Archivi categoria: Giorno Marmotta

Abbandonato dai miei miti?

Io non sono mai stato un grande “fan”, probabilmente per la mia incapacità di votarmi totalmente ad un argomento fino al punto di diventarne “fanatico”. Ci sono giusto poche eccezioni: gli Elio e le Storie Tese, la Cremonese (che però non vedo dal vivo da qualche anno) e Flavia Pennetta (la cui autobiografia giace intonsa da qualche anno sulla mia mensola). Se di recente la tennista barese mi ha regalato gioie e dolori, con la sua vittoria agli Us Open e l’istantaneo annuncio del ritiro, ora sono gli Elii a destarmi qualche preoccupazione. Il fratello segreto di Bergomi ha infatti rilasciato di recente un’intervista in cui dichiara che l’album in uscita potrebbe essere l’ultimo, così come il conseguente tour. Non ci credo fino in fondo ma è una cosa plausibile. L’età, i progetti individuali, l’assenza di Rocco Tanica (dissidi? Salute?) dagli ultimi tour sono tutti indizi che portano nella stessa direzione. Speriamo che tutti ci ripensino… Pennetta compresa.n

  

I’m a proud peones

Proseguiamo con un secondo post dedicato alle nuove “alle”, che prima erano Down Town \ Emporio Armani e ora sono Virgin Active. 

C’è una mezza sommossa dei vecchi abbonati. Non c’è volta che negli spogliatoi o fra le macchine non origli il malcontento. La palestra non è più quella di prima. Ora si riempirà di gente (con malcelata superiorità). Come si permettono di fare certe cose. 

C’è chi assicura che presto ci sarà una migrazione di massa (non si capisce verso dove), chi millanta rivolte carbonaie. 

Fatto sta che i (per ora pochi) nuovi iscritti sono visti come elementi estranei. Non che me ne freghi molto a dire il vero. Anzi, li trovo carinamente luddisti.

I forzati di Expo

Nonostante sia domenica e sapessi a cosa andassi incontro, oggi sono in expo.  All’ingresso è andata bene: col season pass abbiamo saltato la cosa. Dentro invece non si scappa. Alle 9.30 il padiglione del Giappone dichiarava sei ore di coda… Situazioni migliori ma non di molto un po’ ovunque. Pensierino peregrino: perché dichiarano l’apertura alle 9 se poi quasi tutti gli stand aprono alle 10?

 

Roberta Vinci ha vinto anche me

Seguo il tennis, in particolare quello femminile. In particolare nel particolare seguo Flavia Pennetta. Però da tifoso italiano seguo qualsiasi tennista a tricolore (No, non chiedetemi di Camila…). Però non avevo mai ascoltato Roberta Vinci in interviste, forse qualcuna ai tempi degli Slam con Sara Errani. Ieri invece mi sono fatto una scorpacciata di Eurosport e me la sono vista nelle interviste post partita e a Game Set and Mats. Sinceramente mi ha conquistato, con la sua spontaneità e la sua sincerità. Ti dice che non ci credeva che poteva battere Serena Williams e le credi, sinceramente. Così come credi che nonostante questo si è giocata ogni punto alla morte. In questo atteggiamento un po’ mi ritrovo. Sapere di non avere  molte possibilità non vuol dire provarci comunque, vuol dire essere oggettivo. Così come le credi anche quando dice che è il giorno più bello della sua vita ma le dispiace anche per il pubblico americano e per Serena, che meritava il Grande Slam ma… “oggi è il mio giorno”. E giù applausi. In semifinale non aveva il pubblico contro di lei ma a favore della sua avversaria. Con quell’intervista sul campo, in finale avrà tutti gli Usa tennistici dalla sua parte e anche per me tifare Pennetta non sarà così facile.

Un ultimo pensiero, prima di lasciarvi al video dell’intervista. Quando la Schiavone ha vinto il Roland Garros, la finale era tutta da giocare. Si sperava in una vincitrice italiana e alla fine c’era stata. Qui oggi possiamo goderci davvero la partita. Chiunque vincesse sarò contento, saremo tutti contenti: il tricolore sventolerà su Flushing Meadows.

 

Il sabato dell’ufficio

Eccomi qua. A iniziare la stagione 2015-16 dei sabato mattina in ufficio. E’ difficile spiegare perchè sia qua. Nel senso: devo lavorare, su questo non ci piove, e in settimana si sono accumulati alcuni lavori “ordinari” per via di alcune emergenze emerse. Fin qui non ci piove. Però potevo anche stare di più una sera e mettermi in pari. Però il sabato mattina, anche per abitudine, non è poi malissimo in ufficio, se non fatto con regolarità. Non squilla il telefono, si è in pochi (anzi, oggi sono solo io) si riesci a fare le cose con calma. La verità è che per me essere qui ora è più naturale che andare a scuola il sabato. Tutto inizia quando andavo alle elementari. Facevo uno dei primi Tempo Pieno e facevo otto ore al giorno dal lunedì al venerdì. Sabato a casa. I miei spesso dovevano venire qui (sì, fisicamente è ancora lo stesso ufficio) e io spesso venivo con loro. Quindi è normale per me. Ora finisco il caffè e cerco di ritrovare la mia scrivania: devo averla messe sotto una di queste pile di carte…

La finale del cuore.

Se e un sogno non svegliatemi. Stavo già scrivendo un post per magnificare la finale raggiunta dalla mia adorata Flavia Pennetta agli UsOpen. Stavo scrivendo che ero andato a vederla in allenamento il giorno che sono stato a Flushing Meadows. Sono cinque anni che vado a tifare per lei a Wimbledon. Ero pronto a “buttare” 10 euro su di lei contro la Williams e poi… E ti ritrovi a quarant’anni con la lacrimuccia davanti alla TV perché una monumentale Roberta Vinci ha infranto con merito il sogno di Grande Slam di Serena Williams. 

E vorresti che il torneo finisse qua, che tutte e due vincessero.

E ti senti orgoglioso di essere italiano e di seguire certi sport sempre e non solo in questi momenti.

E alla fine domani vinca la migliore, comunque sarà una delle nostre.

Nuova Alle vs Vecchie Alle

Premessa: “andare alle”, abbreviazione di “andare alle palestre” è un’espressione che ho assorbito da YdR e da un altro nostro amico (innobinabile online). Col tempo e con un eccesso di contrazione, “alle” è diventato sinonimo di Palestra.

Fino ad ora ero iscritto alla Virgin di piazzale Kennedy. Quest’estate la Virgin Active ha rilevato alcune palestra in centro Milano e così, dopo attenta valutazione, ho deciso di trasferirmi a quella di Piazza Diaz (fermo restando che posso andare quando voglio anche in Kennedy). La differenza sul l’abbonamento mensile è di 14 euro. Dopo un paio di accessi, vediamo se i pro giustificano la maggior spesa. I vantaggi sono fondamentalmente due. Soprattutto la comodità dall’ufficio. Questo mi consente di risparmiare almeno mezz’ora rispetto a prima, forse di più. Questo di per sè basterebbe, ma c’è altro. Al momento è molto meno congestionata e presenta poi un rooftop con vista duomo, fantastico in estate. I contro? Bhè manca l’area idromassaggio (ci sono solo sauna e bagno turco) e non c’è la piscina. Al momento sono soffisfatto della scelta. 

Spero di esser magari stato utile a chi sta valutando un simile passaggio.

Alla prossima puntata per spigolature più di costume. 

  

Le emozioni del basket

Per quei pochi stolti che non lo sapessero, si stanno giocando gli europei di basket. L’Italia era partita con grandi aspettative ma le prime partite erano state avare di emozioni. Sconfitta con la Turchia e vittoria stentata con l’Islanda. Poi il passo è cambiato: vittoria con la forte Spagna di Pau Gasol e ieri sfida coi padroni di casa tedeschi. Palla a due alle 17.45. Io fino alle 18 ero da un cliente e poi mi sono fiondato in ufficio per vedere la partita su skygo. È stata davvero emozionante, spesso punto a punto, sfociando poi in un supplementare. Qui cuore, voglia e classe degli Azzurri hanno avuto la meglio. Soddisfatto sono uscito a cena. Una volta tornato a casa mi sono visto parte della replica, soprattutto mi sono rivisto tre volte la bomba del Beli nel supplementare, con commento di Tranquillo. Pelle d’oca. (Spero il link del video funzioni)

Oggi (nel momento in cui appare il post la partita starà cominciando) la sfida con la Serbia ma gli ottavi sono già conquistati. Avanti così.