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Parigi val bene una Messa

Appena prima degli attentati di Parigi, stavo valutando se andare o meno a trovare una coppia di amici che si sono trasferiti nella capitale francese. Nicchiavo e stavo pigramente tendendo al rimandare il viaggio. I tragici eventi mi hanno fatto drasticamente cambiare opinione: bisogna dimostrare di reagire a certe cose e non lasciarsi spaventate. Così dopo un paio di giorni ho prenotato e mentre leggete queste righe sarò in volo. A presto per ulteriori post vacanzieri.

   

Perché Tivoli?

Corsi e ricorsi storici. A Sant’Ambrogio dello scorso anno ero a Copenaghen e c’era il giardino di Tivoli. Quest’anno sono a Lubiana e c’è il giardino di Tivoli, la collina di Tivoli, ilqualsiasicosa di Tivoli. Qualcuno mi sa dire il perché? Chi era? Cos’era? Ai poster (ti Tivoli) l’ardua sentenza.

Ps è una battuta non un refuso. 

Il lato culturale del weekend londinese

 Il weekend londinese ha avuto anche due aspetti culturali. Un primo quasi casuale, il secondo puntato a lungo. Ci siamo imbattuti in uno spazio dedicato alla fotografia dietro Oxford street. La mostra, interessante ma non troppo, mostrava l’utilizzo nei tempi passati della fotografia nella criminologia è più in generale nella documentazione dei delitti. Sono poi stato alla Tate Modern per una mostra sulla Pop Art molto interessante. Se capitate a Londra nei prossimi mesi ve la consiglio fortemente.  

 

50 a 1

No, 50 a 1 non è il risultato del Match di coppa del mondo di Rugby che ieri ho visto a Londra. 50 a 1 è il rapporto, probabilmente per difetto, tra tifosi in verde e supporters azzurri. Precentivato anche se non in questa misura, faceva parte della bellezza della trasferta. Poi soprattutto nel rugby la situazione sugli spalti è così tranquilla che non c’è stato il minimo problema. La partita l’abbiamo persa, come da pronostico, ma almeno abbiamo opposto una seria resistenza, rischiando anche il colpaccio. Finiremo terzi il giorno, eliminati. Proprio come l’Inghilterra padrone di casa. Se mi avessero detto a priori che avremmo ottenuto il loro stesso risultato, avrei firmato! Già, perché loro dovevano andare ben oltre… 

 

Il Made in Italy da esportazione

Continuando il recupero delle spigolature vacanziere che mi ero lasciato indietro, oggi vi parlo di Pasta. Per gli USA siamo stati (o siamo ancora) il paese della pista e della pasta. Che poi qui da noi non si trovino le Fettuccine Alfredo e i Meatballs Spaghetti, presenza fissa in qualsiasi ristorante italiano negli States, poco importa. Nelle generazioni di italiani oltreoceano si sono modificate tante piccole cose. Così mi ritrovo in un supermercato a stupirmi di vedere dei fusilli chiamato rotini. 

Che poi… Da noi ci mettono 11 minuti. Qui dichiarano 7-8, quindi vuol dire che la composizione  è diversa. C’è poi quell’inquietante frase “enriched macaroni product”

 

Il “dramma” di una nazione

Sono a Londra per andare oggi a vedere Italia – Irlanda dei mondiali . Ieri ci siamo portati avanti entrando in clima. Siamo andati al parco olimpico dove era costruita la Fanzone. In pratica un grande prato, con baracchini e maxi schermo, per vedere le partite. Di scena L’Inghilterra, padrona di casa e obbligata a vincere per passare il turno, e la temibile Australia. Il grande entusiasmo dei locals non ha evitato alla squadra della rosa una sonora sconfitta.  
 

La terra dei record

Sfogliando le foto presenti sul cellulare mi sono accorto di alcune cose del viaggio di quest’estate che non vi raccontai. 

Quello nella foto per esempio è un cartello che mi ha strappato un sorriso. In un paese che puo’ vantare una storia relativamente breve, fissare un record “storico” è abbastanza facile. Soprattutto se poi ti cerchi delle nicchie come questo ristorante. 

 

Una pulce a Brooklyn 

Le auto americane sono note per essere gigantesche. Il mio adorato Pt era, ai tempi, pubblicizzato dalla Chrysler come “la piccola che sa fare la grande”. Uno slogan che qui da noi userebbero per la Ypsilon. Ecco perché mi sono stupito quando a Brookyln ho scoperto che è attivo Car2go. Non ne ho viste molte circolare ma, dalla mappa, il numero di vetture presenti era abbastanza alto. Niente da fare invece a Manatthan. Lì, tra traffico e parcheggi, girare in auto è praticamente impossibile.