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La Brexit, vista da vicino

Come già scritto, nel weekend ero a Londra. Nonostante non abbia attaccato bottone con autoctoni, ho visto un po’ di TV e sbirciato un po’ di giornali. Questo mi ha permesso di farmi un minimo un’idea sulla questione.

Mentre qui da noi tanti plaudono la maturità dell’elettorato inglese e la superiorità della Common Law anglosassone, qui c’è un sacco di gente incavolata nera. In tutti gli schieramenti politici stanno volando i coltelli, con accuse reciproche di aver sottovalutato la questione Brexit. I giornali poi sono unanimemente schierati contro l’uscita dal Eu. Sabato a Londra c’è stato una grande manifestazione, fondamentalmente chiedendo di rivotare.

Alla faccia degli italici sostenitori della democrazia diretta, qui non si solleva più di un dubbio sul lasciare ancora certi argomenti all’iniziativa popolare.

In barba a chi sostiene che i figli d’Albione abbiano ora “l’arma segreta” (il Meglioli…), si parla di discesa del prezzo delle case, ristrutturazione (leggi: licenziamenti) in molte aziende e di Pil destinato a svoltare in negativo.

Pare anche ci sia una corsa a trovare un avo europeo per poter avere il passaporto UE.

Eh… Ma noi li invidiamo e diciamo che hanno capito tutto…

Io comunque sono l’ultimo degli ignoranti. Vi rimando a QUESTO ARTICOLO che spiega tutto molto meglio.

L’erba del vicino è sempre più bagnata (cronache da Wimbledon)

Detto della coda, ops The Queue, riprendo il mio racconto di Wimbledon da dove lo avevo lasciato: dal botteghino, con in mano i biglietti per il campo 1. Lì l’inizio era fissato per le 13. Sul campo 16 invece alle 11 Fognini sfidava Feliciano Lopez. Campo piccolo e quindi ci dirigiamo subito lì. Troviamo degli ottimi posti e… Inizia a piovere. Smette. Riprende. Smette. Scendono in campo, fanno riscaldamento, stanno per servire e… Piove. Sarà il tormentone della giornata, dove alla fine vedremo due set di Venus Williams e qualche Game di Fognini. Le cose sembrano mettersi bene per l’inizio tardivo del match di Djokovic sul campo 1 (il terzo match, di Raonic, è già stato posticipato). Avversario un pennellone americano, tutto dritto e servizio. Un Nole nervoso perde il primo set al tie break e il secondo di schianto. Sono ormai le 20 (siamo in piedi da ormai 16 ore, molte delle quali in piedi e sotto la pioggia). Sta per iniziare il terzo set e… Diluvio.

In definitiva non si è visto molto tennis, ma quel poco è stato abbastanza buono e intenso. L’esperienza della coda (da rifare) e il campo 1 hanno impreziosito una giornata bella. Più di quella del 2015 in cui i match visti non erano stati questo gran che. Ma allora c’era la Pennetta almeno…

Ps ovviamente tornando in hotel verso le 21 c’era uno stupendo tramonto limpido…

Ps2 ovviamente il giorno dopo è una stupenda giornata 

Un pezzo di Expo 2015 a Londra

Se lo stand dell’Uruguay è diventato ristorante ad Origgio, lo stand inglese è tornato a casa. Il pluripremiato “alveare” è stato posizionato in un giardino botanico di Londra.

Sorgente: Londra, nei giardini botanici compare un alveare (che era già stato premiato a Expo) – Corriere.it

La chimera vacanziera

wimbledon-2015

Da sempre la primavera è un periodo abbastanza pesante per me. Ai tempi dell’università era quando ci si caricava per le sessioni di esami più importanti dell’anno. Da lavoratore è il periodo delle grande scadenze. Da sempre quindi, in questo stressante periodo, mi aggrappo avido alla chimera delle vacanze.

Una volta marzo era il periodo dell’inizio della pianificazione dei viaggi Usa, quindi quando lo stress saliva, nel tempo libero si faceva volare la fantasia cercando chicche per l’itinerario, ristorantini interessanti, alberghi sfiziosi.

Da qualche anno a questa parte però ho una tappa intermedia, che mi aiuta a guardare oltre la siepe: Wimbledon. Quel weekend lungo di fine giugno è un po’ un traguardo, oltre il quale si deve ancora faticare un mese ma il peggio (dovrebbe) essere passato. Quest’anno non la tradizione sarà rispettata e non vedo l’ora di andare. Vedremo come impreziosire questa volta i giorni londinesi.

Ps Certo che il primo Wimbledon senza Flavia Pennetta sarà difficile da digerire…

“Il Centro” di Arese

Ieri sera sono stato a Il Centro, il nuovo centro commerciale che giovedì ha aperto ad Arese. Diciamo subito una cosa: a me non sembra affatto il più grande d’Europa, ricordando il Westfield di Stratford a Londra che mi pare più grande.

Detto questo, è un complesso architettonicamente molto bello. Almeno per chi, come me, apprezza i centri commerciali.

Una marea di gente, code di mezz’ora da KFC. Assurdo. Poi guardi nei negozi e li vedi tutti vuoti. Ecco appunto, i negozi. Mi sembra sia stata fatta una scelta di settore abbastanza alta, con pochi brand alla portata di tutti. Magari sbaglierò ma, da questa prima sommaria visita, mi è sembrato un centro poco popolare. Spero di sbagliarmi.

Il mondo che è sempre più piccolo: gli acquisti in vacanza

Una volta quando andavi in vacanza in posti come gli Stati Uniti o Londra potevi, al ritorno, tirartela un po’ con marche qui sconosciute o comunque introvabili. Con la globalizzazione commerciale ormai queste cose si sono perse e trovi tutto d’appertutto. Tornavi con qualcosa di Abercrombie e già sapevano dove eri stato. Meno spendibile socialmente ma una delle ultime griffe a perdere questo fascino è stata Victoria’s Secrets. Meno di un lustro fà la Famigerata Ex mi telefonava dallo store di New York bullandosi. In tempi più recenti l’Addetta Stampa mi ha fatto conoscere a Londra Ben Sherman, che da camicie che mi piacciono molto. Ora ogni volta che ci vado provo a prenderne una. Speriamo non apra mai in Italia. Sempre a Londra c’è una catena di negozi (non ricordo neppure il nome) che fa delle simil Clarks con suola bicolore che mi intrigano molto. Forse un po’ sopra le righe per il mio stile ma mi piacerebbe avere il coraggio di indossarle. Ogni volta a Londra ci passo ma non le prendo mai. Un paio di settimane fa ero al Teatro Manzoni e proprio lì vicino ha aperto quel negozio. Ci sono rimasto male: averlo a portata di mano ne rovina gran parte del fascino.

London Low Cost: Easy Hotel

Arancione come la Easyjet, accomunata alla compagnia aerea dalla filosofia low cost e dal l’offerta modulare di servizi, Easyhotel è una catena di hotel attiva anche a Londra. In questo ultimo passaggio, volendo risparmiare e dovendo restare una sola notte, l’ho provata assieme a mia cugggina.

La posizione è buona (tra South Kensington e Earls Court) e la struttura, come molte altre cheap a Londra è ricavata da una di quelle vecchie case strette e alte. Le stanze però, a differenza della concorrenza, sono addirittura più piccole, somigliando più ad una cabina di traghetto o alla cuccetta di un treno. Nella foto sono seduto sulla porta del bagno (meno di due metri quadri): unico posto per sedersi tranne il letto, appoggiato alla parete per tre lati e mezzo. Niente armadio ma solo due appendini. Climatizzazione centralizzata senza termostato interno. Avendo freddo abbiamo chiesto che fare e ci hanno dato uno scalcagnato calorifero elettrico (che occupava tutto il nostro “corridoio”. Avessimo avuto due valigie, non ci sarebbero state. Per fortuna viaggiavamo solo con gli zaini. Comunque era pulito e per una notte, ma non di più, può anche andare

 

The Corrs are back 

Il motivo del mio weekend londinese era il concerto del tour di reunion delle Corrs, anche se io preferisco dire “dei” Corrs, dato che trattasi di tre sorelle ma anche di un fratello. Detto questo avevo proprio voglia di andare (era un gruppo di chi facevo feticcio negli anni 90 ma non l’avevo mai visto dal vivo) ma artisticamente non mi aspettavo tantissimo. Mi sbagliavo. Loro sono veramente cariche di energia e lo spettacolo è vibrante e divertente, godibile anche nei brani solo strumentali e spiccatamente legati alla tradizione irlandese. Sono veramente molto contento di esserci andato.

Vi lascio ad un video fatto l’altra sera (non da me) di una delle loro canzoni che preferisco. Data la policy di youtube, non so quanto a lungo il link rimarrà attivo.