Archivi categoria: Cattivo cinico egoista

Neologismi insopportabili 

Oggi sono tutto il giorno ad un convegno di aggiornamento professionale. Il relatore della mattina, vedendo il nome, non ricordavo se lo avessi già visto. Dopo due minuti di parlato mi sono drammaticamente ricordato di lui: è quello che usa in tutte le salse il verbo “attenzionare”.

“Dobbiamo attenzionare”, “attenzionate”, “un punto da attenzionare”. Lo usa con la stessa frequenza con cui io uso “comunque”. Quindi troppo.

Insopportabile.

Una volta c’era Tom Ponzi

Una volta c’era Tom Ponzi che, almeno a Milano, era sinonimo di investigatore privato. Avevi dubbi sul partner? Su di un socio d’affari? Chiamavi Tom Ponzi! Oggi invece controllare la gente è molto più facile. Per esempio c’è questo simpatico oggettino che costa veramente poche decine di euro. Nasce, probabilmente, per trovare le chiavi o da mettere al collare del vostro animale domestico. Però puoi casualmente farlo cadere in un’auto o farlo scivolare in una borsa ed ecco che potrete scoprire, direttamente sul vostro smartphone, il percorso  che verrà fatto.

I fedifraghi (e le fedifraghe) sono avvisati…

Sorgente: Amazing New Tech

Dell’ammirazione,dell’antipatia e del buonismo

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Oggi Alex Zanardi ha vinto un altro oro alle paraolimpiadi. Bravo. Bravissimo. Però, nel buonismo generale e nella santificazione del personaggio, io vorrei dire una cosa:

a me stava sulle balle quando correva in Formula 1 e ora se dicessi che mi sta simpatico, secondo me, gli farei un torto. Chi ha delle disabilità vuole tutto fuorché che la propria condizione influenzi il modo le persone li tratti.

Quindi: bravo, complimenti, massima ammirazione per quello che fa e per la forza d’animo ma a me ogni volta che lo sento parlare fa antipatia. Neppure poca, siamo quasi a livello della Lettizzetto…

Essere così avanti che il mercato non ti capisce…

Per motivi professionali, sono nella mailing list della Sivag, l’istituto vendite giudiziarie di Milano. Periodicamente ti avvertono dei prodotti in vendita presso il proprio punto vendita.

Oggi mi arriva questa comunicazione in merito a “make up  vegani”. Vado sulla pagina e leggo: non solo non testati su animali ma assolutamente privi di sostanze animali
Prodotti unicamente con ingredienti ed essenze provenienti da agricoltura biologica, privi di siliconi, parabeni e coloranti

Tutto bello, tutto buono. Peccato che, se sono finiti in vendita lì, vuol dire che la società che li produceva è fallita.

Erano così avanti che il mercato non li ha capiti? Oppure il mercato ha sempre ragione e stronca le idee futili? Quasi sempre la verità sta nel mezzo. Mi permetto anche di far notare che il loro segmento di riferimento non mi pare molto attento a questo genere di articoli, preferendo non truccarsi proprio. Mentre invece per i prodotti non testati su animali, ce ne sono a iosa senza doversi dichiarare vegani.

SIVAG: Makeup Vegani

Gente ricca – sottotitolo: un weekend in Svizzera 

In questo weekend sono stato  in visita nella città sede di una delle associazioni mafiose più grandi al mondo al di fuori dell’Italia (dopo la Yakuza, la mafia russa e i cartelli colombiani): Losanna, sede del Cio.

Certamente la città è ricca. Molto più calda (climaticamente ed umanamente) rispetto a quanto immaginassi. Magari fossi venuto in inverno avrei avuto un’impressione diversa. 

Mi sono stupito di vedere ben due linee della metropolitana, data la dimensione contenuta della città, ma anche qui torniamo al discorso sul tenore di vita medio. 

In definitiva la zona (sono stato anche al lago di Neuchatel) mi è piaciuta molto e mi è venuta anche un po’ di sana invidia, pensando alle nostre città.

I due elementi e le ragioni sociali

Ormai c’è una moda di mettere due elementi caratterizzanti nella ragione sociale. Qualche esempio?

Poltrone & sofà

Divano & divani

Anena & cozze

(Il fù) pizzarito pastarito

Oggi ho visto pure  Risotti & Braci e Ice & Coffee.

Sono sicurissimo che l’elenco potrebbe essere allungato quasi all’infinito.

Insomma basta. Come se riaprissero le case chiuse e lo chiamassero “Pompini & Scopate”

Vorrei e posso. Poi lo posto.

“Vorrei ma non posto” è il tormentone dell’estate di Fedez e J-Ax. Tutto il testo si basa su luoghi comuni e giochi di parole. Viene allora facile rilegge una notizia di oggi che riguarda il rapper milanese, giudice di X-Factor. Il giovane si è infatti comprato (con mia grande invidia) uno degli attici di City Life: prezzo stimato dai tabloid, due milioni di euro. Vuole e puo’. Vuole e posta. Al contrario di quanto dice la sua canzone. Sì, perchè nel suo account di Instagram sta pubblicando foto della sua umile magione.

Non mi accodo ai commenti populisti che stanno girando. Un po’ rosico, perchè quelle case mi piacciano davvero molto (anche in tagli più umili…) ma sono fuori portata. Complimenti a lui e spero non abbia ancora problemi di vicinato. Anche perchè in zona ci sono diversi giocatori dell’Olimpia. Vuoi mai che faccia arrabbiare Radujilica…

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Pokémon Go: il non-gioco del momento

Visto che tutti ne parlavano, ho deciso di scaricare e provare pure io Pokémon Go. Come sapete ho una certa esperienza in fatto di videogiochi ma, pur conoscendoli, non avevo mai giocato a nessun titolo di questa fortunata saga. Partendo quindi da zero ho fatto il tutorial. In pratica si sfrutta la cosiddetta Realtà Aumentata: lo smartphone rileva la vostra posizione nell’ambiente reale e, tramite il display, vi mostra elementi aggiuntivi. In questo caso la presenza dei Pokémon e altri oggetti. Il problema, in tutto questo bailamme mediatico e social, è che il gioco… NON C’È! Ci si limita a cacciare e collezionare i Pokémon ma non a farli combattere. Mancano gli elementi classici della saga. È paragonabile, per certi versi alla app di FIFA ma non è u gioco vero e proprio. Noia.