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Viaggiare low cost (ma vicino)

Parliamo di viaggi low cost ma lasciamo stare Ryan Air e Easy Jet. Non essendo un grande amante della guida, stavo valutando alcune soluzioni per delle trasferte brevi. Dando per scontato che il treno è il mio mezzo preferito, soprattutto per muoversi tra le grandi città, stavo valutando anche il costo dei pullman, soprattutto per quelle destinazioni non raggiunte dalle rotaie. Prima dei 18 anni andavo in montagna da me (Pinzolo) con l’Autostradale. Ci metteva una vita, era caldo ma non mi pareva costasse molto. Così ho provato a fare una ricerca. Andata e ritorno: 48 euro. In pratica poco meno di quello che spenderei da solo per benzina e autostrada. Non mi pare per nulla conveniente… Se poi si viaggia almeno in due, proprio non c’è paragone. Ho verificato anche per andare in liguria, anche in questo caso non c’è convenienza, soprattutto rispetto al treno: più veloce e meno costoso. Qualcuno di voi viaggia mai in pullman? L’unica persona che conosco che lo ha fatto di recente (pendolari a parte) è una blogger che ci è andata in Ucraina…

Memoria fotografica 

No, non ho una memoria che blocca ogni particolare come in una fotografia. Anzi. La mia memoria è spesso farraginosa. Però è fotografica nel senso che ogni tanto mi rimanda delle istantanee di ricordi. Un’immagine che poi a ruota evoca tutta una serie di ulteriori ricordi collegati. Non è una cosa nuova. Ricordo i primi anni di università, in cui ancora usavo la smemo, e che furono anche le prime estati in the road negli USA. Già allora conscio della mia poca memoria, ero molto preoccupato di dimenticare qualcosa di bello e di divertente. Incominciai così ad appuntarmi su una pagina flash sparsi legato a quei viaggi. Brevi frasi che evocassero un’immagine e poi tutto il resto. Oggi non lo faccio più e mi limito a stupirmi delle immagini che mi tornano in mente. Un’auto a noleggio. Una bistecca con l’osso nello Utah. Delle ostriche neozelandesi. La prima volta che ho visto Las Vegas dal deserto. Un piccolo bar nel centro di Firenze. 

Vi ho mai detto che soffro di vertigini?

Ebbene sì, soffro di vertigini. Soprattutto su ponti, scale aperte e cose così. Però mi piacciono le montagne russe. In ottica estiva vorrei fare una cosa un po’ folle. So già che sarà propenso a morire di paura ma è talmente bello che vorrei farlo. Di cosa sto parlando? Guardate questo video…

 

Il mio secondo musical londinese

Dopo aver apprezzato molto “The commitments” (nb più per l’esperienza che per il musical in sè, che presenta alcune debolezze), a questo giro londinese non avevamo in programma nessuno spettacolo teatrale. Poi il sabato ci siamo detti “perchè no?”. E’ seguito patteggiamento sui musical papabili (mannaggia… mi è stato posto il veto su Bend It Like Beckham… ma riuscirò a vederlo) e quindi abbiamo Leggi il resto di questa voce

Grandonnismo londinese

Il grandonnismo non conosce confini e soprattutto l’abilità degli esercizi commerciali nell’approfittarsene ha raggiunto vette da Himalaya. Domenica passeggiavo verso le 11 nella zona di Covent Garden. La mattina era gioiosamente uggiosa, come solo un luglio britannico può essere e i negozi erano per lo più ancora chiusi. Uno però ha attirato la mia attenzione: si trattava di un negozio che vendeva articoli (trendy) di abbigliamento per l’esercizio fisico. Al suo interno una ventina di Grandonne di varie età stavano facendo una lezione di quella che ho sommariamente catalogato come yoga. Ma farlo direttamente in palestra no?

Fare i conti in tasca alla gente

Per andare a Wimbledon, la fermata della metropolitana è Southfields. Non so se si tratti di un paesino o di un piccolo sobborgo di Londra. Poco cambia. Si tratta di una zona carina con qualche negozio, casette basse e una concentrazione assurda di agenti immobiliari. Bella passeggiata che dalla fermata porta all’ingresso del torneo guardo sempre gli esercizi commerciali presenti e mi interrogo su quale percentuale del proprio fatturato annuo facciano nelle due settimane del torneo. Secondo me in alcuni casi si raggiunge l’80%. Ci sono più le persone che hanno una villetta che da direttamente sulla via del passaggio e anche questi arrotondano. Alcuni affittano il parcheggio. Altri invece concedono il cortile a sponsor o banchetti dello street food. Nel panorama Inglese, dove i venditori abusivi sono al bando, questo è il massimo concesso.

Un altro Wimbledon è andato

Con questo fanno cinque. Anche quest’anno  

Cosa mi resta di questa edizione?

– Aver visto anche quest’anno la Pennetta

– aver mangiato fragole e panna

– essermi tolto la soddisfazione di vedere almeno una volta nella vita giocare Martina Hingis

– il ricordo della ressa assurda degli indiani che volevano l’autografo della Mirza

– uno dei fratelli Bryan che ha abbattuto l’altro sbagliando il servizio. Quello che si rialza, fanno un siparietto che si abbracciano e poi fa punto a rete. Io sarei finito in ospedale…

La borsa per il viaggio

Al tempo degli smartphone, preparare la borsa per partire vuol anche dire preparare le app necessarie per il viaggio. Domani andrò a Londra e nella foto trovate la cartella che ho preparato. Ecco cosa contiene:

– Easyjet: per poter passare direttamente lo smartphone ai controlli di sicurezza e al boarding, evitando carta inutile

– Booking.com: come Easyjet ma per la prenotazione dell’albergo

– Citymapper: una ottima app per calcolare il miglior percorso coi mezzi pubblici. Funziona a Londra ma anche a Milano e in molte altre città del mondo.

– Tube Map: app gratuita per la mappa della metro di Londra ma anche per avere aggiornamenti in diretta sullo stato del servizio.

– Wimbledon: app ufficiale per avere aggiornamenti in tempo reale e tante altre curiosità sul torneo

– Xe Currency: perché nella terra d’Albione c’è ancora la sterlina e non sono più molto abituato a fare i cambi.

– Time Out London: perché a Londra c’è così tanto da fare e da vedere che qualche dritta torna sempre utile.