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L’inutilità al tempo del Coronavirus

A casa ascoltiamo molta radio in questo periodo. Grazie ad Alexa e alla app Tune In Radio, non siamo vincolati alle radio che si sentirebbero nella nostra zona ma possiamo spaziare verso altre stazioni. Mi capita così di ascoltare Radio Dolomiti, l’emittente che seguo quando sono in montagna. Ogni ora, o forse un po’ di più, continuano a trasmettere la rubrica “Viaggiare in Trentino”. Ok, capisco che sia magari pagata dallo sponsor ma ormai ogni volta è “traffico assente, causa il blocco agli spostamenti”. L’inutilità fatta rubrica.

Sto riscoprendo la radio (in versione terzo millennio)

In questo periodo sto riscoprendo la radio, anche se lo sto facendo in versione da terzo millennio. Dimentichiamoci AM e FM, cose da museo! In ufficio e in auto ormai ho una radio DAB (la radio digitale terrestre), mentre a casa, grazie ad Alexa, ascolto sempre in streaming, tramite Tune In, una app che consente di ascoltare radio di tutto il mondo. Quindi non ascolto solo emittenti che raggiungono il luogo in cui mi trovo, ma anche altre.

Per esempio nel weekend ascolto spesso Radio Dolomiti, che si sente nella valle in cui vado in vacanza.

Nei viaggi all’estero mi segno sempre qualche stazione che mi piace ma poi inevitabilmente perdo l’annotazione…

Il risultato di tutto ciò è che ascolto molta più musica ma non che questo voglia dire che mi piaccia.

Lega Pro: è finita la pacchia dello streaming gratis

Per spiegare perché io tifi Cremonese, cito spesso Nick Hornby che in Febbre a 90° scriveva qualcosa del tipo “non puoi scegliere la squadra per cui tifare così come non puoi scegliere la donna di cui innamorarti”. Quindi eccomi qui, a seguire da circa un decennio la Lega Pro (ex serie C). Da un paio d’anni a questa parte però era una pacchia. Dal vedere un paio di partite l’anno dal vivo e per le altre leggere risultato e commenti, me ne sono viste molte in diretta grazie allo streaming gratuito e legale su Sportube. Oddio, pacchia è una parola grossa, visti i bruciori di stomaco che spesso la Cremo mi provoca. Tant’è.

Ora cambia tutto. Consolidato il servizio e il pubblico, il servizio passa a pagamento. Ora dovrò pagare 2,9 euro per ogni partita o 39,90 per l’intera stagione (inizialmente in promozione a 29,90).

Ci farò un pensierino.

Sorgente: Lega Pro Channel diventa a pagamento: ecco gli abbonamenti per le partite dell’ex Serie C | Calcio e Finanza

…e venne il giorno di Netflix

Dopo tanto parlarne (l’ho fatto pure io incidentalmente su questo post), da oggi Netflix è finalmente disponibile in Italia. Per i dettagli tecnici vi rimando all’articolo di Wired qui sotto. Vi dico che non sono l’unico molto interessato: le bacheche facebook dei miei amici nerd e/o patiti di serie tv oggi parlano quasi solo di questo. Io sono particolarmente interessato perchè ora la mia tv 4k avrà senso completo, visto che potrò finalmente vedere contenuti nativi per questa definizione. A presto per il racconto delle prime prove pratiche (fastweb permettendo…).

Sorgente: Guida a Netflix. Tutto quello che c’è da sapere – Wired

Ho dato un’altra chance a Periscope

sulla mappa visualizzate chi sta trasmettendo al momento in diretta

Periscope, per chi non lo sapesse, è una app che consente a chiunque di andare online in streaming video. Chiunque puo’ essere visto o vedere chi si mette online. L’integrazione poi avviene con gli spettatori che scrivono nella chat comune e chi trasmette che puo’ rispondere a voce nel video.

Questa la teoria. La pratica? Che si trova? Intanto per ora Twitter, proprietaria della app, è stata molto brava ad evitare derive pervertite tipo quelle di chatroulette. Tolto questo quello che resta sono soprattutto adolescenti nella propria cameretta. Youtuber in erba o aspiranti tali che cercano di interagire con gli spettatori. All’estero qualcosa di meglio si trova. Qualche volta qualche concerto o evento sportivo dilettantistico che comunque un minimo di curiosità possono suscitarmi. In definitiva poca roba.

È partita la guerra del videostreaming

La battaglia per il mercato dei contenuti video in streaming si stava lentamente svegliando anche nel nostro paese. Infinty e wuaki erano già presenti e Sky ha lanciato da poco il suo pacchetto. È però l’imminente lancio di Netflix anche nel nostro paese che aprirà seriamente le danze. Cercando di giocare in anticipo, tutti cercano di guadagnarsi un pezzetto di mercato. Il pubblico, probabilmente, ha tutto da guadagnarci. Io per esempio per un euro ho attivato tutto il pacchetto di infinity fino a gennaio.  

 

La grande truffa del SuperHD di Sky

Da un mesetto abbondante ho dato libero sfogo al nerd che è in me e ho cambiato televisore. Il 3D non mi interessava, lo schermo curvo non mi convince, sono così andato su un UltraHD (o 4k). Premesso che ormai un televisore del genere costa meno di quello che si pensi, ero conscio di due cose: 1) non ci sono ancora molte fonti 4k 2) anche i formati inferiori avrebbero beneficiato di questo salto generazionale.

Tutto vero, ma non è di questo che volevo parlarvi. Sono quindi partito, da bravo nerd, a cercare qualche fonte 4k per testare la nuova potenza. Prima ho scoperto che il servizio Wuaki avrebbe proposto video in questo formato, però alla resa dei conti sul loro portale non ho trovato ancora nulla. Poi ho letto che Sky avrebbe offerto  il SuperHD. Inizialmente non mi ero accorto della lieve differenza di dicitura (super e non ultra) e subito sono andato a cercare i video in questo formato. Trovo un documentario. Lo faccio partire e, non notando una particolare differenza, aziono le info del televisore: 1080i (neppure 1080p!!!) e 50fps. Alchè provo a sistemare le impostazioni del televisore. Niente. Provo a sistemare le impostazioni del decoder. Niente. Provo anche a cambiare la presa Hdmi del televisore. Niente.

Allora vado in rete e Wired (sempre più la mia bibbia) mi risolve l’arcano: il SuperHd di sky è solo un normale Hd (ma compattato meglio a livello software) con un canale che occupa il doppio della banda rispetto ad uno hd normale del pacchetto.

Delusione e vaga sensazione di essere preso per il deretano. Se volete informarvi meglio, vi lascio il link all’articolo.

Guida al Super HD – Wired.

Tutti pazzi per Periscope

In questi giorni il must, per chi vuole fare il trendy in fatto di app e tecnologia, è parlare/suggerire/utilizzare Periscope. Di che si tratta (per quei pochi che non lo sanno)? Un’app che consente di andare live online con audio e video. Chi dovrebbe vedervi? Potenzialmente qualunque abbia la app e che andando sull’homepage e vedendo il titolo della vostra diretta, decida di accedervi. Più terra terra, i vostri follower che possono venire informati istantaneamente sul proprio smartphone quando andate live. L’app fa parte della famiglia di Twitter e quindi è facile seguire e farvi seguire dai vostri follower.

Personalmente la trovo un po’ sopravvalutata. Ho guardato un po’ di video e nella maggior parte dei casi sono di una noia mortale. In fondo non cambia molto il concetto da chat roulette: si passa solo dall’uno a uno all’uno a tutti. Senza considerare che dovranno essere bravi a tamponare le derive hot della cosa (lo streaming di PlayStation 4 insegna…)

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