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La solitudine del (numero) primo
Come già vi scrissi (in uno dei post più letti del mese scorso), quest’estate andrò in Georgia e tornerò in Armenia. Lo farò con un tour di Viaggi e Avventure del mondo, la cui guida sarà mia Cugggina. Ora ogni giorno faccio una scappata sulla pagina web del viaggio per controllare se ci sono altri iscritti. Per ora sono desolantemente l’unico iscritto. C’è tempo.
Sorgente: Viaggi Avventure nel Mondo – I nostri Viaggi in MEDIO ORIENTE – L’ALTRO CAUCASO
Fissata la destinazione dell’estate 2016
Siamo al 22 marzo e finalmente posso ufficializzare la meta dell’estate 2016:

Non sarà l’unica meta visto che visiterò anche un paese confinante, dove però in effetti sono già stato in passato. La grande novità dell’anno è che pure io proverò a viaggiare con Viaggi e Avventure nel mondo. Per miei problemi di salute avevo sempre evitato (pur avendolo già preso in considerazione), però questa volta, avendo come capo gruppo mia cugina, vado con una moderata tranquillità. A presto per i dettagli.
Ps. avete riconosciuto il paese anche senza andare su google, vero?
L’Armenia e gli scacchi
Oggi mi sono imbattuto in questo interessante articolo sullo stretto rapporto tra gli scacchi e l’Armenia. In effetti è una cosa che raccontò anche la nostra guida quando andai e la notai tantissimo quando girai il mercato principale di Yerevan: non c’era bancarella di artigianato locale (da dimostrare poi in effetti fosse locale) che non vendesse scacchiere.
La violenta Islanda…
Da sempre ho una passione per l’Islanda. Dopo esserci andato è cresciuta ancora di più. Ho la fortuna di avere diversi amici che condividono questa passione e uno di questi mi ha girato una vera chicca: l’account Instagram della polizia locale islandese (o di Reykjavik, non è chiaro visto che la descrizione è islandese). Un account molto simpatico e autoironico, che dimostra l’alto tasso di criminalità che devono fronteggiare tutti i giorni.
Lo ammetto… Ho una gran voglia di tornarci
Non tutte le armene sono brutte
Una delle certezze assolute con cui tornai dall’Armenia è che non ci fossero donne belle, almeno secondo il mio gusto. L’influenza russo sovietica è quasi assente e l’essere una etnia molto chiusa, dello stesso ceppo di turchi e iraniani, non aveva certo aiutato.
Oggi, grazie al Google alert che ho sullo stato caucasico, scopro la loro tennista di punta,Ani Amiraghyan, classe 1993 e n.615 del ranking Wta, e non è poi male.
Il tennis femminile è sempre un’isola felice.
Sorgente: Spazio (all’altro) Tennis: Armenia | SPAZIO TENNISSPAZIO TENNIS
Alta velocità
Poche palle. Oggi sto andando a Roma in giornata, per assistere alla partita del Sei Nazioni di rugby. Grazie all’alta velocità ferroviaria riesco a farlo in giornata e a costo molto contenuto. Su queste tratte nazionali il costo e la qualità del servizio sono nettamente migliori rispetto all’aereo. Non a caso ormai la tratta Milano-Roma di Alitalia è stata di molto ridimensionata.
Il concetto di settimana bianca
Nonostante abbia sempre preferito la montagna al mare, non ho mai fatto una settimana bianca. In questo weekend ha raggiunto una coppia di amici che ne stava facendo uno proprio dove vado sempre. È un concetto di vacanza abbastanza diverso da quello a cui sono abituato. Gli elementi caratterizzanti sono due: prima di tutto si svolge in un periodo in cui gli altri lavorano, poi è finalizzata ad una pratica sportiva. La cosa più vicina che faccio sono i quattro giorni inglesi per Wimbledon, ma il fatto di andare in una grande città non lo rende poi diverso da un weekend lungo (in fondo è solo un giorno in più, il salto completo della settimana lavorativa è quasi una chimera per me). Forse un giorno dovrei riuscire a farmi una settimana di golf da qualche parte. Certo… Come no…
I giovani italiani e il mito di Londra
Nel mio ultimo weekend londinese mi sono accorto che, a dispetto della globalizzazione, gli italiani (soprattutto giovani) hanno ancora il mito di Londra. Badate bene, pure io adoro la capitale britannica (ci vado due o tre volte l’anno) perché sostengo che al di là della città, c’è sempre qualcosa da fare. Siano concerto, sport o mostre. Però ieri verso pranzo passeggiavo in zona Camden e, dopo lo spagnolo, l’italiano era sicuramente la lingua che si sentiva di più. In particolare mi ha incuriosito intercettate il breve dialogo di due ragazze. Si vantavano che coi loro acquisti londinesi avrebbero fatto l’invidia delle amiche. Un po’ ho invidiato io la loro illusione e il beato entusiasmo.



