Archivio dell'autore: Puck74

L’odio per la gggente

Parte 1
Vado a casa in pausa pranzo, perchè poi devo passare da un cliente. Guardo il telegiornale e c’è un servizio di SkyTg24 su quanto la gente ne sa del referendum. Tra  vari ignoranti(nel senso di gente che ignora su cosa si vada a votare)intervistati, c’è una signora che si dichiara informatissima e sa perfettamente cosa voterà e perchè. Le fanno allora leggere il quesito referendario e le chiedono cosa sia il “bicameralismo paritario”. La sua risposta, arrogante e stizzita “ah che ne so! E’ qualcosa che hanno messo lì solo per confonderci.
ODIO, ODIO PROFONDO… e tanta paura per il 4 dicembre.

Parte 2
Prendo la metropolitana per tornare in ufficio. In piedi a fianco a me due adolescenti. Tralascio il fatto che emanassero l’inconfondibile classe e charme delle burine della peggio periferia  (nota per Mrs Puck: ci sono a est come a ovest di Milano). Una delle due si lamenta con l’altra che il padre non le ha voluto dare 5 euro ma che quando è tornata a casa ha visto che lui si era comprato l’iPhone7. La mela non cade mai (o quasi) lontano dall’albero. Tra l’altro nel tragitto Molino Dorino – Cadorna si sono chiamate reciprocamente “Amo” così spesse che se avessi 1 euro per ogni volta che l’ho sentito diro, stasera andavo a cena da Cracco.
ODIO, ODIO PROFONDO… però almeno loro non dovrebbero votare il 4 dicembre (ma il padre di lei sì…)

Parte 3
Ancora non c’è. Però viste le premesse ho il terrore di cosa potrei sentire tornando a casa o andando in palestra stasera…

Sul mio blog

Qualcuno se ne sarà accorto, anche persone che non mi aspettavo lo notassero, altre no ma in questo periodo ho leggermente rallentato la produzione di post per il blog. La cosa è ciclica e in genere corrisponde a periodi di sclero lavorativo. Ma non solo. Non preoccupatevi: presto tornerò ad assillarvi con le mie facezie. 

Cosa ho imparato sui blog?

In undici anni (e passa) in cui sto curando un blog, cosa ho imparato? Molto poco, potrebbe dire qualcuno, se si deve valutare dai risultati di visite di queste pagine.

Invece direi che qualcosa ho imparato su come si fa un blog di successo, solo che ho deciso di proseguire a fare un blog “come piace a me”. Però magari a qualcuno qualcuna di queste dritte potrebbe servire.

Prima di tutto il blog non dev’essere generalista. Il mio lo è e questo è il suo peccato originale. I blog di successo, a meno che non siate un personaggio famoso, trattano un solo argomento o, comunque, un solo ambito.

Pubblicate regolarmente (e questo l’ho sempre fatto): gli affezionati lettori si disaffezionano facilmente

Se appena riuscite, abbinate una foto ad un post e condividete sempre sui social network.

Poi, come diceva René Ferretti in Boris “la qualità ci ha rotto i c******i! W la merdaaaa!”. Purtroppo mi rendo conto che anche sui blog vale lo stesso: a scrivere cavolate (o cose pruriginose) si ha più successo rispetto a molti altri blog seri. Questo non vuol dire che non ci siano blog (e blogger) seri e di successo, solo non sempre è una correlazione diretta.

Ecco. Questo è quanto. Magari a qualcuno potrebbe servire.

Del calcio e delle bandiere (che non ci sono più)

Con buona pace del mondo ultras, che vorrebbe lo strenuo attaccamento alla maglia, il calcio oggi è un mero lavoro. Più o meno ben pagato a seconda dei livelli a cui lo si pratica. Questo vale per i calciatori ma anche e soprattutto per dirigenti ed allenatori.

Alla cremonese si è sempre cercato di mettere vecchie glorie in posizioni strategiche della società. Soprattutto se facevano parte del gruppo che visse gli anni d’oro della serie A. Ecco che quindi negli ultimi anni la carica di presidente (con un patron alle spalle) è stata ricoperta da Gualco, Simoni e, fino a ieri, Rampulla.

L’ex portiere infatti ha ricevuto una chiamata da Lippi, col quale ha già collaborato, in procinto di diventare ct della Cina. Immaginiamo lo stipendio offerto. Ha messo giù il telefono e ha scritto la lettera di dimissioni. 

Scatenando l’ira della piazza.

Sorgente: Il presidente Rampulla lascia la Cremonese: verso un ritorno in Cina con Lippi – Sport – Calcio

Dim Sum? Ghe Sem!

La zona intorno al mio ufficio è diventata, da un po’ di mesi a questa parte, abbastanza viva dal punto di vista della ristorazione. Ho quindi deciso di rompere il salvadanaio e provare un po’ di posti interessanti che sono stati aperti. Ieri ho iniziato il mio giro col Ghe Sem. A dispetto del nome prettamente milanese (in dialetto “ci siamo”) è un locale fusion che propone i classici ravioli cinesi, ripieni però di prodotti tipicamente italiani. Dall’anduja alla fassona, dalla capasanta alla cipolla di Tropea. Il costo va dai 3 ai 6 euro la coppia e per saziarsi ce ne vogliono almeno 8-10. Il che vuol dire che il conto supera facilmente i 20 euro. Non accessibilissimo per un pranzo ma fattibile ogni tanto. La qualità, va detto, è ottima ed è possibile prenotare con The Fork.

Io non capisco

Ci sono tante cose che non capisco. Di recente però mi soffermo spesso a pensare che non mi capacito di quanto astio ci sia verso Renzi. Ok gli avversari politici. Ok la fronda interna del Pd, che geneticamente è un organismo affetto da Lupus (che conosco solo per sentito dire dal Dr House) e che quindi quando è al potere tende ad autodistruggersi. Però leggere di un Crozza che dice che Renzi lo spinge a dare dell’onestà a Berlusconi, mi pare decisamente sopra le righe. È soprattutto l’addio del popolino che non capisco. Diciamo che di cappellate ne ha fatte anche lui parecchie, non ultima l’uscita sul Ponte sullo Stretto (bara politica per antonomasia), però veramente mi sembra tutto un tantino sproporzionato rispetto a quanto si è visto in questo periodo. 

Top 3 di settembre

Con colpevole ritardo da parte mia, eccoci al solito appuntamento coi tre post più letti del mio blog lo scorso mese. Classifica che presenta qualche sorpresa.

Sul terzo gradino del podio un post che racconta come il mercato non sia poi così recettivo su articoli eccessivamente naturisti.

Sulla piazza d’onore un’idea alla bibita Svizzera per eccellenza: la Rivella.

Sorpresone in vetta alla classifica. Il post più letto del mese non è infatti stato scritto a settembre ma qualche mese fa e parla di pennarelli approvati per i celiaci.

Numerare le serie TV 

Notavo che una particolarità tutta italiana è quella di numerare, già dal titolo, le serie TV. È una particolarità soprattutto delle fiction Rai. Per esempio in questo periodo c’è molta pubblicità per Braccialetti Rossi 3 ma potrei anche fare tantissimi altri eventi, non ultimo “Gli occhi del cuore 2” (o magari anche tre). All’estero, o sulle serie straniere, questo non si usa. Come la vedreste la pubblicità di CSI Las Vegas 18 o Lost 5?