I blog che leggo: Presto Scritto

Riprendo questa pseudo rubrica, che se non erro ha avuto solo la sua prima puntata. Come è noto, non sono un grande lettore di blog altrui. Non seguo solo perché uno/a mi segue. Non leggo solo perché uno/a mi legge. Che volete farci? Sono fatto così e sono fuori dalle logiche di “fare network” tra blog. Sarà anche per questo che dopo 11 anni ho meno visitatori delle televendite di tappeti armeni.

Detto questo, c’è un blog, di recente creazione, che seguo con piacere e che vi linko qui sotto. Perché mi piace? Bhé scrive veloce, breve, di getto e di tutto quello che lo stimola. Un po’ come faccio io. Soprattutto però mi trovo spesso negli argomenti e nei commenti che fa. Ve lo consiglio.
Blog creato velocemente e scritto alla stessa maniera. Parlo di tutto, quindi di nulla.

Sorgente: Presto Scritto – Blog creato velocemente e scritto alla stessa maniera. Parlo di tutto, quindi di nulla.

Au iu col iu?

Oggi stavo cercando di ritrovare la mia scrivania, sotto la pila di carte ce vi si è accumulata soprattutto nell’ultima settimana (non che prima fosse pulita…). Salta fuori una busta con affrancatura “Royal Mail”. Che mi mandano dell’Inghilterra? Pensavo alla pubblicità, frutto di qualche passato acquisto online… e invece… Erano i biglietti per il concerto di marzo degli Elio e le storie tese a Londra!

Chi l’avrebbe mai detto… una volta li sentivo cantare Pick of the mountain (abbreviazione di un titolo molto più lungo che iniziava con “when i was young, i was very young and i love you very much. But you didn’t love, because you were a bitch…”) con un inglese molto maccheronico.

Qui vi posto un video del lontano 1986. Nel 2017 volerò a Londra per ascoltarli. Forza Panino

Regali di Natale, Banner e computer condivisi 

La condivisione dei computer oggigiorno crea qualche problema. Di base ai computer in ambito lavorativo ma ci sono anche dei risvolti domestici. I siti ricordano i nostri dati di navigazione e le nostre ricerche precedenti e questo può creare situazioni spiacevoli. Al lavoro può far vedere che avete cazzrggiago… ma a casa… No, non parlo di banner che facciano pensare a siti di dubbia moralità ma di un risvolto sui regali di Natale. Uno si sforza di fare un regalo a sorpresa poi… si naviga con quella persona a fianco, ovviamente per tutt’altro, e all’improvviso appare il banner di Amazon (o chi per esso) che mostra qualcosa che non dovrebbe mostrare. A quel punto la fritta è fatta. Da patito della privacy, mi sono adoperato per tempo per questi rischi ma la buccia di banana è sempre in agguato. 

Passai da Christchurch

Non è solo l’Italia che trema e mi perdoneranno gli abitanti delle regioni colpite se parlo di un terremoto successo dall’altra parte del mondo ma del quale ho avuto un’esperienza più diretta. Ieri infatti c’è stato un fortissimo terremoto (bhè, ben più di uno) nella zona di Christchurch. Magnitudo 7.8 (quello di Norcia ha avuto magnitudo 6.5, se non erro).

La stessa zona aveva avuto un forte terremoto nel 2011, con epicentro proprio in città.

Io ho visitato quelle regioni nel 2014, durante il mio giro della Nuova Zelanda. Mi aveva fatto molta impressione ma l’avevo trovato anche un esempio molto positivo di rinascita. Scrissi tutto in questo post.

Un abbraccio a tutte le persone colpite da questo tipo di eventi, in ogni parte del mondo.

Sorgente: Nuova Zelanda, nuovo terremoto. Due morti per il sisma di ieri – Oceania – ANSA.it

Le Poke e le Sys per l’organismo

Nei profondi anni 80, ai tempi del Commodore Vic20 e del 64, c’erano dei piccoli comandi da inserire, prima di caricare i videogiochi, per ottenere vite infinite e altro vantaggi. Questi comandi si configuravano come “poke” o “sys” seguiti da codici numerici. Non è che servissero solo a quelli, sono comandi di Basic Ancora oggi, videogiocando tra vecchi nerd, se un titolo ha un comportamento strano diciamo “hai messo le poke?”.

Bhé, che ci crediate o no, c’è gente che crede si possano risolvere i “bug” del nostro organismo semplicemente ripetendo delle serie numeriche. 

Mi sarebbe piaciuto fornirvi un link che non foraggiasse questi soggetti ma non l’ho trovato. Mi tocca quindi passarvi un sito di entusiasti di questo “metodo”, dal quale mi dissocio e che vi propongo solo a fini di curiosità. 

Sorgente: Grigori Grabovoi: sequenze numeriche, armonia della vita – Fisica Quantistica e Conoscenze al confine

Bei vocaboli dall’uso di nicchia

Ci sono dei bellissimi vocaboli nella lingua, anche solo dal punto di vista musicale o fonetica, che però, per il loro significato, sono relegati ad un uso prettamente di nicchia. Per esempio VILIPENDIO.

Sorgente: Vilipendio – Wikipedia

Una serata mondana per Evita

Ieri sera ho avuto la fortuna di avere (ottimi) biglietti per la prima del musical Evita, Malika Ayane nel ruolo che già fu di Madonna al cinema. Che dire? A me i musical piacciono (quando vado a Londra cerco sempre di vederne uno) ma diciamo che non apprezzo particolarmente Andrew Lloyd Webber. Anche questa messa in scena milanese ha confermato il mio giudizio. Interprete ottima, anche se non proprio a suo agio vocalmente in alcuni passaggi (imho), storia coinvolgente, adattamento italiano credibile. Però è proprio il modo di fare musical di ALW che non mi entusiasma, proprio a livello di gusti personali.

Inciso mondano. Diverse celebrità o pseudo tali alla prima. Noi avevamo alla sinistra il comico Fantoni e Marco Balestri. Più avanti c’era il duo Caressa-Parodi con prole. Con Diego di Radio Deejay si chiudono quelli che ho riconosciuto. Altri mi hanno detto chi fossero e ho rimosso. Per capire poi chi fosse Justine Mattera ho dovuto usare Google…

Ha vinto il male peggiore?

Stamane verso le cinque mi rigiravo nel letto, pensando a casini di lavoro. Mi sono quindi alzato per vedere su SkyTg24 come andassero le elezioni Usa. Il timore di Trump c’era ma in fondo, come molti, pensavo che la Clinton (il male minore) la spuntasse. … e invece… 

Odiato dagli intellettuali. Inviso dal suo stesso partito. Deriso un po’ da tutti (anche nelle metropolitane milanesi campeggia l’ironoca pubblicità di un sito di annunci immobiliari che vi mostro in foto). Eppure ha vinto.

Una volta si sarebbe potuto chiamare voto di protesta. Io lo chiamo voto populista. Il risultato è questo. 

In America. In Europa. Un po’ ovunque, il populismo cavalca il malcontento. 

Preoccupazione.