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Rocket League – Recensione (PS4) – Gamesurf.it

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In questa calda estate, complice il nuovo format “quick” di Gamesurf, sto ritrovando il piacere di recensire. Ecco un’altra mia breve recensione. Questa volta per Playstation 4. Ops… mi sa che è la mia prima per questa console. Dovrei fare mente locale ma a questo punto credo di aver recensito titoli su tutte e 4 le console targate Playstation.

Rocket League – Recensione (PS4) – Gamesurf.it.

Una sera al citygolf 

Dopo che, mesi fa, ero stato a fare un sopralluogo, ieri dopo il lavoro sono andato a provare il campo pratica CityGolf, all’interno dell’are CityLife (ex Fiera Milano). Devo ammettere che la cosa ha dei pro e dei contro. La struttura è basica: postazioni di pratica, piccolo spogliatoio, un bagno. Risente però della sua provvisorietà: in fondo è situata bello scavo delle fondamenta di un complesso che, prima o poi, verrà costruito. Lo dimostra anche il fatto che manca un putting green (richiederebbe investimenti e troppa manutenzione) e che le piante che decorano l’area non sono state estratte dai loro vasconi, segno che quella non è la loro destinazione definitiva. Tirando le somme un campo pratica soprattutto comodo per andarci, come ho fatto ieri, dopo il lavoro ma non necessariamente a buon mercato.

 

Speculazioni compulsive su un mercato rialzista. Sottotitolo: non sembra ma è un post che parla di vacanze

Ok, questo post ha già il record di essere quello col titolo più lungo da molto tempo a questa parte. Passiamo allo svolgimento. Come vi scrissi, sono entrato in un loop ansiogeno, quasi ossessivo compulsivo, per il quale ogni giorno faccio un check delle offerte degli alberghi su booking.com. Mi ero abituato bene perchè, per alcune settimane, riuscivo spesso a strappare dei ribassi di prezzo (o degli upgrade di qualità) sulle sistemazioni della prossima vacanza. Ora agosto si avvicina, i posti liberi sono sempre meno e i prezzi invece che abbassarsi si alzano. Io allora vado in ansia e spulcio tutte le possibili soluzioni. Niente, mi tocca rimanere ancorato alle prenotazioni già fatte. Ma domani è un altro giorno… chissà che mirabolanti offerte ci saranno per le quali porterò a casa un cinque stelle lusso per venti dollari a notte.

Scherzi a parte, è la struttura di booking.com che spinge a certe cose. Non solo la cancellazione gratuita ma anche una serie di pop up che appaio a lato con frasi del tipo “i prezzi di xxx sono i più bassi da dieci giorni a questa parte” oppure “19 persone stanno cercando in questo momento un albergo a xxx”. ANSIA!!!

Ps però intanto oggi ho messo lì una prenotazione per l’Aria al posto di quella del Mandalay Bay…aria-hotel-pool-las-vegas

Il potere logora chi ce l’ha?

Oppure noi italiani non siamo mai contenti di chi ci governa? Oddio, vista la nostra storia ne avremo ben donde, però qui vorrei soffermarmi sul caso Renzi, senza entrare nel commento politico ma guardando solo sul fenomeno di costume. Da sindaco di Firenze era il nuovo che avanzava, il nostro Obama. Poi, anche prima che diventasse premier, le cose sono cominciate a cambiare, probabilmente sulla spinta di certe strumentalizzazioni per questioni interne al PD. Il primo sintomo è stato il cambio di tipologia di foto. Prima appariva sempre giovane ed energetico, poi si è passati quasi solo a foto in cui si rimarcava la sua somiglianza con Mr Bean. Poi, lo so, tra uscite infelici e risultati che tardavano a venire, il malcontento è salito. Oggi mi sono imbattuto nell’ultimo stadio: barzellette che giravano su Berlusconi in cui semplicemente il nome veniva cambiato per inserire Renzi. Dai, anche noi italiani però ci mettiamo del nostro… 

  
 

Una serata in bianGo

Stasera va così. Il tramonto. Il caldo. La tangenziale. Diretto a una festa di compleanno, stono a squarciagola in auto i miei pezzi preferiti de L’album Biango. Nell’ordine di stonata: Luigi il pugilista, Enlarge your penis, Amore amorissmo, Il ritmo della sala prove. Sì, potrebbe decisamente andare peggio 🙂

La bufala dei condizionatori e il giornalismo italiano (2a parte)

Vi ho già parlato stamane della bufala girata ieri sulla tassa sui condizionatori. Conviene invece soffermarsi su quello che implica quanto successo. Difficile capire dove il caso sia montato. Manovre giornalistiche per screditare il governo? Associazioni dei consumatori in cerca di notorietà? Semplice travisazione di una notizia vera? La cosa non è di fondamentale importanza e sarebbe quasi impossibile stabilire la verità. La questione è che si trattava di una (falsa) notizia che aveva tutti i crismi per diventare virale: tasse ingiuste, governo che mette le mani in tasca ai cittadini, comunità europea che impone inutili gabelli, caldo torrido di questi giorni. Un mix perfetto per scatenare l’indignazione populista del popolino. Non è la diffusione suo social che preoccupa ma il risalto dato sulle testate giornalistiche online, anche quando era ormai noto che si trattasse di una bufala. La nostra è ormai l’era del giornalismo dei click, in cui l’importante è che l’utente clicchi sul titolo ad effetto, così da aprire la pagina e visualizzare i banner (generando ricavi). Questo crea delle storture. Vi è una corsa al sensazionalismo senza verifica, una spasmodico bisogno di scoop. Con buona pace della verifica delle fonti e della fondatezza. Ci vorrebbe una maggior etica prima di tutto da parte di chi crea contenuti ma anche un maggior senso critico da parte di chi legge.

La bufala dei condizionatori e il giornalismo italiano

Ieri è andato in scena un tristissimo siparietto che ha visto protagonisti non solo tantissimi italiani, che hanno rilanciato la notizia sui propri social, ma anche importanti testate giornalistiche che ne hanno dato enfasi (e immeritata autorevolezza). Sto parlando della famigerata Tassa sui condizionatori. Non mi metto neppure a spiegarvi perché sia una bufala, vi giro direttamente un articolo che ne fa un’approfondita analisi LEGGETE QUA

Mi limito solo a far notare come anche gli articoli più autorevoli, come Il Giornale o TgCom24 (sì, scusate, li ho chiamato autorevoli, la cosa mi sta già provocando uno sfogo cutaneo) parlino dei 12kW di potenza. Chiunque si cimenti nella lettura della propria bolletta dell’elettricità sa si tratta di una potenza industriale. Per ora mi fermo qua. Mi premeva ribadire che è una bufala. Vi rimando a un prossimo post per le riflessioni su quanto successo ieri. 

Growish, la colletta del terzo millennio

Cos’è Growish? Io l’ho conosciuto nell’occasione di una festa di compleanno: si era deciso di fare un regalo comunitario e questo servizio consente di aprire una sottoscrizione dove tutti possono far confluire i soldi, poi chi è preposto all’acquisto li preleva e li usa. Fino a qui tutto bene. Per compleanni, liste nozze, raccolte fondi puo’ essere una cosa positiva. Quello che non mi piace è la loro strategia di marketing. Sono rimasto iscritto per un po’ alla loro mailing list e il tenore dei loro messaggi pubblicitari è quello dell’immagine qui sotto.

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Alla fine sarò fatto male io o saranno fatti male i miei che mi hanno tirato su con una certa etica del valore del denaro, però a me le cose piace guadagnarmele. Neppure con una pistola puntata alla fronte farei una colletta tra parenti e amici (come suggerisce questo lancio pubblicitario) per riuscire a riealizzare “il viaggo che sognavo fin da bambino”. Una cosa è un regalo, un’altra è elemosinare un aiuto.

Peggio ancora il claim che ho trovato oggi entrando sul loro sito, per recuperare dati per questo pezzo: “raccogli denaro tra parenti e amici per esaudire qualsiasi desidero“. MA STIAMO SCHERZANDO VERO???