Archivi categoria: Cattivo cinico egoista
Non tutte le armene sono brutte
Una delle certezze assolute con cui tornai dall’Armenia è che non ci fossero donne belle, almeno secondo il mio gusto. L’influenza russo sovietica è quasi assente e l’essere una etnia molto chiusa, dello stesso ceppo di turchi e iraniani, non aveva certo aiutato.
Oggi, grazie al Google alert che ho sullo stato caucasico, scopro la loro tennista di punta,Ani Amiraghyan, classe 1993 e n.615 del ranking Wta, e non è poi male.
Il tennis femminile è sempre un’isola felice.
Sorgente: Spazio (all’altro) Tennis: Armenia | SPAZIO TENNISSPAZIO TENNIS
Jared Leto e il lato giusto del mercato
Due massime a cui sono affezionato e che riflettono in fondo lo stesso concetto sono “ogni tattica è giusta e ogni tattica è sbagliata” e “l’importante è essere dal lato giusto del mercato. In estrema sintesi vogliono dire che ci sono cose che se faccio io (o qualche altro umile mortale) fanno pena, se le fa qualcuno che intriga (in senso assoluto o relativo) diventano una cosa figa o trendy. Salendo a un livello culturale maggiore, non è molto diverso da Merda D’Artista di Piero Manzoni. Tutta questa pomposa introduzione solo per dire che Jared Leto, da non confondere con J. Leno o J.J. Lehto, ha lanciato una sua linea di marsupi. Sì, il marsupio. L’oggetto che ha sostituito il borsello anni 70 sulla vetta della classifica degli accessori da uomo più da sfigati. Però se è il marsupio di Jared Leto…
Sorgente: Jared Leto e il lato sexy del marsupio – Look da Vip
La terra dei cachi
Non voglio fare del populismo né tantomeno prendermela coi vu cumprá (come si chiamavano negli anni 80) che spesso sono l’ultima ruota del carro e gli sfruttati di un complesso meccanismo criminoso. Però questa foto trovata oggi in rete l’ho trovata abbastanza ironica ed emblematica di un certo Sistema Italia, dove c’è chi predica che un certo livello di “nero” non solo sia connaturato all’ambiente ma anche positivo. Non sono d’accordo.
Ironici adattamenti
La serata di giovedì in palestra mi ha suggerito un ironico adattamento di un vecchio adagio:
L’erba del vicino è sempre più lunga… 🙂
Quei giorni in cui ringrazi…
Ci sono giorni in cui ringrazi di essere così nella melma per il lavoro da non riuscire a passare su Facebook con una certa frequenza. Ora, emerso un po’ dalle emergenze, rileggo un po’ di cose e scopro che il mio è stato travolto da due eventi epocali, il nostro futuro sarà diverso ora: la questione di “petalosi” (tra l’altro secondo me un clamoroso fake) e le faccine al posto del “mi piace” di facebook.
Mitici! Mavaff…
Persone che non sopporto in metropolitana
C’è un vasto campionario umano di gente che non sopporto in metropolitana. Un po’ perché ci sono giorni in cui ho una bassa tolleranza, un po’ perché l’educazione è un bene raro.
– quelli che tengono su lo zaino (in genere enorme e in genere sono uomini tre i 30 e i 40)
– quelli che si abbracciano il palo monopolizzandolo, mentre tu non sai dove reggere
– quelli e quelle che accavallano le gambe, occupando tre volte lo spazio che farebbero stando composti.
– quelle basse, che non toccando terra fanno dondolare i piedi come fossero in altalena.
– Quelli che stanno in piedi davanti a un posto a sedere, ma lasciando così tanto spazio davanti a loro che dietro non ci sta nessuno.
– quelle che mettono la mano davanti alla bocca per parlare al cellulare ma usano un tono così alto che le si sente dal capo opposto del vagone.
– quelle che per giocare alla peggio minchiata sul cellulare non si attaccano e alla prima frenata di cadono addosso.
Occhio non vede, passeggero non duole
Strano non averci pensato prima! A quanto riferisce MilanoToday, nella rinnovata Stazione Centrale i cartelli sugli arrivi sono solo nei sottopassi. A detta della testata online, uno stratagemma per mascherare i mostruosi ritardi. In effetti, anche se ormai non si puo’ più accedere ai binari per aspettare i propri cari (e quindi l’informazione sul binario è superflua), se qualcuno è lì per aspettare, sapere quando arriverà il treno potrebbe essere un’informazione vagamente utile…
Qualcuno passato di recente in Centrale conferma?
Sorgente: Treni sempre in Ritardo: e in Stazione Centrale scompaioni i tabelloni degli arrivi
Il bue che da del cornuto all’asino
Umberto Eco è morto ma, avendo fatto anni fa il fioretto di non “commemorare” più nessuno (Feiez a parte) da queste pagine, non sono qui a parlarvi di questo. Vorrei porre l’accento su un triste fenomeno di sciacallaggio mediatico di una sua citazione. A quanto pare sui social (sì, proprio sui social… e qui sta l’ironia) imperversa una frase di Eco in cui tristemente rilevava come la rete dia diritto di cittadinanza ad opinioni che non lo meriterebbero. Come sempre, in questi casi, i primi a tirar fuori la citazione sono stati coloro che la conoscevano. Sono arrivati poi quelli che, leggendola, l’hanno trovata interessante e poi, da lì, è partito il putiferio. L’ironia sta nel fatto che chiunque la rilanci, si sente in diritto di guardare dall’alto in basso gli altri, quando magari è egli stesso “lo scemo del villaggio” di cui si parla.
Disclaimer: ovviamente non ce l’ho con nessuno in particolare, in particolar modo con quelle poche persone della prima e seconda fascia che hanno rilanciato inizialmente la cosa.



