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Il figliol prodigo su ghiaccio

Il Milano, o il Saima come sarà sempre per i mezzi matusa hockeistici come me, è stato il mio primo amore sportivo. Come tutti gli amori ha vissuto di alti e bassi. Sarebbe semplicistico ed errato dire che me ne sono allontanato quando si era finiti in A2. La realtà è che già da qualche anno non frequentavo più il palazzetto. Mentre si vincevano scudetti a raffica, l’ambiente non era più quello che piaceva a me e senza destare troppo scalpore mi ero eclissato. Ora nel finale della scorsa stagione mi sono riavvicinato all’hockey prima e al Milano poi. Riscoprendo i vecchi amici e il piacere del palazzetto. Quindi come un perfetto figliol prodigo, mi sono abbonato per la prossima stagione agonistica.

Dite quello che volete ma…

…a rivedere certe cose io mi commuovo a distanza di 22 anni…

Le olimpiadi di Ostello Bello

Oggi pranzavo da Ostello Bello e vedevo sulla lavagnetta la segnalazione che oggi partivano le olimpiadi dell’ostello. Tornato in ufficio ho trovato l’elenco completo delle gare: geniale. Mi piacerebbe partecipare alla gara del 6 ma temo sia aperta solo ai clienti dell’ostello e non anche a quelli del pranzo 🙂

Abercrombie & Fitch … e io

A&F è stata per parecchio tempo l’ultima marca “feticcio” per chi andava a New York o più in generale negli Stati Uniti. In un mercato globalizzato, era l’unico brand con cui si poteva tornare dalle vacanze e bullarsi perchè qui non si trovava. In tutto questo poi si innestava il posizionamento di mercato e tutto il marketing di quella marca, basato su giovani bellocci sia tra il personale che tra i clienti.

In tutto questo il mio primo contatto con A&F risale, credo al 2007-2008 quando per la prima volta vidi uno dei loro negozi a Las Vegas. Entrai e tutto sommato lo trovai molto meno “diverso” dagli altri da quanto mi aspettavo, sentiti i racconti. Non ci trovai niente di mio gusto.

Credo un anno dopo ci tornai e mi imposi di trovare qualcosa, anche una cavolata, da comprare. In fondo il cambio era ottimo e comunque i prezzi di base non erano neppure eccessivi. Presi un paio di magliette e la colonia.

Arriviamo ai giorni nostri e al negozio milanese di A&F, situato nel cuore del quadrilatero della moda e luogo aimè di culto da parte di frotte di adolescenti. Qui i concetti di base del loro brand sono portati all’estremo. Ieri ci sono stato per la prima volta, per comprare la suddetta colonia, che mi piace e che nel frattempo avevo finito.

Sulla porta 4 modelli/commessi, di cui uno palestratissimo e a petto nudo, e una modella/commessa. Già mi stava passando la voglia di entrare. Comunque vado. Luci bassissime, musica altissima. Commesse che mettono a dura prova le mie coronarie. Personale giovanissimo che quando provo a fargli una domanda non mi pareva brillasse per acume ma… tant’è.

Compro. Mi mettono la colonia nel famoso sacchetto A&F (che meriterà un post ad hoc) e me ne esco. Un po’ perplesso per tutto questo bailame montato su per un negozio tutto sommato di media qualità (ma di alto prezzo)

Milanisti, siete stufi di farvi pigliare per il culo?

Bene! Allora date una bella pedata al pallone e rivolgetevi a qualche altro sport che si puo’ seguire a Milano.

Basket e Hockey promettono sogni tricolare (e io sto valutando di abbonarmi ad entrambi), mentre con meno pretese si puo’ comunque vedere della buona pallavolo o del rugby.

Anche Milano puo’ disintossicarsi un po’ dai re della pedata.

Waitin’ on a sunny day

Foto fatta con iPhone 4 e pano camera 360

Due indizi fanno una prova

1) polizia e giornalisti davanti al tribunale
2) super gnocca che si lamenta del fatto che l’avvocato le ha detto di non mettere la gonna (ma lei ha messo comunque i tacchi “non sono mica una suora”) e che a tutte le domande risponderà “non ricordo”

Ho come il sospetto di immaginare di quale processo ci sia udienza oggi…

Cose di terremoto

Mi dicono esserci stata un scossa sentita distintamente anche a Milano, verso le 9. Io a quell’ora ero in metropolitana e non ho sentito proprio nulla.