Archivi categoria: Giorno Marmotta

Posti dove non pensereste di trovarmi aka Facevo il palo alla balera dell’ortica

Premessa, non sapevo scegliere tra i due titoli, quindi li ho messi entrambi. Tutto questo per dirvi che ieri sera sono stato per la prima volta alla Balera dell’Ortica, che ormai da qualche stagione è diventata un ritrovo piuttosto trendy. L’occasione è stata Il Gran Ballo di Inizio Estate. Tranquillizzo subito chi mi conosce da più tempo e sa che io non ballo: non ho ballato neppure stasera. Però suonavano i Milanoans, gruppo Jazz che mi piace molto e che [sborone mode ON]  hanno suonato alla mia festa dei 40 [sborone mode OFF]. Serata piacevole, bella musica e un sacco di gente. Peccato non essere riusciti a prenotare per cenare, credo comunque che ci sarà ancora occasione.

  

 

Per chi non capisse il gioco di parole del titolo, ascolti qui.

Sotomayor! Senza mani!

C’erano una volte le auto che facevano solo le auto. Io posso vantarmi di averne ancora una così. Anzi, la mia è già avanti, perchè ha un’apertura del portellone dietro molto sensibile, quasi non si sente il pulsante (bisogna avere il tocco… dico io alle amiche che non riescono ad aprilo).
La Ford è andata oltre,  con un sensore sotto il paraurti per aprire il portellone senza mani. In effetti è una trovata molto comoda… se si ha l’equilibrio per stare su un piede solo quando si hanno le mani occupate. Io avrei problemi 🙂
Se la cosa vi intriga, qui trovate di più.

 

Buzzoole

Lo sport vince su tutto. O quasi.

Nell’indifferenza generale, sono in corso i primi Giochi Europei a Baku. Se vi state chiedendo in che paese sia, vi rispondo Azerbaijan. Se vi chiedete se sia in Europa, la risposta è NO. Questo è la prima grande anomalia di questa manifestazione. Aggiungiamo poi che molte nazionali (come per esempio quella di scherma italiana) hanno disertato l’appuntamento.

Comunque lo spirito decoubertiniano non sembra pervadere l’evento, visto che gli atleti armeni presenti sono stati oggetto di insulti. Un bravo a loro per il coraggio comunque di presentarsi a Baku.

Giochi europei in Azerbaigian, fischi e insulti ad atleti armeni.

In car sharing fuoriporta

Ieri sera, leggendo un po’ distrattamente le notizie online, mi sono imbattuto in quelle piccoli grandi così che un discreto effetto pratica sulla tua vita possono anche averlo: il Car Sharing varca i confini di Milano e arriva in alcuni comuni dell’Hinterland. Già prima si poteva uscire con la macchina ma non la si poteva lasciare fuori Milano. Io che abito a Pero la dovevo lasciare a Molino e farmi un pezzo a piedi. La cosa mi piace molto perché permette di muoversi, soprattutto in notturna durante la settimana, con meno difficoltà.

Leggete la notizia completa su Milano Today

Come ti deraglio il Frecciarossa 1000

L’altro giorno mi è capitato di vedere il nuovo spot del Frecciarossa 1000. La prima reazione è stata quella di citare il famoso dialogo posto al termine del primo album degli Elio e le storie tese: COS’E’ QUESTA M***A??? Uno spot davvero imbarazzante, secondo me, con quel povero bambino che chiosa con “non voglio scendere più” con il tono che avrebbe il protagonista di un horror di serie B.

Purtroppo sono venuto poi a scoprire due cose: 1) non sono l’unico a detestare quello spot 2) è fatto da Pupi Avati, che in genere apprezzo ma che mi sa che non ha molta dimestichezza col linguaggio visivo degli spot.

Ecco cosa scrive Wired in merito.

L’agghiacciante spot di Pupi Avati per il Frecciarossa 1000 – Wired.

Per chi non l’avesse visto, ecco lo spot

 

L’abitudinario, i fallimenti e il sabato

Io e YdR in genere ci vediamo sempre il sabato nel primo pomeriggio. Uno dei due passa a prendere l’altro e si va al centro commerciale di Settimo Milanese. Il rito è più o meno sempre uguale. Caffè aggiornandosi delle rispettive settimane, giro al Mediaworld e poi spesa all’esselunga (con annessa carrellata sulle cassiere). Da luglio invece no. Chiudono il mediaworld. Il primo impatto è sul mio essere abitudinario: mi mancherà un pezzo. Il secondo è sulla crisi. Il secondo piano del centro di Settimo è da sempre soggetto a chiusure e riaperture di esercizi commerciali. Più le prime che le seconde. Il mediaworld però aveva sempre resistito. La preoccupazione è che quel posto, Esselunga a parte, resti una cattedrale nel deserto

Caro Limardi ti scrivo – Aka “Dottore, mi conceda la grazia!” :-)

Caro Limardi ti scrivo,

perdonami se ti do del tu anche se non ci conosciamo. Diciamo che è una piccola licenza che mi prendo, vista la prossimità che la rete crea.
Da qualche mese sono stato bannato dall’account twitter ufficiale dell’Olimpia e ti scrivo per chiedere la grazia ed uscire dal gruppo dei Diffidati del web.
In base a cosa chiedo la grazia? Bhè innanzitutto perchè non ho mai capito perchè sia scattata la sanzione. Sono un polemico ma non sono mai uno che offende. Tra l’altro verso l’Olimpia sono sempre stato uno dei meno polemici, anzi. Rileggendo i miei tweet, l’unico che poteva essere vagamente travisato diceva “Una società seria avrebbe impedito i colpi di sole a Kleiza” Spero di non dover spiegare l’ovvio senso ironico della frase, come anche spero di non doverti ricordare come stava Kleiza ossigenato. Io ancora mi svegliavo di notte urlante al pensiero. Ora mi capita ripensando alla serie con Sassari, ma sono altre storie.
Questo mi porta ad un secondo motivo: dopo l’eliminazione dai playoff in rete se ne sono lette di ogni. O avete bannato tutti o se non altro la sanzione nei miei confronti è sproporzionata alla (eventuale) colpa…
Soprattutto su di un ultimo punto vorrei attirare la tua attenzione: l’inutilità della sanzione. Sapete vero che mi impedite solo di leggere dell’Olimpia ma non di scriverne? Che senso ha quindi?

Termino di perorare la mia causa. Non sono qui a elemosinare nulla ma a chiedere quello che in fondo ritengo giusto. Con educazione ma anche con fermezza.

In attesa di tutto ciò, passerò prestissimo in sede per rinnovare un’altra volta il mio abbonamento al Forum. Perchè gli assenti hanno sempre torto.

Per chi volesse rileggere il pezzo in cui raccontavo l’accaduto: eccolo qua

Piccoli negozi che resistono

Nell’era dei megastore, soprattutto in determinati contesti e per determinate categorie merceologiche. Oggi giravo in zona corso Garibaldi, verso Brera e mi sono imbattuto in questo negozio di materiale elettrico che sembra uscito da una foto degli anni 50. Già in periferia nessuno compra più in posti così ma solo nei brico, figuriamoci in centro. E se invece fosse l’esatto contrario? Che sia proprio l’essere in centro a dare ancora un senso di esistere a posto così? Ai posteri l’ardua sentenza.