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Adotta un ragazzo. In salsa francese
Adotta un ragazzo è una Chat per single che va molto qui a Milano. La sua forza sta nel lasciare, in teoria, il pallino in mano alle donne. Il sito non nasce in Italia. Credo sia francese e qui a Parigi è così radicato che la campagna pubblicitaria, che vedete in foto, non ha neppure bisogno di mettere il nome: solo il logo/icona. Come se fosse universalmente conosciuto.
Sono una peripatetica telematica
Caro responsabile marketing / social media manager / qualsiasicosatusia, io guardo con profonda invidia i blogger che ricevono gadget e prodotti da recensire da parte delle aziende. Se vuoi mandarmi un qualsiasi prodotto io sono disposto non solo a parlarne bene ma anche a parlare bene di qualsiasi azienda, anche la meno etica del mondo.
Con affetto, un blogger.
Ok, si scherza, però veramente guardò con ammirazione e invidia i blogger che sono così “riconosciuti” da avere il diritto di venire lisciati da aziende di vario tipo. Io, nel mio piccolo, sono iscritto a servizi che riconoscono piccoli benedir ai blogger per parlare di determinate campagne. Però anche in questo ho molti paletti: per esempio di recente ho rifiutato un post che proprio non c’entrava niente col blog. Li faccio solo se comunque hanno un senso e non mi trovo a snaturare troppo cosa e come scrivo. Potete confermarlo anche voi: vi sfido a trovare questi post “marchettoni”
Della scomparsa delle prove
Ormai siamo così abituati al fatto che in rete si trovi di tutto che, quando questo non accade, ce ne stupiamo. Come se la rete dovesse ormai essere il contenitore infinito dello scibile e dei ricordi. Da quelli fondamentali a quelli più futili. Mettete ieri per esempio. Per il post sulle macchie, cercavo una vecchia pubblicità del viavà degli anni 80. Diversi siti raccolgono spot del genere e pensavo non sarebbe stato difficile. Invece nulla. Ci sono rimasto davvero male.
Pubblicitari che hanno la mia simpatia
Da qualche tempo, ogni volta che scendo in metropolitana a Cadorna, mi imbatto in questa pubblicità. A parte il gran bel paio di gambe, mi piace molto il messaggio che lancia. Potremmo riassumerlo con un esplicito “lascia stare quelle c***o di ballerine e metti delle scarpe serie”. Spesso quando contesto le ballerine le donne mi dicono “eh mettili tu i tacchi”. Il mondo (don troppo variegato” delle scarpe femminili non è fatto solo della scelta binaria ballerine/taccoalmeno12. C’è tutto un mondo di mezzo. Usatelo.
Il blogger e il marchettone
Quando un blog diventa famoso, il blogger inizia a ricevere articoli in regalo perché li recensisca oppure direttamente richieste di sponsorizzazione. Capita soprattutto ai blog di settore, pensate per esempio alla Peronacci e al suo Giallo Zafferano ma gli esempi sarebbero tanti (anche di youtuber). Tranquilli, non è certo il mio caso. Però si stanno diffondendo anche strumenti di marketing più diffusi e che consentono alle aziende di apparire su più pagine web e ai blogger di racimolare qualche spicciolo. La cosa non è per forza negativa, anzi. Però, almeno personalmente, mi crea qualche problema di coscienza per la non distinguibilità che questi marchettoni devono avere, rispetto agli articoli normali. Tutto questo per dire che anche io ho aderito a uno di questi servizi e che quindi ogni tanto appariranno dei post un po’ così.
Ne approfitti altresì per proporvi questo servizio che recluta non solo blogger ma anche persone molto attive sui social network. Si tratta di buzzoole, probabilmente ve ne ho già parlato. Se vi interessa iscrivervi fatelo da QUESTO LINK. Sapete… I programmi referall… 🙂
Ma è così difficile pagare qualcuno?
Stamattina sono diventato pazzo per cercare di far partire una campagna su google, linkedin e magari anche facebook. Soprattutto l’esperienza coi primi due è stata devastante.
Google non voleva passarmi il consulente se non avevo già pronta la pagina, mentre io volevo solo informazioni sulle modalità di pagamento. Quando alla fine ce l’ho fatta e ho esposto le nostre esigenze (di procedura del tribunale di Milano) mi hanno detto “ah no… noi così non possiamo fare”. Vabbè.
Linkedin ancora peggio. Non sono riuscito a trovare un call center e ricevono pagamenti solo con carta di credito. Ma una società che non volesse avere una carta? Mah…
E’ così difficile pagare qualcuno? Dovete per forza mettere tanti paletti? I soldi voglio darveli, non averli!
Come ti deraglio il Frecciarossa 1000
L’altro giorno mi è capitato di vedere il nuovo spot del Frecciarossa 1000. La prima reazione è stata quella di citare il famoso dialogo posto al termine del primo album degli Elio e le storie tese: COS’E’ QUESTA M***A??? Uno spot davvero imbarazzante, secondo me, con quel povero bambino che chiosa con “non voglio scendere più” con il tono che avrebbe il protagonista di un horror di serie B.
Purtroppo sono venuto poi a scoprire due cose: 1) non sono l’unico a detestare quello spot 2) è fatto da Pupi Avati, che in genere apprezzo ma che mi sa che non ha molta dimestichezza col linguaggio visivo degli spot.
Ecco cosa scrive Wired in merito.
L’agghiacciante spot di Pupi Avati per il Frecciarossa 1000 – Wired.
Per chi non l’avesse visto, ecco lo spot

