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Sciacalli
I complottisti spesso sono esseri teneri e simpatici che si limitano a inveire contro cose che non esistono. Fin qui tutto bene. Fatti loro. C’è però un filone, che di recente sta diventando fastidiosamente ricorrente, che rappresenta davvero la pochezza umana e la distanza tra questi soggetti e la realtà di tutti i giorni.
Sto parlando del fatto che qualsiasi tragedia accada, non solo è legata a qualche complotto ma addirittura non è esistita.
Mettiamo il caso del leghista morto in un incidente stradale qualche settimana fa: la scena sarebbe stata artificiosamente ricostruita. L’incidente ferroviario di ieri? Non era uno scontro ma un’esplosione. Gli attentati terroristici? Messe in scena con figuranti. Temo che anche la tragedia di Nizza di stanotte sarà per loro terreno fertile.
Non c’è evento reale, in cui c’è gente che muore e famigliari che ne soffrono, che non sia per loro occasione per gridare “al lupo al lupo”. Senza pensare che ci sono persone vere e non i figuranti che immaginano loro, dietro a queste cose.
E loro ci ricamano sopra, dando a noi degli stupidi.
Il Boss a Milano – una voce controcorrente
Ieri sera c’è stato l’ultimo dei due concerti di Springsteen a Milano. Nonostante non mi possa definire un fan sfegatato, un discreto numero di suoi concerti me li sono fatti, non soltanto a Milano. Quest’anno però ho deciso di marcare visita.
Sinceramente mi sembra che l’organizzazione abbia ecceduto un tantino col prezzo dei biglietti. Lo so, sarò uno dei pochi ad essersi indispettito e non sarà certo una minoranza come la mia a far sentire il proprio peso. Però sono convinto della scelta fatta e non mi è pesato tanto.
Ora tutti diranno che i due concerti sono stati stupendi, i più belli mai fatti a Milano (lo si dice, quasi, sempre) però non cambia la mia posizione. Sono anche disposto a spendere per qualcosa che vale (e il Boss vale anche certe spese) ma questa volta mi è sembrato veramente si sia cercato di approfittarne, iniziando anche a dire “magari è l’ultima volta che viene”. Scusa peraltro usata più volte per gli Stones.
La Brexit, vista da vicino
Come già scritto, nel weekend ero a Londra. Nonostante non abbia attaccato bottone con autoctoni, ho visto un po’ di TV e sbirciato un po’ di giornali. Questo mi ha permesso di farmi un minimo un’idea sulla questione.
Mentre qui da noi tanti plaudono la maturità dell’elettorato inglese e la superiorità della Common Law anglosassone, qui c’è un sacco di gente incavolata nera. In tutti gli schieramenti politici stanno volando i coltelli, con accuse reciproche di aver sottovalutato la questione Brexit. I giornali poi sono unanimemente schierati contro l’uscita dal Eu. Sabato a Londra c’è stato una grande manifestazione, fondamentalmente chiedendo di rivotare.
Alla faccia degli italici sostenitori della democrazia diretta, qui non si solleva più di un dubbio sul lasciare ancora certi argomenti all’iniziativa popolare.
In barba a chi sostiene che i figli d’Albione abbiano ora “l’arma segreta” (il Meglioli…), si parla di discesa del prezzo delle case, ristrutturazione (leggi: licenziamenti) in molte aziende e di Pil destinato a svoltare in negativo.
Pare anche ci sia una corsa a trovare un avo europeo per poter avere il passaporto UE.
Eh… Ma noi li invidiamo e diciamo che hanno capito tutto…
Io comunque sono l’ultimo degli ignoranti. Vi rimando a QUESTO ARTICOLO che spiega tutto molto meglio.
Il deep web di Amazon
Io ormai compro di tutto su Amazon, anche oggetti quotidiani di modesto valore. Magari li metto in wish list e alla prima occasione li accludo ad un ordine.
Oggi mi è venuto in mente di guardare un disco orario per l’auto. Sfoglio i risultati e mi imbatto nel prodotto della foto.
Di che si tratta? Di un disco orario con un bel motorino per aggiornare continuamente l’ora di arrivo. Non sarà forse un po’ ILLEGALE come cosa?
La cosa ironica è che poi il prodotto è venduto da una società tedesca. Per fortuna che eravamo noi italiani i furbini che cercano sempre i modi per aggirare la legge… Comunque ho già messo una recensione negativa su Amazon, vediamo se mi filano di pezza o se farà la stessa fine delle mie segnalazioni su Facebook…
La geografia del denaro (secondo la Fia)
CHIEDO VENIA: aggiorno il post (ma non lo cancello) in base ad alcune ricerche fatte in rete. La pagina di wikipedia da l’Azerbajan come stato asiatico, se però si va sullo stesso sito nella pagina dedicata all’Europa, questo stato è compreso. La cosa mi lascia alquanto perplesso e la stessa pagina dice che sono gli autori anglosassoni a considerare questo (e altri paesi) compreso nel nostro continente.
Premessa doverosa: quando si parla di Azerbajan sono non obiettivo, date le mie simpatie armene.
Oggi si è corso il Gran Premio d’Europa… A Baku. Ok, fatemi fare mente locale… Se un paese è ad est di Turchia e Iran, come fa ad essere Europa? Ok, vi passo che possa far parte della Uefa (no, a dire il vero non vi passo neppure questa) ma che il Gran Premio d’Europa si corra in Asia solo perché gli Azeri sono seduti dei bei giacimenti non mi va. Non gli si poteva fare un altro nome? Quello del paese per esempio. Il Gran Premio d’Europa è storico e si è corso in circuiti come il Nurburgring e Valencia. A Baku non si può proprio sentire.
Le colonne d’Ercole della decenza
Le Colonne d’Ercole nella letteratura classica occidentale indicano il limite estremo del mondo conosciuto.
Così esordisce la pagina di wikipedia dedicata a questa voce. Dopo di esse, si diceva, il mondo finiva. Questo quando si credeva che la terra fosse piatta.
Forse ho sbagliato a usare il passato… perchè c’è un proliferare di pagine facebook e blog che sostengono che la terra in effetti SIA PIATTA.
No dai. La libertà d’espressione deve avere un limite, se ormai ogni pirla in grado di digitare quattro parole sulla tastiera puo’ sostenere come fatti questa vagonata di cavolate. Gli scemi del villaggio una volta erano confinati al bar di paese, ora vanno in giro a pontificare su internet (nella migliore delle ipotesi) o a tenere seminari in giro per il paese.

Scempi di Sky On Demand
Stasera mi sono lasciato sorprendere da una piacevole e leggera commedia su Sky. Di quelle che sono sempre state la mia passione tra gli anni 90 e 2000. Non che dopo non mi siano più piaciute, solo che non ne hanno più fatte molte che fossero meritevoli. Comunque una volta finita, mi vien voglia di passare a vedere se ne trovo un’altra su Sky on Demand. Apro la sezione cinema e trovo “Steve Jobs”. La descrizione parla di Boyle, Fassbender, anche della Winslet. Neanche una parola Lui, lo sceneggiatore, il mio mito: il grandissimo Aaron Sorkin. Mi arrabbio quasi un po’ e poi vedo che film hanno messo a fianco: Game Therapy. E NO CAZZO! Non puoi mettermi Favij a fianco di Sorkin CAZZO NON SO FA!
Scusate ma quando mi girano i cinque minuti…

