Posti dove non pensereste di trovarmi aka Facevo il palo alla balera dell’ortica
Premessa, non sapevo scegliere tra i due titoli, quindi li ho messi entrambi. Tutto questo per dirvi che ieri sera sono stato per la prima volta alla Balera dell’Ortica, che ormai da qualche stagione è diventata un ritrovo piuttosto trendy. L’occasione è stata Il Gran Ballo di Inizio Estate. Tranquillizzo subito chi mi conosce da più tempo e sa che io non ballo: non ho ballato neppure stasera. Però suonavano i Milanoans, gruppo Jazz che mi piace molto e che [sborone mode ON] hanno suonato alla mia festa dei 40 [sborone mode OFF]. Serata piacevole, bella musica e un sacco di gente. Peccato non essere riusciti a prenotare per cenare, credo comunque che ci sarà ancora occasione.
Per chi non capisse il gioco di parole del titolo, ascolti qui.
Sotomayor! Senza mani!
C’erano una volte le auto che facevano solo le auto. Io posso vantarmi di averne ancora una così. Anzi, la mia è già avanti, perchè ha un’apertura del portellone dietro molto sensibile, quasi non si sente il pulsante (bisogna avere il tocco… dico io alle amiche che non riescono ad aprilo).
La Ford è andata oltre, con un sensore sotto il paraurti per aprire il portellone senza mani. In effetti è una trovata molto comoda… se si ha l’equilibrio per stare su un piede solo quando si hanno le mani occupate. Io avrei problemi 🙂
Se la cosa vi intriga, qui trovate di più.
Lei non sa chi conosco io…
Una cosa che purtroppo non digerirò mai, è il culto (o l’utilità) del “conoscere” qualcuno. Dico purtroppo perché, per come girano le cose, lavorativamente avere delle conoscenze è fin troppo utile. Avrete quindi intuito che non parlo del conoscere gente nel senso più sociale del termine. Si tratta più del conoscere questo, che è collega di quello, che esce con quell’altro. Sarebbe facile pensare sia un malcostume prettamente italiano ma non credo affatto sia così, anche se noi ne siamo indubbiamente tra i migliori interpreti. A volte non è neppure finalizzato al riceverne vantaggi, c’è semplicemente chi si vanta di conoscere (o anche solo aver visto) questo o quest’altro. No, scusatemi, non sono così. Non riesco a emozionarmi quando qualcuno mi dice di esser stato a cena con questo, o di aver incontrato quella ad un evento. Per il mio lavoro cerco di essere marketing oriented e di tenere delle buone relazioni in giro, ma nel privato proprio di conoscere qualcuno di cui non mi frega nulla solo perchè “è qualcuno” non mi va.
Lo sport vince su tutto. O quasi.
Nell’indifferenza generale, sono in corso i primi Giochi Europei a Baku. Se vi state chiedendo in che paese sia, vi rispondo Azerbaijan. Se vi chiedete se sia in Europa, la risposta è NO. Questo è la prima grande anomalia di questa manifestazione. Aggiungiamo poi che molte nazionali (come per esempio quella di scherma italiana) hanno disertato l’appuntamento.
Comunque lo spirito decoubertiniano non sembra pervadere l’evento, visto che gli atleti armeni presenti sono stati oggetto di insulti. Un bravo a loro per il coraggio comunque di presentarsi a Baku.
Giochi europei in Azerbaigian, fischi e insulti ad atleti armeni.
In car sharing fuoriporta
Ieri sera, leggendo un po’ distrattamente le notizie online, mi sono imbattuto in quelle piccoli grandi così che un discreto effetto pratica sulla tua vita possono anche averlo: il Car Sharing varca i confini di Milano e arriva in alcuni comuni dell’Hinterland. Già prima si poteva uscire con la macchina ma non la si poteva lasciare fuori Milano. Io che abito a Pero la dovevo lasciare a Molino e farmi un pezzo a piedi. La cosa mi piace molto perché permette di muoversi, soprattutto in notturna durante la settimana, con meno difficoltà.
Concedo troppe chances, anche agli youtuber
Ci sono cascato. Perdonatemi. Lo sapevo che non dovevo farlo ma l’ho fatto.
Oggi ho visto 30 secondi di un video di Favij. Non ero partito con quell’intento. Ero andato su youtube per trovare dei video dello spettacolo Love del Cirque du Soleil. Poi nella homepage mi hanno messo questa anteprima e… ci sono cascato.
Mi sono detto: ma sarà ancora così scadente? Magari col tempo ha modificato un po’ il suo stile. Crescendo è diventato qualcosa (non qualcuno) di più interessante da guardare.
No. La risposta è no. Drammaticamente no.
Ma perchè io devo concedere sempre queste ennesime chance che poi vengono drammaticamente sprecate?
Come ti deraglio il Frecciarossa 1000
L’altro giorno mi è capitato di vedere il nuovo spot del Frecciarossa 1000. La prima reazione è stata quella di citare il famoso dialogo posto al termine del primo album degli Elio e le storie tese: COS’E’ QUESTA M***A??? Uno spot davvero imbarazzante, secondo me, con quel povero bambino che chiosa con “non voglio scendere più” con il tono che avrebbe il protagonista di un horror di serie B.
Purtroppo sono venuto poi a scoprire due cose: 1) non sono l’unico a detestare quello spot 2) è fatto da Pupi Avati, che in genere apprezzo ma che mi sa che non ha molta dimestichezza col linguaggio visivo degli spot.
Ecco cosa scrive Wired in merito.
L’agghiacciante spot di Pupi Avati per il Frecciarossa 1000 – Wired.
Per chi non l’avesse visto, ecco lo spot
L’abitudinario, i fallimenti e il sabato
Io e YdR in genere ci vediamo sempre il sabato nel primo pomeriggio. Uno dei due passa a prendere l’altro e si va al centro commerciale di Settimo Milanese. Il rito è più o meno sempre uguale. Caffè aggiornandosi delle rispettive settimane, giro al Mediaworld e poi spesa all’esselunga (con annessa carrellata sulle cassiere). Da luglio invece no. Chiudono il mediaworld. Il primo impatto è sul mio essere abitudinario: mi mancherà un pezzo. Il secondo è sulla crisi. Il secondo piano del centro di Settimo è da sempre soggetto a chiusure e riaperture di esercizi commerciali. Più le prime che le seconde. Il mediaworld però aveva sempre resistito. La preoccupazione è che quel posto, Esselunga a parte, resti una cattedrale nel deserto



