Archivi categoria: Giorno Marmotta

Il pezzotto: beata ignoranza

La settimana scorsa ho scoperto dell’esistenza del “pezzotto” che, da quel che ho capito, era una sorta di decoder illegale. E’ salito all’onore delle cronache per una maxi retata contro la pirateria in tema di pay tv. Personalmente non posso che fare un plausa a certe iniziative. Probabilmente anche se pagassimo tutti, non pagheremmo meno, però non vedo perchè i soliti furbetti devono farla franca. Anche perchè (e dico questo per la mia esperienza di gente conosciuta) sono poi i primi a lamentarsi del magna magna di politici e affini. Come le cronache ci hanno, purtroppo, spesso dimostrato, chi ruba nel piccolo (messo nelle giuste condizioni) poi ruba anche nel grande.

Perchè la tassa su merendine e bibite è GIUSTISSIMA

L’avanguardia populista si è scatenata contro l’idea di tassare le merendine e le bibite. Una tassa che, a loro dire, colpisce i ceti più deboli.
Si deve però capire una cosa: non è un provvedimento per fare cassa (o non solo) ma (anche) di salute pubblica.

In questo articolo de Il fatto quotidiano (fonte che non cito spesso, non condividendo per larghi tratti le sue posizioni), viene spiegato come già sedici paesi abbiano una legislazione del genere. In alcuni è servita per fare cassa, in altri (come la Gran Bretagna) non ha incassato molto ma ha convinto i produttori ad abbassare la quantità di zuccheri utilizzati, al fine di rientrare nella soglia di tolleranza.

Il fatto è che si vedono sempre più spesso bambini con problemi di peso e se per alcuni il problema è genetico, per molti altri la questione è meramente di abitudini alimentari. Dove l’educazione fallisce, vediamo se colpendo il portafoglio si sortiscono maggiori effetti.

E venne il giorno dell’Area 51

Oggi è il famoso giorno in cui, correndo alla Naruto per evitare i proiettili, ufologi di varia provenienza dovrebbero provare ad entrare nell’Area 51.

Buon divertimento a tutti

Due biglietti per Michael Bublè – 24/9

Come accennato in un precedente post, ho da vendere (a prezzo di costo: 110 l’uno) due biglietti per Micheal Bublè il 24/9 a Milano.

Tribuna, settore B24. NON SONO UN BAGARINO ma, per colpa dei bagarini, cercare di vendere online i biglietti è diventata un’impresa, così provo con il mio blog.

SOLO ritiro a mano in zona Milano Centro.

Tra Washington e Las Vegas

Vi scrivo dall’aeroporto di Baltimora/Washington. Che è un po’ come dire che, per risparmiare, invece di partire da Milano, stiamo partendo da Bergamo. Abbiamo lasciato alle spalle la capitale degli States. L’avevo vista vent’anni fa circa, doveva essere il 1998. In alcune cose è cambiata, in altre è rimasta identica. Una città che resta con evidenti problemi di povertà, in alcune zone. Una città che, rispetto al pre 11 settembre, ti fa fare controlli di sicurezza in ogni dove. Ironica la visita al Campidoglio. Facciamo il giro classico e ci fanno i controlli di sicurezza. Ok. Però non ci fanno vedere né la camera dei rappresentanti, nè il senato. Ci informiamo e scopriamo che, con un pass facile da ottenere (e molto carino come souvenir) riusciamo a vedere entrambe le aule. Lo facciamo. Per la camera dei rappresentanti passiamo il metal detector, lo scanner corporeo, depositiamo tutti gli oggetti elettronici (e lo zaino) e non possiamo fare foto. Per il sentato entriamo con zaino e qualsivoglia oggetto ma dobbiamo limitarci a non fare foto. Mah… il tutto all’interno del medesimo palazzo ma con due regolamenti totalmente diversi.

Ora si va verso LV. Ieri ho studiato i video per il rinnovo delle promesse, che faremo con Elvis. Dovrei essere pronto.

B.Y.O.B.

Avevo già sentito parlare di questo acronimo, o meglio, della formula che c’è alle spalle. Non mi ci ero però mai imbattuto. Qui in New Jersey è, invece, quasi la regola. Bring Your Own Bottle, cioè: portati la tua bottiglia da casa. Molti locali non hanno la licenza per gli alcolici e così, arrivando in un ristorante, vedi in molti che si portano la propria bottiglia di vino da casa, oppure un contenitore termico in cui tengono una confezione di birre da sei. Sinceramente non ho ancora avuto modo di farlo (leggi: coraggio), mi sembra una cosa strana e innaturale. Magari da qui alla fine delle sezione del New Jersey ci proverò.

I grilli di Princeton

New York è alle spalle. Delle spigolature di questa “Ny da turisti ma non troppo” vi parlerò se mai in altri post. In vacanza dico sempre così e non lo faccio mai. Mentre vi scrivo sono in una camera d’albergo di Princeton. Hotel anche parecchio su, che ospita un evento di bassa lega della USTA (United States Tennis Association). Se va bene, è una convention di maestri. Passando a fianco a alla sala da ballo dell’hotel, impazzavano luci stroboscopiche e Milf messe giù da battaglia che fingevano di aver bevuto più di quanto in effetti avessero fatto. Princeton comunque è bella. Oggi abbiamo passeggiato nel campus ed è davvero un luogo affascinante, soprattutto la sezione più storica. Per quanto si possa essere storici in Nord America. La cosa che comunque mi ha colpito di più, è il numero di grilli. Già oggi nel campus ma anche e soprattutto stasera. Grilli, grilli ovunque. Li sento anche da dentro la nostra stanza (ovviamente chiusa). Un casino che non vi dico.

Non ce la faccio più (ma devo)

Stamane giro su Facebook e fatico davvero a essere ottimista. Pentastellati che si lamentano che gli hanno fatto cadere il governo “proprio mentre stavano per fare”. La lega il tempo l’ha avuto, voi dove eravate? Leghisti che invocano il voto ma in realtà strizzano l’occhio ad una dittatura. Opposizione in ordine sparso, senza idee se non quella di attaccare Salvini, facendo il suo gioco. La prossima legislatura sarà una lenta caduta verso il baratro. Speriamo lenta…