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Adotta un ragazzo. In salsa francese
Adotta un ragazzo è una Chat per single che va molto qui a Milano. La sua forza sta nel lasciare, in teoria, il pallino in mano alle donne. Il sito non nasce in Italia. Credo sia francese e qui a Parigi è così radicato che la campagna pubblicitaria, che vedete in foto, non ha neppure bisogno di mettere il nome: solo il logo/icona. Come se fosse universalmente conosciuto.
Parigi val bene una Messa
Appena prima degli attentati di Parigi, stavo valutando se andare o meno a trovare una coppia di amici che si sono trasferiti nella capitale francese. Nicchiavo e stavo pigramente tendendo al rimandare il viaggio. I tragici eventi mi hanno fatto drasticamente cambiare opinione: bisogna dimostrare di reagire a certe cose e non lasciarsi spaventate. Così dopo un paio di giorni ho prenotato e mentre leggete queste righe sarò in volo. A presto per ulteriori post vacanzieri.
Sul “corto” vince il treno
In una giornata di marasma lavorativo, che non mi consente di scrivere le mie solite amenità sul blog, vi segnalo però questa notizia. Easyjet toglie la tratta Linate-Fiumicino. Ormai mi pare evidente che su un percorso del genere i treni ad alta velocità vincono a mani basse e anche le compagnie aeree se ne rendono conto.
Vengono invece lanciati nuovi voli da Linate per Londra e Parigi. La cosa non puo’ che farmi piacere.
EasyJet cancella la tratta Milano-Roma. Nuovi voli per Amsterdam e Parigi.
Parigi, Aleppo e purtroppo molti altri posti
Stamane avevo già impostato la pubblicazione sul blog dell’articolo che vi riporto in calce. Ieri sono stato molto in dubbio se rimandarne o meno la pubblicazione, per colpa dell’assurda strage di Parigi. Purtroppo però ogni strage è assurda e troppi sono i morti per colpa o in nome del proprio credo religioso. Ho letto su internet anche chi si è scagliato contro le religioni, causa di queste lotte. Personalmente la trovo una cosa assurda. L’odio di queste persone non ha giustificazione e fondamento nella religione, solo pretesto. Fossimo in un mondo ateo ci sarebbero la nazionalità, la politica, la razza o chissà quale altra motivazione.
Vi lascio alla lettura. Per non dimenticare nessuno.Da Aleppo a Yerevan: il dramma degli armeni di Siria / Conflitti / Guerra e Pace / Guide / Home – Unimondo.
The Fork: arriverà mai da noi?
Durante il mio recente viaggio parigino, un mio amico mi ha fatto scoprire Thefork.com e la relativa app.
Di che si tratta? Di un sistema per prenotare ristoranti last minute, anche con un preavviso di solo mezz’ora, e godere magari di offerte speciali.
Il funzionamento è semplice: si inserisce il nome di una città, di una zona o semplicemente si fa cercare allo smartphone i locali nelle vicinanze; si guardano le eventuali offerte speciali (tipo 40% di sconto se prendi antipasto, portata principale e dolce); si prenota; si attende la conferma.
Un’evoluzione in real time di quello che da noi succede con i vari Groupon e Glamoo.
Ecco. C’è da dire che qui da noi questo tipo di servizi non sempre si è rivelato soddisfacente. La colpa, bisogna dirlo, è di alcuni ristoratori che quando fanno le offerte coupon non garantiscono un livello di servizio alla pari di quello alla carta.
Però non bisogna fare di tutta l’erba un fascio e io spero che The Fork arrivi presto anche a Milano.
Spigolature dal viaggio parigino
Sulla via del ritorno, è tempo di qualche futile pensiero emerso da questa quattro giorni oltralpe.
Perché le giapponesi, soprattutto in aeroporto, portano quasi tutte la mascherina? Supereranno mai lo shock da influenza aviaria?
Si capisce che è una città profondamente multietnica dalla frequenza con cui si vedono profilattici xl nei distributori automatici.
Il milanese imbruttito e il parigino imbruttito sono parenti stretti. Le rispettive consorti no.
A Parigi ci sono molte più cacche di cane per strada che a Milano.
La gente in metro si comporta veramente ad minchiam. Spostarsi da davanti la porta e lasciar scendere prima di salire sono due concetti ignoti.
Da buon milanese imbruttito, ovunque vada faccio confronti, nel bene o nel male, con Milano.
Quando vado a concerti all’estero noto sempre che c’è una fascia di avventori, quella nata negli anni 50, che da noi manca totalmente.
Anche lui faceva selfie!
Basta col dire che da quando ci sono gli smartphone le foto classiche di vacanza sono quelle in cui uno si fotografa da solo foto, magari sdraiato, coi piedi in bella vista! Non è certo iniziata ora questa moda se anche Henri Cartier-Bresson si faceva scatti così 🙂
Cavolate a parte, ieri ho avuto la fortuna di poter andare al centre Pompidou a vedere la mostra su Henri Cartier-Bresson. Bella, molto ampia, molto ben studiata come percorso e suddivisione dei temi. Da sola valeva la pena di venire a Parigi. Inevitabile e doveroso il passaggio al Bookshop.
Certo che guardare le sue foto e pensare che faceva tutto con una Leika, ti fa passare la voglia di comprare ottiche nuove: prima ne devo mangiare di polvere per saper usare almeno decentemente quelle che già ho!




