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Il senso della storicità
In questi giorni pensavo che, quando tutto sarà passato, ricorderemo questo periodo come un momento che ha fatto pesantemente parte della nostra storia. Sperando che nessuno debba ricordarlo per la perdita di un caro, è chiaro che quasi nessuno di noi ha mai vissuto un’esperienza del genere.
Mi rendo conto che, avendo dovuto lavorare sempre, ho meno di altri la percezione di questo isolamento. Però è chiaro che una cosa del genere impatti pesantemente.
Speriamo veramente di ricordarci questi giorni senza troppa tristezza…
Miracoli del SEO
Distraiamoci un po’ dal coronavirus, per parlare di qualcosa frivolo e leggero (e alquanto inconsistente): i dati di accesso del mio blog!
A parte i miei soliti venticinque lettori (cit? devo dire cit o ci arrivate? io ci arrivavo ma avrei sbagliato il numero), c’è una piccolo esercito di lettori che arriva sul mio blog (alla spicciolata, pochi al giorno) tutti per lo stesso post, scritto nel lontano 2011. Precisamente è questo: Sottocosto Vs Sottoprezzo.
Il motivo è semplice: per gli imprescrutabili, almeno per me, algoritmi di google, sono finito in alto nei risultati di ricerche tipo “sottocosto sottoprezzo” o altre composizioni simili.
Ogni giorno, qualcuno arriva sulle mie pagine cercando proprio quello. Chissà se poi è rimasto anche a leggere altro.
Qualcuno di voi mi ha scoperto così?
Invidio chi riesce ad annoiarsi
Ad ascoltare la radio, il problema di tutti è trovare qualcosa da fare, durante il confino domestico. Il primo dubbio che mi sorge è: ma non eravate tutti in smart working? Il secondo pensiero è VI INVIDIO PROFONDAMENTE.
Non solo la nostra attività è ritenuta necessaria e non possiamo chiudere ma lo stato non ci aiuta (e non aiuta chi è a partiva iva e le piccole e medie aziende) rinviando le scadenze fiscali. Ok, hanno detto che lo fanno ma io devo lavorare in base alla legge e la legge ora mi dice che devo permettere a tutti di decidere se pagare il 16 o meno.
Insomma, vorrei essere a casa e che il mio unico problema fosse annoiarmi.
La nostra italianità ci ucciderà
Una cosa che ho sempre odiato della maggior parte dei miei compatrioti che mi circondano è la propensione a “farsi le regole per sé”. Noi sappiamo così il nostro meglio, più di chi ci dice cosa fare. Poco importa sia un politico, un medico o un esperto di qualsivoglia argomento. Ecco che quindi ci troviamo a leggere certe notizie:
Tre italiani positivi al coronavirus a Cuba: partiti il 9 marzo. IL NOVE MARZO? Ma siete proprio cretini.
Cinque fan di Vasco si muovono da Napoli per raggiungere Zocca e vedere la casa del Rocker. “Ora o mai più” sarebbe il motivo di necessità. Evito anche solo di commentare questa notizia… mi verrebbe troppo il nervoso.
Stolto io che, prima di spostare delle valigie e degli scatoloni di prima necessità da casa vecchia a casa nuova (meno di 1km in auto, senza incrociare nessuno) ho chiamato la Polizia Locale per sapere se potevo…
La tanto famigerata stretta
Ieri sera è arrivata la tanto famigerata, ulteriore, stretta. Uscendo dall’ufficio mi ero preparato a non poterci tornare per giorni. Invece…
Invece io rientro tra i servizi che devono continuare a operare e, soprattutto, non hanno rinviato le scadenze fiscali di lunedì. Bastava una frase… Niente, qui (anche se a ranghi ridotti) lavoriamo per provare a fare in modo che chi vuole pagare possa farlo. Poi ci rintaneremo ognuno nelle proprie case.
Sull’economia questa cosa avrà un effetto devastante. Per l’ennesima volta il “popolo delle partite iva” è tra le fasce più indifese del tessuto economico.
Comunque per le strade sembra una finta chiusura: rispetto a ieri non ho notato novità sostanziali. Bho… speriamo basti.
Cronache dalla zona rossa (o quasi)
Neanche il tempo di fare un post sulla “chiusura” della Lombardia, che i provvedimenti restrittivi sono stati estesi a tutta l’Italia.
Sinceramente, da questo blog ho sempre cercato di predicare moderatezza e lo facevo anche nei miei confronti, per non farmi prendere la mano. Nel mio piccolo comunque sono sempre stato il più attento e il più timoroso possibile. Compatibilmente soprattutto con gli obblighi lavorativi, perchè purtroppo non faccio un lavoro che possa trasferirsi totalmente in smart working e se non si rispettano le scadenze non ci sono paracaduti sociali che tengano.
Detto questo, pur nella mia apprensione, mai avrei pensato che si arrivasse a questo livello di gravità. Ora speriamo che, per una volta, il senso civico prenda il sopravvento ma non ci spero molto. Si vedano le vergognose scena in stazione a Milano di sabato sera…
Eventi di una certa importanza
Sono giorni pieni e importanti. Per una volta tanto non parlo del Coronavirus.
A fine mese ci hanno consegnato la casa. Mercoledì ci hanno avvisato in fretta e furia che ci era liberato un appuntamento da notaio e quindi ieri, venerdì, abbiamo fatto il rogito.
E lunedì… ok arrivano i mobili e quindi la casa diventa abitabile. Ok, è importante. Ok, va bene tutto ma…
LUNEDI’ SERA TORNA CORDIALMENTE!!!
Non solo Coronavirus: finalmente casa!
In piena bufera Coronavirus, Mrs Puck and I abbiamo avuto comunque una bella notizia positiva: dopo tanti ritardi e tanti imprevisti ci hanno consegnato casa.
Manca ancora il rogito, ultimo tassello per stare tranquilli ma almeno si stanno facendo passi avanti. Ora imbiancatura, pulizia grossa e il 9 inizia il trasloco.
In questo periodo bisogna anche attaccarsi alle cose belle che succedono.
