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Grosso giro a China Town

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Da quest’estate mi è capitato di passare diverse volte in zona Paolo Sarpi, la Chinatown milanese.  Una volta era una zona non particolarmente belle, fatta di bui negozietti dediti all’import export e con numerosi soggetti che correvano con carrelli carichi a destra e a sinistra. Negli ultimi anni però, di questo bisogna renderne merito sia alla comunità cinese che alle varie amministrazioni comunali che si sono succedute, la situazione è molto cambiata. La pedonalizzazione e un generale abbellimento della zona ne hanno fatto un angolo piuttosto gradevole.
Ho visto diverse chinatown in giro per il mondo. New York, San Francisco, Londra. Quella di Milano però, secondo me, è fatta ad immagine e somiglianza della città. E’ insomma una Chinatown Milanese Imbruttita. Se altrove ci sono riconoscibili segni di “cinesità” talvota anche pacchinai (penso ad alcuni dragoni londinesi), quella di Milano è tutta focalizzata sul lavoro. Negozi, insegne, anche i ristoranti sono prettamente ad uso interno e non finalizzati ad attrarre milanesi e turisti. Sinceramente non mi dispiace affatto passarci ogni tanto.

Zanzare tardive

Succede ogni anno e ogni anno me ne stupisco, non capendo l’origine di questo fenomeno. Arriva ottobre e, nonostante usi ancora le zanzariere e non ce ne fosse traccia in casa mia da tempo, riappare almeno una zanzara. Piccola, fastidiosa e non sempre dedita alle punture (ricordo che solo le femmine pungono), si materializza fastidiosa in due momenti. Verso le 11 di sera quando sono davanti alla televisione sul divano e nel cuore della notte, quando mi ronza fastidiosa bell’orecchio. Ma dovrebbero essere belle che sparite in questo periodo?

Per fortuna che mi hanno detto che è Mandela…

Oggi ho scoperto che, non distante dal mio ufficio e proprio davanti al consolato sudafricano, è stata inaugurata una statua dedicata a Mandela. Bene. Bravi. Però scusate un secondo. Guardate la foto che posto qui a fianco e guardata la galleria nell’articolo originale che vi linko qui sotto. In una scala da 1 a 10, secondo voi quanto somiglia a Mandela? Secondo me molto poco. Mi riprometto di fare un giro a vederla di persona ma dubito di cambiare idea.

Sorgente: Zona Castello – Una statua per Mandela – Urbanfile Blog

Recensire un’intervista 

Oggi sono qui a fare una cosa un po’ strana: recensire un’intervista. O almeno parlarvene. Mi riferisco a quella rilasciata, con tanto di copertina, a Rolling Stone dagli Elio e le storie tese. Premesso che non acquistavo una rivista in edicola da mesi, non potevo resistere alla curiosità di leggerla, visti i tanti rumors che giravano in questi mesi e che si concentravano in un concetto: lo scioglimento della band. L’argomento viene formalmente risolto nei primi paragrafi, dove queste voci vengono definite fasulle. Dico però formalmente perché non tutti i dubbi sono subito fugati. Rocco Tanica è presente nel servizio fotografico ma il giorno del l’intervista marcò visita. Così come fa da tempo nei live. Il mio sospetto è che ormai sia un ex e ho anche purtroppo dei sospetti sui motivi, di cui però non parlerò qua. A dire il vero il grosso del mio interesse si è risolto lì anche se poi il pezzo parla del nuovo brano e da come è stato accolto dai fans, soprattutto da quelli della prima ora (come me). Da tempo sostengo ci sia una netta divisione generazionale tra i fans di Elio. Da una parte chi li seguiva al tempo delle cassettine e che si identifica soprattutto coi primi tre album, dall’altra parte i più giovani (ma non più tanto giovani) che invece preferiscono altri album. Anche in questo caso nei commenti sul singolo, la distinzione è netta. In definitiva un’intervista non banale che vi consiglio.

PS come giustamente ha sostenuto un mio amico, visti i nomi in copertina poteva benissimo essere una rivista uscita nel 98.

Empatia

La definizione di empatia è:

L’empatia è la capacità di comprendere a pieno lo stato d’animo altrui, sia che si tratti di gioia, che di dolore. Empatia significa “sentire dentro”, ad esempio “mettersi nei panni dell’altro”, ed è una capacità che fa parte dell’esperienza umana ed animale.

La settimana scorsa sono andato a tagliarmi i capelli e ho provato sulla mia pelle il potente effetto commerciale che un buon uso dell’empatia ha. In genere non amo che chi mi taglia i capelli attacchi discorso è prende confidenza. Però il tipo l’ha fatto con la giusta discrezione. Ad un certo punto fa scattare l’empatia e cerca di piazzarmi l’acquisto di uno shampoo, diciamo che ha usato una versione arguta e professionale del classico “anch’io avevo il tuo stesso problema”. Alla fine l’ho preso, senza indagare sè quelle cose che ha millantato in comune fossero vere. È stato più un premio alla sua bravura, perché è facile scadere dall’empatia al paraculismo. Dovrei imparare un po’ ma fino a dove è lecito raccontar balle per creare empatia?

Dal mondiale di rugby al Six Nations

Ieri si è chiuso, almeno per l’Italia, il mondiale di rugby. Come facilmente prevedibile gli azzurri hanno battuto la Romania e terminato al terzo posto il proprio girone. Abbastanza per qualificarsi direttamente al prossimo mondiale ma non abbastanza per accedere ai quarti. Proprio la Romania, assieme alla Georgia è protagonista in questo periodo di rumors che vogliono le due nazioni ambire al posto dell’Italia nel Sei Nazioni. Noi in questi anni non stiamo giocando bene ma trovo questa ambizione assurda per due motivi. Intanto la partita di ieri ha fatto vedere che siamo ancora un gradino sopra, il buon finale rumeno è arrivato quando ormai l’Italia aveva fatto entrare i rincalzi. Il secondo e più fondamentale è che il ranking mondiale conta relativamente: queste nazioni non ricordo abbiano mai battuto una delle nazionali top del Six Nations. Quindi si mettano il cuore in pace che io mi prendo il biglietto per andare a vedere a Roma Italia-Scozia. 

 

Mi date un consiglio?

Per la serie “i sondaggi che non interessano a nessuno” vi chiedo un consiglio. Sul lavoro sono un professionista piuttosto informale, anche troppo direbbe qualcuno. Ora ho una borsa da lavoro veramente orrenda, una tracolla presa alla Decathlon che dovrebbe fare anche da zaino. Mi fa pena ogni mattina anche solo a guardarla. Così stavo pensando di cambiare. La mia selezione, rigorosamente su amazon e rigorosamente low profile, ha portato a un duello finale, che è anche un po’ una scelta di campo. Considerando quanto sopra e aggiungendo che devo usarla anche e soprattutto per andare in tribunale, ditemi quale mi consigliate tra:

Zaino Kensington per pc

Messenger Eastpak basica

Forza, ditemi la vostra:

Il preoccupante fenomeno dell’Homeschooling

homeschooling

Seguo diversi siti e pagine che trattano di bufale, complotti e altri comportamenti che definirei particolari. Sono venuto così a conoscenza dell’homeschooling. Si tratta di un fenomeno, che mi spaventa al pari del crollo delle vaccinazioni, per il quale mamme più o meno qualificate (voglio sperare “più”, temo selvaggiamente “meno”) decidono di tenere i figli a casa da scuola per educarli in libertà.

La prima domanda che mi viene è: è legale? A quanto sostengono nelle faq di Controscuola.it sì, citando la costituzione italiana. Io qualche dubbio ce l’avrei, soprattutto nel momento in cui poi cerchi, magari alle medie o alle superiori, di rientrare nell’insegnamento classico. Questo però sarà un problema formale loro e se la vedranno. Mi premeva però sostenere altro.

Premetto che i miei giudizi non sono frutto della mia esperienza di genitore (che non sono) quanto di quella di figlio unico abbastanza introverso. Io sono andato in una (buona) scuola pubblica. Per quanto si possa criticare la scuola attuale, non credo che a priori una madre sia meglio di una maestra, anche se deve essere la prima maestra. Il punto è che secondo me non si fa il bene dei bambini a non fargli vivere un’esperienza di convivenza civile e sociale con coetanei ma non solo. Il confronto con gli altri è importante ad ogni età ma soprattutto nell’infanzia, quando formiamo il nostro carattere e il nostro modo di rapportarci agli altri. Ok, questi bambini potranno poi vedere nel pomeriggio gli altri amici ma saranno sempre quelli che “non ci sono a scuola” e quindi vivranno una socialità molto parziale.

Io per un mio figlio o figlia non farei MAI una scelta del genere.

Sorgente: Il blog sull’homeschooling in Italia – Controscuola.it