne non sono? Poi come riesci della frutta cruda (ti definisci fruttariana, non crudista) a fare una lasagna? La foto sembra un ammasso informe (in cui tra l’altro mi sembra di individuare dei resti di asparagi…)
Mi perplimo.
Il recensore paragnosta
Quando devo recensire un videogioco mi sforzo di non essere minimamente prevenuto. A volte però non è facile. Ormai l’uscita di quasi tutti i titoli è preceduta su internet da immagini, anteprime, rumors più o meno ufficiali e opinioni di gente che millanta di averli visti.
Altre volte, come nel caso del gioco che mi stanno spedendo da recensire, è proprio impossibile partire senza avere la quasi certezza che sia una schifezza. Non sono superficiale: ho delle buone attenuanti. Si tratta di un aggiornamento (che esce in concomitanza di una grande manifestazione mondiale) di un titolo sportivo che ho avuto la sfortuna di acquistare in saldo mesi fa. Una delle peggiori porcate che abbia mai visto. A questa versione, che speravo riveduta e corretta, un noto portale internazionale ha dato 1,5 su 10. Ok, lo ammetto, sto già affilando le armi per stroncarlo.
No Flavia, non puoi #flaviaripensaci [AGGIORNATO]
No cara Flavia, così non puoi.
Non puoi vincere gli Us Open dimostrando una maturità è una solidità mai viste prima e poi dirmi che molli.
Tutti e cinque i miei anni di Wimbledon ti sono venuto a vedere, a tifare. Ti ho vista in doppio con la Schiavone, in singolo, in doppio misto. Vittorie e sconfitte ma sempre grande grinta. Quest’anno ho avuto la fortuna di vederti negli allenamenti i giorni prima degli UsOpen. Chissà, avrò portato bene? Però posso sempre dire di averti seguito anche qui. Non puoi mollare quest’anno. Al tuo top ranking, integra fisicamente e giocando così.
Capisco che lo sport a livello agonistico logori la mente prima del corpo. Capisco le esigenze fuori dal campo ma…
Ho lasciato passare un giorno dalla finale per sbollire la notizia. Sinceramente mi ha rovinato i festeggiamenti.
Ripensaci. 🙂
AGGIORNAMENTO: su twitter si sta diffondendo l’hastag #flaviaripensaci . Io aderisco, fatelo pure voi.
C’è chi dice no. A prescindere.
A quanto pare, è stata votata una mozione per concedere uno sconto sui biglietti di Expo ai residenti di Milano, Rho e Pero. In virtù dei disagi subiti per via dei lavori di questi anni. Potrei obiettare che uno che abita in Porta Romana ha avuto dei disagi un po’ diversi da chi abita nel Gallaratese… ma tant’è.
Leggendo l’articolo quello che mi fa ridere è che la mozione ha avuto un solo voto contrario, quello di un rappresentate del M5S. Dire sempre no a prescindere da tutto?
Sorgente: Expo: biglietti scontati per i milanesi!Milano Expo 2015
Guardare film nei parchi
Una sera ci siamo imbattuti a Bryant Paark, un giardino dietro la biblioteca pubblica, in una proiezione all’aperto di Ritorno al Futuro. Di sicuro più di un migliaio di persone in piena tranquillità e ordina a divertirsi in una calda serata d’estate. I poliziotti erano presenti ma non moltissimi e si limitavano a far spostare i pochi che si sedevano nelle vie di passaggio. Sera dopo stessa scena a Central Park ma con molte più persone, come vedete dalla foto. Questa volta per The Blues Brothers. Molto bello e anche coinvolgente. Un triste pensiero è stato che i pochi eventi gratuiti del genere che ho visto a Milano, la sensazione di civiltà sicurezza era un filino inferiore.
La natura non è equa
Ok, ci sono i belli e ci sono i brutti. Io ho sempre saluto di non essere un adone. Conosco persone belle, sia uomini che donne ma “belli normali”. Visitando il Witney Museum, mi sono imbattuto in Pierce Brosnam. Sì, l’attore, l’ex 007, il protagonista di Mamma Mia e tanti altri film. Lo vedi e pensi che è un bell’uomo nonostante l’età. Poi gli fai due foto di sfuggita e viene bello e perfetto come fosse in posa. Le facessero a te sembreresti pronto per le foto segnaletiche. E allora vaffanculo. Non c’è giustizia 🙂
Il delirante autogol di Car2Go
In luglio Car2go, come gli altri operatori di car sharing, ha aperto ai comuni dell’hinterland. Io sono stato entusiasta della cosa perché ora l’auto mi arrivava sottocasa a Pero. L’effetto è stata un’impennata del mio uso delle Smart biancoblu, al punto che stavo pensando ai pacchetti mensili di minuti. Tutto bello, tutto buono, se non fosse che ieri escono con una nuova politica di razionalizzazione delle vetture (o non so come altro hanno chiamato sta genialata). La mappa di Milano viene divisa in due parti: quella (a grandi linee) interna alla circonvallazione e le periferie con i comuni dell’hinterland. In estrema sintesi, se lasci l’auto nella fascia esterna paghi secco 4,9 euro in più. La cosa arriva dopo una campagna pubblicitaria su internet dove car2go rilanciava un’immagine de Il milanese imbruttito su cui ci si lamentava di non trovare auto in centro la sera. Evidentemente la dirigenza pensa di poter sopravvivere solo con chi si muove nelle zone centrali, ignorando i molti che le usano per andare o muoversi in periferia, dove magari ci sono meno mezzi pubblici. La scusa è che le auto restano a lungo incustodite e inutilizzate. Tra l’altro trovo la mossa un controsenso rispetto alla recente apertura verso l’hinterland, che comunque aveva eliminato alcune zone di Milano definite “pericolose” o dove le auto rimanevano di più. Io posso dire che nell’area di Pero (che ho monitorato in questo mese per vedere se il servizio avrebbe funzionato) le auto arrivavano e se ne andavano. Non rimanevano mai un giorno intero ferme. Bravi Car2go. Ottima mossa. Al fatturato futuro l’ardua sentenza. Io nel frattempo mi sposto su twist…
La bufala dei condizionatori e il giornalismo italiano (2a parte)
Vi ho già parlato stamane della bufala girata ieri sulla tassa sui condizionatori. Conviene invece soffermarsi su quello che implica quanto successo. Difficile capire dove il caso sia montato. Manovre giornalistiche per screditare il governo? Associazioni dei consumatori in cerca di notorietà? Semplice travisazione di una notizia vera? La cosa non è di fondamentale importanza e sarebbe quasi impossibile stabilire la verità. La questione è che si trattava di una (falsa) notizia che aveva tutti i crismi per diventare virale: tasse ingiuste, governo che mette le mani in tasca ai cittadini, comunità europea che impone inutili gabelli, caldo torrido di questi giorni. Un mix perfetto per scatenare l’indignazione populista del popolino. Non è la diffusione suo social che preoccupa ma il risalto dato sulle testate giornalistiche online, anche quando era ormai noto che si trattasse di una bufala. La nostra è ormai l’era del giornalismo dei click, in cui l’importante è che l’utente clicchi sul titolo ad effetto, così da aprire la pagina e visualizzare i banner (generando ricavi). Questo crea delle storture. Vi è una corsa al sensazionalismo senza verifica, una spasmodico bisogno di scoop. Con buona pace della verifica delle fonti e della fondatezza. Ci vorrebbe una maggior etica prima di tutto da parte di chi crea contenuti ma anche un maggior senso critico da parte di chi legge.






