Archivio dell'autore: Puck74
Alla radice delle bufale
Già negli scorsi giorni, avevo intercettato un allarme bufala molto vintage, perchè stava ricominciando a circolare un annuncio di adozione cuccioli che viaggia dal 2001. Oggi una mia amica lo ha condiviso (nella foto l’annuncio) e mi è venuta una curiosità: perchè non provare ad andare alla fonte? Ho mandato quindi questa mail all’indirizzo indicato:
Cara Cristina,
posso darti del tu? Si avvicina il 13 febbraio e la tua mail ricomincia a circolare, legata ad una bufala che ormai potremmo definire storica.
La mia curiosità è: hai subito questa cosa, venendo subissata di mail oppure questo indirizzo proprio non esiste?
In parte ricevere soddisfazione alla mia curiosità se dovessi ricevere un messaggio di errore da questa mail. Però allora mi chiederò ancora: questo indirizzo non è mai esistito oppure l’ha dovuto chiudere disperata?
Chissà se avrò soddisfazione a tutte le mie curiosità.
Saluti
Tutte le mie curiosità sono state soddisfatte da un risponditore automatico:
NON E’ ASSOLUTAMENTE VERO.
E’ UNA BUFALA CHE GIRA DA PIU’ DI 10 ANNI!VERIFICATE SUL LINK QUI SOTTO :
http://attivissimo.blogspot.com/2007/11/antibufala-fermate-quei-golden.htmlAVVISATE CHI VI HA MANDATO IL LINK DI NON GIRARE QUESTO
GENERE DI COSE ALLA LEGGERA E DI VERIFICARE PRIMA
SUI SITI “ANTIBUFALA” SPECIALIZZATI, COME
QUELLO SOPRARIPORTATO.QUESTO E’ UN MESSAGGIO AUTOMATICO.
LA CASELLA E’ STATA CHIUSA (ANCHE PER QUESTE BUFALE!)
NESSUNO LEGGERA’ IL MESSAGGIO CHE AVETE INVIATO.
Una risata vi seppellirà (si spera)
Su Facebook girano tante cavolate. Tante immagini fintamente divertenti. Tante vignette che lasciano il tempo che trovano.
Ogni tanto però qualcosa di carino si trova. Come questa immagine che ho già condiviso ieri sul mio profilo di faccialibro. Proviamo a ridere su Trump, anche se mi fa ridere ancora meno dei M5S ormai…

Le uova vaginali di Gwyneth Paltrow (tranquilli, sono di giada…)
In un bigio lunedì milanese, ricevo una mail da Wired che rilancia questo articolo. Che bruffaldini penso, un titolo da vero acchiappaclick… LO PRENDO!
Eccomi quindi qui a parlarvi del fatto che la bionda attrice (gnocca? qualcuno ha detto gnocca? ah sì, sono stato io) ha messo in vendita, per 66 dollari, sul suo blog queste uova di giada che promettono di rivoluzionare la vita sessuale delle donne. Tutto molto bio/chakra/sukato … inutile!
Merita chiudere questo post con la stessa chiusa dell’articolo di Wired:
…come ci ha confermato Paolo Scollo, primario del reparto di Ginecologia e ostetricia dell’ospedale Cannizzaro di Catania ed ex presidente della Società italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo): “Come ginecologo e scienziato non penso neanche sia opportuno commentare un prodotto di questo tipo.”
Sorgente: No, le uova vaginali di Gwyneth Paltrow non cambieranno la vostra vita sessuale – Wired
YouTube: tocca a te!
No, non si tratta di un invito, nonostante i miei recenti tentativi (con pessimi risultati in termini di visite) ma di un canale YouTube che ho iniziato a seguire. Vi ho scritto dell’entusiasmo verso i giochi da tavolo mio e di Mrs Puck, così ne sto cercando di nuovi. Uno in particolare (Alta Tensione) ha attirato la mia attenzione e così stavo cercando di capirne meglio online. Mi sono imbattuto quindi in questo canale in cui vengono spiegate, in modo molto chiaro e lineare, le regole e le dinamiche di diversi giochi. Tra la marea di cose inutili che si vedono in rete, ho trovato questi video utili e ben fatto.
Cose di indotto (post Expo)
Oggi vi rilancio un articolo de La Stampa. A dire il vero è l’ennesimo articolo che ripete sempre la stessa cosa: anche una volta finito Expo, Milano è rimasta sui radar del turismo internazionale. Anzi, ha incrementato rispetto al 2015.
Raccontatemi ancora che ospitare manifestazioni del genere è una sciagura, per favore…
Sorgente: Il turismo scopre Milano lezione per il belpaese – La Stampa
Mangiare ai self service
Se escludiamo le mense aziendali e gli autogrill, mangiare ai self service è una delle cose più anni 80 che si possano fare. Sarà perché lo associo ad una scena di un film di Renato Pozzetto (forse “Il ragazzo di campagna”). In centro a Milano ne sono rimasti pochi e tutti dimostrano, nel DNA prima ancora che nell’arredamento, il peso degli anni. Io ogni tanto vado in uno vicino al tribunale e provo sempre questa piacevole sensazione vintage.

