Archivio dell'autore: Puck74

L’inefficienza economica del viaggiatore single

Hand Holding Suitcase Covered with LabelsIl mio essere, in questo periodo, forzatamente analcolico mi portò a scrivere un post intitolato “L’inefficienza economica della vita analcolica“.
Oggi, il mio essere forzatamente single e in procinto di partire mi porta a scrivere questo post.
Questa inefficienza economica si concretizza soprattutto in due situazioni: i viaggi organizzati ed i pernottamenti singoli. La prima mi riguarda poco, a parte casi sporadici come quando andai in Armenia. La seconda invece mi riguarda aimè con una certa frequenza. Purtroppo le stanze in genere hanno lo stesso prezzo sia per una che per due persone, con la conseguente inefficienza per chi è nella mia situazione.
In questi giorni mi sono trovato a dover prenotare per alcune notti a Parigi e devo dire che mi stavo non poco arrabbiando. Sono riuscito a contenere i costi grazie al sito airbnb ma poco cambia: fossimo stati in due il costo (inferiore rispetto a quello dell’hotel) non sarebbe cambiato.

E che cavolo… cornuto e mazziato.

 

2013 in review

Per chi fosse curioso, ecco il review di WordPress sul 2013 del mio blog. Si conferma che come al solito “tira più di un carro di buoi” 🙂

Here’s an excerpt:

The concert hall at the Sydney Opera House holds 2,700 people. This blog was viewed about 12,000 times in 2013. If it were a concert at Sydney Opera House, it would take about 4 sold-out performances for that many people to see it.

Click here to see the complete report.

Complimenti Ostello Bello

Oggi, nell’ennesima giornata piovosa milanese, mi sono trovato a girare dalle parti di Ostello Bello. Per festeggiare la solita vagonata di premi annuali di Hostelworld che hanno vinto, ho pensato bene di fermarmi a pranzo. La nuova formula senza servizio al tavolo è quasi preferibile a quella passata. Ti fa sentire ancora più a casa.
Comunque complimenti a loro per essersi laureati miglior ostello italiano anche quest’anno.

Gli equilibristi della carta igienica

In un ufficio, come in ogni altro ambiente che preveda una forzata convivenza tra persone diverse, ci sono compromessi da accettare e piccoli sforzi da fare. A me le persone che questi piccoli sforzi proprio non li fa, mi mandano in bestia. Il luogo dove questo si evidenzia maggiormente è il bagno. Non ci vuole niente, se non trenta secondi di tempo, a cambiare il rotolo della carta igienica se ti accorgi che è finito. Invece no. Ci sono dei veri virtuosisti nell’usarla tutta ma lasciare un ultimo strappo orgogliosamente attaccato al rotolo, così da poter dire “non era finita, non mi ero accorto fosse in fondo”.
Se vi becco vedete come vi faccio pedalare…

No ragazzi, non ci sto.

Sarà un grande atleta. Sarà uno dei più titolati nella storia olimpica. Però far portare il tricolore a uno che non ha mai fatto mistero di non sentirsi particolarmente italiano non mi può andar bene. Non è questione di razzismo ma di coerenza. Meglio sportivi naturalizzati per passione (e non opportunismo) di chi è nato sul territorio italiano senza sentirsene parte.

Io non perdo mai niente

Io non perdo mai niente. Questo è un dato di fatto. Perlomeno non mi perdo le cose. A volte mi perdo le persone.
Per esempio mi sono perso colui (o colei) a cui ho prestato La 25a Ora, che tra l’altro è uno dei miei film preferiti.
Non sono serviti giri di mail, appelli di persona e in rete, post sul blog. Non si sa a chi l’abbia prestato.
Rassegnato a non rivedere più quel dvd, me lo sono ricomprato per sei euro.

Tra l’altro ha una delle locandine più belle in assoluto degli ultimi anni, che campeggia tronfia nel mio salotto.

Sala cinquanta

In questo periodo, più che mai, sto frequentando il cinema Anteo. Nota sala di Milano rinomata per essere ormai tra le poche che si concentri su film non proprio di cassetta. Non è un cinema nuovissimo ma è stato sempre rimodernato, ha però alcune sale abbastanza piccole. Forse la più minuta è la Sala Cinquanta, dove sono stato per la prima volta l’altra sera. La cosa che mi ha più inquietato sono state le poltrone. Non si tratta della classica postazione singola ma di una sorta di divanetti doppi. Va benissimo, anzi meglio, se si va al cinema in coppia ma se si è single puo’ creare un po’ d’imbarazzi. A maggior ragione se capiti con qualcuno che non conosci, come è successo a me l’altra sera, visto che eravamo dispari. Con la mia solita fortuna ovviamente sono capitato con una sciura ultracinquantenne…

Quei pomeriggi hard sopra la farmacia

Le pruriginose storie di provincia regalano sempre grandi emozioni. Quella che mi è stata segnalata da un amico non è neppure di quelle particolarmente fantasiose ma trovo che l’articolo che gli ha dedicato La Nazione sia molto gradevole e riesca a infiocchettare la notizia non male.

Quei pomeriggi hard sopra la farmacia: circoli vuoti e fila davanti all’alcova – La Nazione – Firenze.