Archivi categoria: Giorno Marmotta
Ostaggio della pioggia
Questo potrebbe passare alla storia come uno dei post più inutili della storia (ultra decennale) del mio blog. Il fatto è che stamane mi sono recato in tribunale di buonora ma sono rimasto bloccato da un nubifragio. Ho l’ombrello ma con quest’acqua rasenta l’inutile. Ecco che quindi mi sono rintanato in un bar, sperando che almeno si calmi un po’.
Mandatemi un canotto. Break Bianco. Via Freguglia. Milano
Grazie
Incubi assurdi
Stanotte ho fatto un incubo. Anzi, erano una serie di incubi perché poi nel dormiveglia mi svegliavo (mi rendevo conto che era un incubo) poi mi riaddormentavo e peggiorava. Andiamo con ordine.
Arrivo a casa (che non è proprio casa mia, è un mix tra quella, la casa attuale dei miei e quella precedente dove sono cresciuto) e trovo la porta scassinata. Entro e non c’è disordine: non c’è proprio niente. Ci sono i mobili ma tutte le suppellettili sono state rubate. Niente tv, niente Mac ma anche niente cd, dvd e affini. Un trasloco più che un furto.
Poi si scopre pure che i ladri hanno lasciato una lettera in cui mi insultano.
Poi ricevo una telefonata in cui mi dicono che mia madre, che è in vacanza, a perso il senno. Mi sveglio, mi riaddormento e sono cambiati gli amici che mi fanno compagnia in quel momento ma anche la versione dei fatti sui miei: sono scappati non si sa dove anche coi miei risparmi.
Ultima cosa, mi telefona la mia ragazza che mi lascia.
Ok lo ammetto… ieri sera avevo mangiato molto pesante. Evidentemente la chilata di Citrosodina on the rocks non è servita.
Devo contenermi di più quando vado al giappo all you can eat vicino a casa…
Lega Pro: è finita la pacchia dello streaming gratis
Per spiegare perché io tifi Cremonese, cito spesso Nick Hornby che in Febbre a 90° scriveva qualcosa del tipo “non puoi scegliere la squadra per cui tifare così come non puoi scegliere la donna di cui innamorarti”. Quindi eccomi qui, a seguire da circa un decennio la Lega Pro (ex serie C). Da un paio d’anni a questa parte però era una pacchia. Dal vedere un paio di partite l’anno dal vivo e per le altre leggere risultato e commenti, me ne sono viste molte in diretta grazie allo streaming gratuito e legale su Sportube. Oddio, pacchia è una parola grossa, visti i bruciori di stomaco che spesso la Cremo mi provoca. Tant’è.
Ora cambia tutto. Consolidato il servizio e il pubblico, il servizio passa a pagamento. Ora dovrò pagare 2,9 euro per ogni partita o 39,90 per l’intera stagione (inizialmente in promozione a 29,90).
Ci farò un pensierino.
Trovare la propria dimensione (fotografica)
Io ho fatto tre corsi di fotografia. Tecnicamente il terzo lo sto ancora completando.
Il primo fu presso lo Spazio Forma di Milano, quando ancora si trovava vicino alla Bocconi. Alla fine fu un corso più teorico che pratico, cosa che fece storcere il naso a molti partecipanti. A me comunque piacque, perché mi diede quegli strumenti necessari per capire e apprezzare le foto altrui. Infatti per quanto predichi sempre che la fotografia è un’arte (quando è arte) molto democratica, accessibile a tutti, qualche concetto di fondo per educare l’occhio è indispensabile.
Mancavo però ancora (a dire il vero manco ancora…) della pratica e così, in un periodo sclerato per la rottura con La Famigerata, mi iscrissi ad un corso (livello intermedio) presso un circolo che avevo trovato online: La bottega dell’immagine.Il corso era molto professionale e mi è servito molto. Però non legai particolarmente con il docente e soprattutto diversi compagni di corso erano piuttosto altezzosi: erano lì a fare un corso come me e già avevano account con “photographer” nel nome. Facevano anche belle foto ma era proprio l’approccio alla foto che era diverso dal mio.
Ora sto facendo un terzo corso in un circolo fotografico vicino a casa mia: il Circolo Trevisani. Devo dire che qui ho trovato veramente un bell’ambiente. Il corso, tenuto (a seconda dei temi) da vari iscritti del circolo, non si atteggia ad essere “professionale” ma secondo me non ha nulla da invidiare agli altri (e più prezzolati) corsi che ho fatto. La vera chiave di volta, nella filosofia del corso, che mi ha catturato è che il loro obiettivo non è quello di sostenere il circolo coi proventi del corso ma di allevare nuovi potenziali iscritti per il circolo. Inutile dire che con me forse non saranno riusciti a crescere un fuoriclasse ma di sicuro hanno trovato un entusiasta futuro membro.
Vorrei e posso. Poi lo posto.
“Vorrei ma non posto” è il tormentone dell’estate di Fedez e J-Ax. Tutto il testo si basa su luoghi comuni e giochi di parole. Viene allora facile rilegge una notizia di oggi che riguarda il rapper milanese, giudice di X-Factor. Il giovane si è infatti comprato (con mia grande invidia) uno degli attici di City Life: prezzo stimato dai tabloid, due milioni di euro. Vuole e puo’. Vuole e posta. Al contrario di quanto dice la sua canzone. Sì, perchè nel suo account di Instagram sta pubblicando foto della sua umile magione.
Non mi accodo ai commenti populisti che stanno girando. Un po’ rosico, perchè quelle case mi piacciano davvero molto (anche in tagli più umili…) ma sono fuori portata. Complimenti a lui e spero non abbia ancora problemi di vicinato. Anche perchè in zona ci sono diversi giocatori dell’Olimpia. Vuoi mai che faccia arrabbiare Radujilica…

Il post del mese: luglio
Eccoci con il consueto appuntamento con i 3 post più letti del mese, sul mio blog.
La classifica di luglio mi piace particolarmente perchè ci sono post totalmente diversi tra loro e che racchiudono un po’ le aree che tratto maggiormente.
Al terzo posto un mio commento sulla Brexit, per la serie “lo so che non ve ne frega nulla della mia opinione ma…”
Medaglia d’argento per un articolo pruriginoso su un porno star italiana, sezione “pruriginosa”
L’articolo più letto del mese è stato un racconto di viaggio, quello della mia esperienza nella coda di Wimbledon
Grazie per avermi sopportato, supportato e letto per un altro mese.
Non ho l’età
Stamattina, valutando i postumi sul mio fisico di una serata alcolica ma neppure a livelli assurdi, mi è tornata in mente questa canzone di Gigliola Cinquetti.
Mi sono così trovato a pensare tra me e me (tra le mie diverse personalità si svolgono alcuni dei dialoghi più interessanti che abbia mai fatto e di questo c’è opinione unanime di tutti gli intervenuti alla conversazione) sul fatto che negli anni 60-70 ci fossero testi anche molto più espliciti (e meno volgari) di quelli di oggi. Ok, forse questo non è proprio l’esempio più lampante della cosa, però sono abbastanza convinto di questo.
Vabbè, vado a farmi un secondo caffè e vi lascio col video.
(ps ho scelto il video senza sentirlo, perchè il mio pc dell’ufficio è al momento afono, spero la qualità sia buona)
La valigia sul letto è quella di un breve viaggio
Questo weekend ero in montagna. Visto che venerdi sarebbe stata una giornata piena di impegni, ho pensato bene di fare la sacca già il giovedì sera. La cosa fa totalmente contro le mie abitudini, da buon tira tardi dell’ultimo minuto. Quindi venerdì mattina ho dato un’ultima controllata alla borsa e sono uscito. Mattinata di corsa con diverse scadenze. Preparati documenti per appuntamenti nella bresciana nel pomeriggio. Tornato a casa verso mezzogiorno, ricontrollato ancora la sacca. Partito. Primo appuntamento ok, ma mi accorgo che ho dimenticato un numero di telefono a Milano. Lo recupero. Il secondo appuntamento salta. Il quarto lo anticipo prima del terzo. Faccio pure il terzo… Tiro il fiato e… Cavolo! Ho dimenticato le scarpe da ginnastica a casa. Mi toccherebbe un weekend in Trentino con le clarks. Per fortuna ci sono i saldi e un centro commerciale vicino. Recupero. Si punta verso la montagna. Dove tra l’altro mi accorgo di aver dimenticato anche le ciabatte. Insomma: quando faccio la borsa all’ultimo momento la faccio anche meglio…

