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Not in my house

La Reggio del basket un po’ se l’è cercata. Lo scorso anno perdeva lo scudetto a Gara 7 in casa contro Sassari. Quest’anno in regular season perdeva tra le mura amiche solo una volta (sempre con Sassari) e ai play off arrivava imbattuta fino alla finale. Decidono allora di sfoggiare una maglietta per l’evento: not in my house. Non a casa mia. In effetti l’Olimpia Milano vince le prime due sfide in casa ma perde le due successive al PalaBigi (ma che nome e???), vince ancora al Forum e ieri sera tornava in Emilia per il primo match point. 

Yes, in your house.

L’Olimpia vince il suo 27esimo scudetto e i reggiani per il secondo anno di fila devono vedere i festeggiamenti altrui sul proprio parquet. 

Yes, in your house.

L’ipnotizzatore di colf

La notizia non è più recentissima ma è comunque gustosa, nel senso che è quantomeno bizzarra. Pare infatti che da qualche tempo ci sia un duo di ladri che adottano una tecnica alquanto singolare: l’ipnosi. Particolare anche il loro target: la comunità filippina. Pare che uno distragga la vittima e l’altro la ipnotizzi. Per ora non ci sono piste per individuare i colpevoli. Vi terremo informati…

Sorgente: “A me gli occhi e dammi i soldi”. L’ipnotizzatore di colf che spaventa Milano – Repubblica.it

I biglietti digitali Atm

Lunedì, complice la mia nota assenza di memoria (come neppure un vic20 senza espansione 8k), mi sono accorto in tribunale di essere senza abbonamento Atm. Dovevo quindi comprare un biglietto per tornare in ufficio. Ho deciso di provare i biglietti digitali, acquistabili direttamente dalla app Atm.

Le operazioni preliminari sono 3: installare la app, registrarsi e associare un account paypal.

A questo punto sono acquistabili il biglietto urbano, il giornalierio urbano, il biglietto singolo e l’andata e ritorno per rho fiera.

Le istruzioni, che non devono essere rimaste al passo con le funzionalità offerte, dicono che il biglietto può essere attivato in metropolitana (passando il qr code) o è possibile farselo stampare da un distributore automatico digitando il codice che viene dato.

In realtà (cosa molto comoda per me che dovevo prendere un tram) è possibile attivare direttamente dalla app con un click. In questo modo si vedrà anche l’ora fino alla quale è utilizzabile.

Sicuramente una possibilità interessante e ben realizzata.

 

Turisti a +6,5% anche nel 2016 nella Milano post Expo | Travelnostop

C’è ancora chi, secondo me in modo molto miope, si attacca al bilancio negativo della società organizzatrice di Expo per parlare del fallimento della manifestazione. Nella speculazione politica (e populista) ci sta tutto. Personalmente trovo palesi i ritorni positivi che la manifestazione ha avuto sulla città. Effetti che fortunatamente continuano a produrre il proprio effetto volano. Nell’articolo che vi segnalo qui sotto, si riferisce come i turisti siano cresciuti ulteriormente rispetto ai mesi del pre Expo. Ovviamente quando arriveranno i dati da maggio in poi si verificherà una flessione, rispetto al 2015. I conti veri però vanno fatti tra 2014 e 2016. C’era una Milano a margine delle mappe mondiali del turismo e ora c’è una città sicuramente con un maggiore appeal per gli stranieri. Questo limitandosi ai primi e freddi dati numerici che si trovano in rete. Si potrebbe parlare dei consumi che si sono verificati prima e dopo la manifestazione, del lavoro (bianco e nero) che Expo e il suo indotto hanno generato, oppure si potrebbe anche respirare il clima più frizzante che si respira in città. Certo, se lo si vuole vedere. Se no attacchiamoci ai conti in rosso di Expo e diciamo che è un fallimento, così come quasi ogni manifestazione del genere (in primis le olimpiadi, che io vorrei comunque a Milano).

Sorgente: Turisti a +6,5% anche nel 2016 nella Milano post Expo | Travelnostop

La costante tra Expo 2015 e “Expo” 2016

Ok, domenica sono stato a EXPerience Milano, la versione 2016 di rESTATE a Milano. Il tutto nell’area che un’anno fa ospitava Expo.

Tanti stand tirati già, tanti stand ancora lì. Per ora ben poche cose da fare, in attesa delle inaugurazioni della seconda metà di giugno.

javeMa c’è qualcosa di costante tra le due manifestazioni? Cosa è rimasto fermo e immodificato da un anno questa parte? Qualcuno potrebbe pensare a Palazzo Italia, qualcuno all’albero della vita.

Sì ok, ma c’è molto di più.

Se un anno fa, arrivando da Cascina Merlata, si seguiva una fiumana di gente, domenica eravamo praticamente da soli. Addirittura temevamo fosse chiuso. Si cercava si scorgere all’orizzonte qualche segno di vita. C’era. Più ti avvicinavi e più era drammaticamente evidente. LORO c’erano. Come se non fosse passato un giorno. Come se indefessi fossero rimasti lì con i loro opuscoli e i loro espositori a rotelle: i Testimoni di Geova sono ancora lì…

Il candidato Sosia di Rocco… Tanica

In questi giorni il sig. Rocco Tanica (al secolo Sergio Conforti) ricompare spesso sulle mie pagine… e non solo. Nulla mi toglierà dalla testa l’idea che questo sconosciuto candidato di Fratelli d’Italia per il consiglio comunale milanese punti tutto sulla sua somiglianza con il tastierista degli Elio e le Storie Tese. Dite che sono di parte? Che vedo gli Elii dappertutto? Giudicate voi…

Che poi se guardate la sua pagina facebook, non è poi così somigliante. Proprio i cartelloni sembrano fatti per enfatizzare la cosa…

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Rocco Tanica

Ciao Rocco, grazie di tutto 

Ieri sera, al concerto milanese degli Elio e le storie tese, Rocco Tanica ha dato l’addio alle esibizioni live col gruppo. In inverno si era vociferato che fosse l’ultimo tour del gruppo. In realtà è il suo tour di addio. Effettivamente è già da diversi tour che non partecipava più (neppure all’ultimo Sanremo si è esibito col gruppo), però sentire il suo addio mi ha sinceramente commosso. “Grazie per questo giro di giostra lungo 35 anni”. Giusto un attimo di malinconia e poi lo spettacolo, stupendo, di tre ore filate, è ricominciato. Difficile descrivere la mia reazione. Seguo gli Elii da circa 28 anni, ben prima del primo album. Forse solo di loro mi posso definire un vero fans. Per me è come se Paul McCartney avesse lasciato i Beatles. Il mio umore a fine concerto era come dopo la finale degli UsOpen, quando la Pennetta vincente (la mia Pennetta) annunciò il ritirò. Oppure come quando un amico fa una festa perchè si trasferisce lontano: sai che lo rivedrai ma non sarà più la stessa cosa.

Sembra che i motivi siano fisici (Elio a fine concerto ha ringraziato l’inventore del cortisone, senza il quale lo spettacolo non sarebbe potuto andare in scena) e che Rocco continuerà a far parte del gruppo. Sinceramente lo spero e voglio pensarlo.

Grazie Rocco. Sentirti cantare per l’ultima volta Cara Ti Amo è stato bello.

Fossi mancato non me lo sarei perdonato.

Il rosso e il nero (di Spontini)

 Che piaccia o no, Spontini è un’istituzione della pizza al trancio milanese. Personalmente non condivido l’idolatria di molti ma ogni tanto ci vado. Insomma: una buona pizza e poco più. Per chi, non milanese, non lo conoscesse, è appunto una catena di pizza al trancio caratterizzato dalla standardizzazione dell’offerta. Solo Margherita, normale o abbondante. Questo quello che normalmente si poteva trovare dietro la classica insegna rossa con logo bianco. Da qualche tempo qualcosa è cambiato. C’è un altro Spontini (questa volta con insegna nera) che però, a giudicare dal sito ufficiale, fa sempre parte della catena. Una serie di punti vendita in centro con un po’ di differenze rispetto al modello classico: locali più piccoli, solo posti in piedi con bancone, location di pregio e tre tipi di pizze. Un modo per cercare di raccogliere il maggior flusso di turisti che affolla il centro.