Archivio dell'autore: Puck74

Manuka honey

Arrivano i primi freddi e con essi i soliti mali di stagione. Diventa quindi d’attualità un souvenir che sotto diverse forme ho portato dalla Nuova Zelanda: il Manuka Honey o, se preferite la versione italiana, il Miele di Manuka. Per una descrizione più precisa vi mando per esempio a questa pagina, io brevemente vi dico che è un miele mono fiore prodotto principalmente in Nuova Zelanda e che ha particolari poteri antibatterici, antinfiammatori e cicatrizzanti. Sui vasetti è indicato il potere antibatterico in base ad una scala adottata dai produttori. Lo portai in vasetti (ne ho preso pure per me) o in stick per labbra. Il feedback di entrambi i prodotti finora e molto positivo. Lo trovate anche in negozi online e in catene bio.

Ci sono giorni

Ci sono giorni particolarmente sfigati in cui tutti i nodi vengono al pettine. Anche quelli che non ci sono. Oggi è uno di quelli. Niente di trascendentale ma quando il fisico chiede il conto, devi ricordarti forzatamente tutti i tuoi limiti. Se poi ci aggiungi sfighe varie (macchina con la batteria a terra), donne isteriche e casini lavorativi che non ti lasciano neppure prenderti un solo giorno di riposo, il gioco è fatto. Sono però anche i giorni in cui tiri fuori la pellaccia dura, vedi che i tuoi guai sono in fondo gestibili e riparti anche se ammaccato. Buonanotte a tutti, domani si vedrà.

Controprogrammazione

Ieri in tv era serata di Champions League. Non so quale canale in chiaro ha messo in programmazione Dirty Dancing. Senza neppure aspettare i dati dell’Auditel, a giudicare dagli status di Facebook, posso dire che abbia fatto il 95% di share fra le donne tra i 25 e i 45 anni. Tutte quelle che almeno una volta si sarebbero volute sentire Baby.

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Il fu Teorema del Risutin

Il risotto è stato uno di quei piatti che ho voluto fortemente imparare a fare una volta andato ad abitare da solo. E’ così diventato il mio unico cavallo di battaglia ai fornelli. Le rare volte che ho ospitato qualcuno per una vera e propria cena, spesso la scelta è ricaduto su di un risotto. La maggior parte di queste occasioni erano legate a tipe che più o meno mi intrigavano e sulle quali volevo fare bella figura: ecco che quindi YdR ha iniziato a definire “serate risutin” quelle in cui tenevo PR di un certo tipo tra le mura domestiche. L’altro giorno sistemando la dispensa ho notato che la vaschetta del riso giace intonsa da troppo tempo. Per riflessi pavloviani, ho smesso di farmi il risotto da solo. I motivi sono anche altri: andando in palestra la sera torno tardi ma pure il fatto che avendo preso anche del riso da insalata, non distinguo più i due tipi…

Fatto sta che non ci sono c**i, stasera risotto ai funghi!

Jim e Ian

Domenica il team europeo si è aggiudicato la quarantesima edizione della Ryder Cup. Il livello di gioco, soprattutto l’ultimo giorno, è stato clamorosamente alto. Tra i tanti campioni in campo difficile dire il mio preferito. Restringo la scelta a due, molto diversi fra loro. Il primo e Jim Fyrik. Statunitense, uno dei giocatori di maggiore esperienza in campo. Una certezza. Da anni al vertice del Tour americano, non è certo tra i giocatori più noti al grande pubblico, soprattutto se raffrontato alle sue qualità e a quello che ha vinto. Come mai? È un anti personaggio. L’apoteosi del medioman al potere. Impossibile che non mi ci si immedesimi almeno un po’. Tanti fanno i fenomeni, lui è sempre lì. Al vertice.
L’altro è l’europeo Ian Poulter. Se io fossi il capitano di Ryder, prima convocherei lui, poi penserei al resto della squadra. Il motivo? Bhè forte è forte, non si discute, ma se si gioca un matchplay può battere chiunque. Soprattutto in Ryder, quando giochi davanti a 40.000 persone. Un cagnaccio ciò con un cuore grande così. Anche quando non è in giornata non molla mai e sotto pressione può sempre tirare fuori qualcosa dal cilindro. Come attitudine agonistica mi piace pensare di rivedermici.

Piaceri da Nerd (filo Pc)

Anche se da diversi anni ho svoltato con somma soddisfazione sull’ambiente Apple, ho nel mio dna delle derive che dimostrano la mia origine di simil smanettone pc. In questi giorni in ufficio ho dovuto mettere mano a un vecchio desktop d’emergenza e cercare di migliorarne le prestazioni. Ho aperto un altro pc, gli ho tolto la ram e l’ho messa in questo. Ho fatto girare Ccleaner. Ho analizzato la struttura delle cartelle per liberare spazio da archivi obsoleti che non avevano senso. Poi… la somma goduria: ho fatto il defrag! Fin dai tempi di Win95 ho provato un piacere fisico a osservare la struttura dell’hard disk venire sistemata. Tutte queste caselle che vengono prese, spostate, compattate… che prima occupavano tanto spazio e poi sembrano tutte belle piccole ordinate… mi danno una piacevole sensazione di ordine e sicurezza. Lo so. Sono messo male ma non mentite, non sono l’unico che si ipnotizza a guardare il defrag…

Seduto in quel caffè io non pensavo a te

Era un po’ che avevo in canna questo post e non vedevo l’ora che arrivasse oggi per mettervi la canzone 29 settembre de… e qui si è aperto il dilemma.

Vado convinto su youtube pensando di trovare la versione degli Equipe 84 e basta. Invece me la trovo cantata anche da Battisti. Di chi è l’originale? Stando a wikipedia, è scritta da Mogol e Battisti per gli Equipe 84, poi evidentemente cantata anche da Battisti. Io comunque resto sulla mia prima scelta.

Ps tra tutti non so chi fosse il più inguardabile 🙂

 

I duri dei telefilm polizieschi

Ok, sarà per esigenze televisive, per le quali i protagonisti devono sempre riconoscibili, ma c’è una cosa in particolare che mi è sempre sembrata assurda nei polizieschi. Quando in telefilm come Criminal Minds ci sono irruzioni in qualche edificio, perchè le forze speciali hanno sempre supertute, giubbotti antiproiettile, casco, occhiali, fucili d’assalto e i protagonisti (che entrano praticamente assieme, spesso anche prima) hanno un giubbottino che non li protegge neanche dal raffreddore e una pistola ad acqua?