Archivi categoria: Giorno Marmotta
+Beli -Balo
Premettiamo che non voglio salire al volo sul carro del vincitore. Belinelli non mi stava simpatico quando giocava in Italia, vuoi per il suo modo schivo che lo fa sembrare un po’ supponente, vuoi perché ha sempre giocato in squadre per le quali non nutrivo una gran simpatia, vuoi perché un avversario forte ti fa sempre un po’ acidità. Quando è andato in NBA ero un po’ stupito (mai quanto per Datome) e ho iniziato a tifarlo come faccio per tutti gli italiani in NBA (ecco… Magari Datome un filo meno…). Da quest’anno col suo arrivo agli Spurs mi sono incuriosito maggiormente. San Antonio ha giocatori che adoro, Duncan e Allen su tutti, e altri per i quali non posso dire lo stesso (Parker? Qualcuno ha detto Parker?).
Con grande umiltà Belinelli si è ritagliato sempre più spazio. È stato nel posto giusto al momento giusto e se uno come Popovic ti dà fiducia, qualche merito sicuro che ce l’hai. Fatto sta che vedere il tricolore sul podio della premiazione NBA fa un certo effetto, sicuramente di orgoglio nazionale, sentimento che Belinelli non ha mai nascosto.
‘zzo è Lugansk???
Come sapete seguo sempre con simpatica (e a volte con preoccupazione) quello che accade in Armenia. Oggi con il Google Alert che mi giunge oggi giorno c’era questa notizia:
AGC – Yerevan: lettera da Lugansk.
Il mio primo dubbio è: ‘zzo è Lugansk? Conosco Lugano io… Per fortuna che mi viene in auto Wikipedia con questa pagina.
Ahhhh sono gli indipendestiti Ucraini. Tutto torna: hanno mandato agli stati più politicamente vicini alla Russia la richiesta di essere riconosciuti. Vuoi mica fare uno sgarbo alla Mamma Russia?
PS Ora una mia conoscenza filoucraina mi cazzierà perchè non sapevo dove fosse Lugansk 🙂
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I complottisti, che gente meravigliosa!
I complottisti, ovvero coloro che (in estrema sintesi) vedo complotti più o meno grandi dietro ad ogni cosa, sono della gente meravigliosa e fantasiosa. Senza di loro non potrei vivire. Le loro teorie sono le più varie e abbracciano eventi di periodi molto diversi. Tra i grandi classici vi potrei segnalare l’omicidio di JFK, il fatto che Paul McCartney in realtà sia morto da tempo (teoria nota come PID), l’11 settembre. Di recente però c’è un grande interesse verso le scie chimiche.
Quelle che noi “creduloni” pensiamo essere scie di condensazione degli scarichi degli aerei, in realtà sono nubi chimiche rilasciate appositamente dagli aerei. Queste sostanze consentirebbero di far proliferare malattie e consentire il controllo del clima ma… anche della mente!
In confronto gli ufologi, che frequentavo ai tempi del Roswell Footage di Ray Santilli, erano persone misurate 🙂
Per chi vuole approfondire, il web è pieno di blog e forum complottisti, senza considerare anche le numerose pagine facebook, di cui molte in italiano.
Per chiudere, un piccolo esempio di produzione complottista…
Nessuno allo stadio
Stasera partono i mondiali di Brasile 2014. Nel 1994, quindi esattamente 20 anni fa, gli Elio e le storie tese incidevano questo fantastico inno dei mondiali.
Awkward: un post ospite
Ho fama di essere generalmente, almeno su certi argomenti, un first mover o quantomeno un tipo abbastanza aggiornato. Però comincio a perdere colpi: mi rendo conto di qualcosa di tendenza ma non riesco a capirci molto. Ecco che quindi cerco aiuto tra chi ne sa. Di recente continuavo ad imbattermi in rete nel termine awkward e sinceramente non mi sentivo in grado di parlarvene in modo compiuto. Allora ho fatto uno strappo alla regola, che mi vuole unico autore di questo blog, e ho chiesto ad una cara amica di spiegarmi meglio. Ne è saltato fuori il post qui sotto, che ospito con grandissimo piacere.
That awkward moment when…
Quel momento awkward in cui ti accorgi di… non sapere che cosa significhi awkward. O meglio, si capisce, dai. Tutti quei meme più o meno imbarazzanti di cui pullula la rete rendono il concetto abbastanza chiaro. Awkward è quel qualcosa che ti mette (lievemente) a disagio, ti infastidisce e ti fa storcere un po’ il naso. Tipo quando stai per salutare uno che credi di conoscere per strada e invece… ops, mi scusi! Aaaaaawkward -.-‘ (la faccina esprime bene la sensazione).
Di per sé, la parola è molto fica. A W K W A R D. Mai viste tante W vicine. E poi,signori e signore, una simpaticissima K in mezzo. Deriverebbe, secondo l’Oxford Dictionary, da awk, una parola dialettale che significa “all’incontrario/maldestro”, e il suffisso –ward che indica movimento (backwards, homeward, towards,…). Ora, io non so né quando, né come mai, ma è una parola molto fashion, trendy, a volte overused. Ops, molto di moda, di tendenza, a volte troppo usata. Aaaaaawkward -.-‘
Noi Italiani, come è noto, siamo molto suscettibili all’ inglese. Ci piace briffare, forwardare, ASAPpare, FYIare, check-in-are, boarding-pass-are, dowloadare, updatare e compagnia cantante. Ci crogioliamo nelle parole dal suono inglese (spesso usate in Italiano in maniera errata), fanno tanto businessman, CEO, manager. Ops, scusate ancora!
Io insegno inglese, e mi viene un po’ da ridere quando i miei alunni (tutti grandi, grossi e vaccinati) mi dicono “Io non so una parola di inglese”. Really? Ma non me lo dire. Non hai mai avuto un target nella vita? Nemmeno un’idea su dove passare il weekend e l’happy HOUR? Ma dai, dimmi di più del tuo non sapere nulla di inglese.
Io ho vissuto sia in UK che in USA, dove tutto è brilliant, sweet, cool, awesome (altra parola foneticamente degna di nota), lovely, beautiful, dove YOLO, tuttavia evito accuratamente, quando mi esprimo in Italiano, di usare troppo inglese. È sgarbato, macchinoso, fuorviante, complicato, dà spesso origine a misunderstandings. Ops, fraintendimenti. Aaaaaaawkward -.-‘
Awkward ha dalla sua il fatto di essere una parola un po’ awkward di per sé, per il suo suono complicato alle nostre orecchie, quindi non so quanto e quanto a lungo durerà al di fuori dei meme, però ce l’hanno fatta tante altre parole, perché questa no? Sarebbe awkward, no?
C’è un po’ ancora quest’idea che la lingua sia un qualcosa di fisso, immutabile, scolpito nella pietra, così come hanno deciso quei sapientoni della Crusca, gran dottoroni barbuti che passano i loro giorni tra libri e manoscritti impolverati nel buio di una biblioteca. E invece non è propriamente così. I linguisti, quelli veri, sanno benissimo che la lingua è un essere vivente, che cambia e si modifica secondo come ognuno di noi la cambia e la modifica a suo piacimento. Sono sicura che qualcuno di voi avrà detto qualche volta “bellerrimo”, sentendo un po’ un brivido lungo la schiena per aver detto qualcosa di SBAGLIATO (no, è divertente, dai, basta non abusarne!), oppure quanti avranno detto di essere stati a un brunch all you can eat. La regola, IMHO, è il buon senso. Il common sense, che non è comune, ma buono per noi Italiani. ‘Chi ha più buon senso, che l’adopri’ è una delle massime preferite di mia madre, e piace molto anche a me. Quindi, che ci si trovi in una situazione awkward o meno, stare attenti a come ci si esprime è segno di intelligenza, flessibilità e cultura. Evitare di far sentire gli altri awkward usando troppo inglese (solo per fare i fighi, per essere cool) è invece una cortesia.
P.S. Se tutta questa questione delle parole inglese di uso corrente in Italiano vi interessa, ecco un bell’articolo di Annamaria Testa da cui iniziare: http://nuovoeutile.it/parole-italiane-e-inglesi/
Per una volta io sto coi tassisti
In questi giorni nelle maggiori città europee ci saranno scioperi dei tassisti contro Uber. L’applicazione per la prenotazione di “auto con conducente”. Se nella loro battaglia contro il car sharing non capivo le loro motivazioni, in questo caso lo faccio in pieno. È sotto gli occhi di tutti come si tratti di un servizio di taxi abusivi. Sulla situazione italiana si può poi discutere sulla questione delle licenze e sul loro costo, però fino a che la legge è questa ci sono delle persone che hanno pagato per poter svolgere un lavoro e si trovano a competere con chi non l’ha fatto e può tenere prezzi molto più bassi. All’estero la situazione non è diversa e anche se non pagheranno le licenze care come qua, il tassista è comunque un’attività regolamentata.
Gli alieni stanno invadendo il mio blog
Miracoli della rete? Flussi migratori telematici? Svarioni del counter wordpress?
Fatto sta che sia domenica che oggi il mio blog ha avuto un picco di visitatori, non tanto nel numero degli stessi, quanto nelle pagine da questi visualizzati. Ho una stalker che si sta leggendo il mio blog? Gli alieni mi stanno invadendo? E che cavolo no, vi avevo chiamato per altro, non per leggervi le cavolate che scrivo!
Come al solito probabilmente la verità è data da una serie di concause: in questi giorni (quindi anche lunedì e martedì) ci sono sorprendentemente più visite; inoltre mi sa che il counter di wordpress ha dei picchi anomali, perchè le altre statistiche del blog, sempre visualizzabili in fondo alla colonna a destra, non hanno registrato questa invasione aliena.
In soldoni, chiudendo questo inutile post: un benvenuto ai nuovi lettori! …E ci tengo a precisare che per farli arrivare non ho neanche dovuto mettere qualche foto discinta!


