Archivio dell'autore: Puck74
Blocchiamo la tangenziale?
Oggi mi sono imbattuto in questo pezzo, fatto da J-Ax con la partecipazione di Elio. Due soggetti che come sapete apprezzo. Ok, uno decisamente più dell’altro. Il brano non è niente di trascendentale, però il riff mi è entrato in testa e non esce più.
M5 Metro lilla: apre Tre Torri sabato 14 novembre 2015
Sabato 14 novembre verrà inaugurata la fermata Tre Torri, l’ultima che mancava all’appello per la linea lilla della metropolitana milanese. Dichiarano che la linea è stata finita senza ritardi e senza extra costi. Qualcuno contesterà ma mi piace pensare che a volte le cose funzionino, anche in Italia. Poi io penso da tempo che Atm sia un’ottima società che offre un ottimo servizio. Qualche dubbio sulla reale utilità attuale di questa fermata, visto che delle tre torri del nome, una sta per essere completata, una è in costruzione e la terza è ancora sulla carta
Sorgente: M5 Metro lilla: apre Tre Torri sabato 14 novembre 2015
Fotografia a Milano. Un buon momento
Godiamoci questa “primavera culturale” che pare aver colpito Milano in occasione di Expo e speriamo che duri. In effetti è un ottimo momento anche per le mostre fotografiche. La principale è questa, appena aperta al palazzo della Ragione (tra Duomo e Cordusio):
Italia inside out. Henri Cartier-Bresson e gli altri. I grandi fotografi e l’Italia | ViviMilano
Sempre da ViviMilano vi segnalo però anche:
Milano, città d’acqua a Palazzo Morando
e
Motomondiale: biscotti, orologi e abbigliamento
Sono rimasto fuori dal bailame di questi giorni sul motomondiale fondamentalmente per due motivi: non me ne intendo e non mi interessa. Oggi però decido di entrare in questo argomento perchè l’ottimo articolo, che vi segnalo qui sotto, tratta alcuni aspetti molto interessanti del grande circuito mediatico ed economico del motomondiale: sponsor italiani che abbandonano i piloti spagnoli per evitare ritorni negativi.
Sorgente: MotoGP: GAS scarica Marquez e la Honda
Inizio a perdere colpi: snapchat
Quando inizi a non capire come funzionano le novità tecnologiche vuol dire che inizi a sentire il peso degli anni. A maggior ragione per me che ho sempre avuto, a torto o a ragione, la fama di first mover tecnologico.
Ho iniziato ad avere questa brutta sensazione quando ho provato a usare snapchat. Il concetto di fondo non è particolarmente ostico: foto e messaggi che si autodistruggono dopo esser stati ricevuti. Nell’era delle Piccole Veline Domestiche e dei tradimenti facili, una app potenzialmente devastante sul mercato, soprattutto per i risvolti pruriginosi che può avere.
Il problema è che trovo proprio brutta l’interfaccia utente. Ho trovato le chat aperte ma non l’elenco contatti. Non si capisce se i messaggi sono partiti correttamente o meno. Boh… Mi appellerò come tutti gli sfigati tecnologici a Salvatore Aranzulla.
L’hockey è abbastanza caldo per PornHub?
La notizia ha avuto un’ampio risalto in questi giorni, come tutte le notizie un po’ pruriginose: Pornhub (non fate i furbi, sapete tutti cosa sia) vuole sponsorizzare una squadra professionistica italiana. Tutti a pensare al calcio ma… perchè mai? Guarda il caso, il glorioso Milano Hockey si è quest’anno autoretrocesso in serie B per mancanza di sponsor. L’hockey poi è sport molto maschio e virile, quale miglior connubio? Qualche tifoso su Facebook ha già rilanciato l’idea, io mi permetto di farlo dalle pagine del mio blog. Sia mai che qualcuno di dovere prenda in considerazione la cosa.
Della scomparsa delle prove
Ormai siamo così abituati al fatto che in rete si trovi di tutto che, quando questo non accade, ce ne stupiamo. Come se la rete dovesse ormai essere il contenitore infinito dello scibile e dei ricordi. Da quelli fondamentali a quelli più futili. Mettete ieri per esempio. Per il post sulle macchie, cercavo una vecchia pubblicità del viavà degli anni 80. Diversi siti raccolgono spot del genere e pensavo non sarebbe stato difficile. Invece nulla. Ci sono rimasto davvero male.
Della minimizzazione del rischio di macchia
Conosci te stesso. Questa massima filosofica, tanto cara a una lettrice del mio blog, era stampata a fuoco nella mia mente quando decidevo dove pranzare oggi. Motivo di tanto scrupolo? Nel pomeriggio avevo un appuntamento abbastanza formale e quindi ero vestito (o travestito?) da professionista serio. La mia più grande preoccupazione, appurato il fatto che la pratica in sé non mi creava particolari ansietà, era non impataccarmi a pranzo. Mi echeggiava nella testa una vecchissima pubblicità del ViaVà – E la macchia se ne va, con un tipo corpulento che al ristorante chiamava il cameriere e diceva la mitica battuta “cameriere, mi sono macchiato” mostrando con vergogna una patacca sulla cravatta.
Evitando quindi cibi particolarmente unti e sugosi, sono arrivato indenne all’appuntamento




