Archivi categoria: Cattivo cinico egoista
L’ardesia lasciatela sui tetti…

Una volta era una simpatica novità, anche abbasstanza chic. Ora, lasciatemelo dire, cari ristoratori, service sul piatto d’ardesia ha abbondamentemente ROTTO GLI ZEBEDEI.
Perchè? Mah, intanto è scomodo. Non ci puoi servire nulla che abbia un minimo d’intingolo. Quindi se ci porti la carne, o la fai ben cotta, o se il cliente (come me) la richiede un po’ al sangue, si rischia di fare i danni. Inoltre, ma è una cosa collegata, non c’è bordo e a me è una cosa che non è mai piaciuta.
Insomma, cari amici ristoratori, servire sul piatto d’ardesia nel 2017 vuol dire essere a metà tra il “una volta eravamo trendy” e il “vorrei ma non posso”.
Evitate. Grazie
Cose di indotto (post Expo)
Oggi vi rilancio un articolo de La Stampa. A dire il vero è l’ennesimo articolo che ripete sempre la stessa cosa: anche una volta finito Expo, Milano è rimasta sui radar del turismo internazionale. Anzi, ha incrementato rispetto al 2015.
Raccontatemi ancora che ospitare manifestazioni del genere è una sciagura, per favore…
Sorgente: Il turismo scopre Milano lezione per il belpaese – La Stampa
La solita ineffabile Alitalia?
A fine agosto Alitalia ha lanciato il suo Upgrade Program, col quale, se hai comprato un biglietto di classe economy, puoi partecipare ad un’asta in busta chiusa per passare in premium economy o in business class. Noi ci abbiamo provato. Con parsimonia all’andata, provandoci più seriamente per il volo di ritorno. Il giorno prima di partire, riceviamo una mail in cui ci viene detto che non abbiamo vinto. Ok, nessun problema. Due giorni prima del ritorno ci arriva un addebito con descrizione “upgrade Alitalia” pari alla cifra da noi offerta. Ci gasiamo ma poi l’e-mail si conferma non arriva. Neppure quella in cui ci diceva che non avevamo vinto però… Oggi proviamo il check in e… niente… siamo un economy. Ok la delusione per averci fatto la bocca ma il peggio è capire che fine hanno fatto i soldi. Pare che l’addebito sia stato annullato ma non ne abbiamo ancora la certezza… vedremo quanto dovrò litigare con Alitalia.
Ora che almeno non ci perdano i bagagli.
Piuttosto mi tengo i miei pochi lettori
Stavo cercando su google uno di quei siti che ti consentono di visitare una pagina senza far sì che questa guadagni con i banner, un servizio indispensabile per chi, come me, combatte le bufale, i siti spazzatura e il clickbait: hai voglia di leggere certe cose ma non di foraggiare a suon di centesimi la loro attività.
Così facendo mi sono imbattuto in questo link che, per una volta, vi fornisco in versione “in chiaro”, consentendogli di guadagnare dalle poche visite che gli manderò.
Sorgente: Come aumentare gratis i fan della tua pagina Facebook
In pratica, oltre a ricordare che ci sono servizi a pagamento che ti danno fans e like farlocchi, buoni però a far salire le tue credenziali online, racconta che ci sono molti siti di scambio like. Tu metti il “mi piace” a qualcuno e questo ricambia.
Bhè il mio blog ha poco successo, come dimostrano anche gli iscritti alla pagina facebook, ma preferisco avere numeri non gonfiati e sapere che chi mi segue lo fa davvero.
Poesia Stronza
Le rose sono rosse
Le ortensie sono blu
i blog di poesia non li sopporto più.
Io capisco che non ci sia solo l’estro ma c’è anche l’esercizio delle arti, quindi capisco che si voglia sviluppare e allenare la poesia, però capirò mai perchè la gente pensa che qualsiasi cosa che vagamente somigli ad una poesia sia meritevole di essere condivisa col mondo.
NO, NON E’ COSI’
Nella maggior parte dei casi fanno discretamente cagare. Ok, direte voi, non leggerci, così come chiunque potrebbe dire che io scrivo cagate qua e dovrei smettere. Verissimo. Giustissimo. Inappuntabile. Però tra le cagate che posso scrivere qui, rientra anche il fatto che i blog di poesia (e i poeti dilettanti) nel 99% dei casi non mi piacciano.
L’odio per la gggente
Parte 1
Vado a casa in pausa pranzo, perchè poi devo passare da un cliente. Guardo il telegiornale e c’è un servizio di SkyTg24 su quanto la gente ne sa del referendum. Tra vari ignoranti(nel senso di gente che ignora su cosa si vada a votare)intervistati, c’è una signora che si dichiara informatissima e sa perfettamente cosa voterà e perchè. Le fanno allora leggere il quesito referendario e le chiedono cosa sia il “bicameralismo paritario”. La sua risposta, arrogante e stizzita “ah che ne so! E’ qualcosa che hanno messo lì solo per confonderci.
ODIO, ODIO PROFONDO… e tanta paura per il 4 dicembre.
Parte 2
Prendo la metropolitana per tornare in ufficio. In piedi a fianco a me due adolescenti. Tralascio il fatto che emanassero l’inconfondibile classe e charme delle burine della peggio periferia (nota per Mrs Puck: ci sono a est come a ovest di Milano). Una delle due si lamenta con l’altra che il padre non le ha voluto dare 5 euro ma che quando è tornata a casa ha visto che lui si era comprato l’iPhone7. La mela non cade mai (o quasi) lontano dall’albero. Tra l’altro nel tragitto Molino Dorino – Cadorna si sono chiamate reciprocamente “Amo” così spesse che se avessi 1 euro per ogni volta che l’ho sentito diro, stasera andavo a cena da Cracco.
ODIO, ODIO PROFONDO… però almeno loro non dovrebbero votare il 4 dicembre (ma il padre di lei sì…)
Parte 3
Ancora non c’è. Però viste le premesse ho il terrore di cosa potrei sentire tornando a casa o andando in palestra stasera…
Numerare le serie TV
Notavo che una particolarità tutta italiana è quella di numerare, già dal titolo, le serie TV. È una particolarità soprattutto delle fiction Rai. Per esempio in questo periodo c’è molta pubblicità per Braccialetti Rossi 3 ma potrei anche fare tantissimi altri eventi, non ultimo “Gli occhi del cuore 2” (o magari anche tre). All’estero, o sulle serie straniere, questo non si usa. Come la vedreste la pubblicità di CSI Las Vegas 18 o Lost 5?

