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La fine della mia vita da scapolo, in una foto

La fine del capitolo Scapolo (anche se nel mio caso è più calzante il termine zitello) di una vita, può avere come spartiacque tante cose. Il cambiamento delle abitudini, un trasloco, la vendita della moto o di un’auto sportiva. Nel mio caso è stato l’acquisto di uno specchio. Nello specifico, quello che vedete nella foto. Perché? Abito in quella casa da, probabilmente, più di quindici anni. In questo lasso di tempo, il mio bagno è stato magnificamente arredato in modo temporaneo. Le fanciulle (poche) che si sono susseguite, poco avevano inciso sul mio “eh ma non vorrei bucare per mettere qualcosa di temporaneo, aspetto di fare i mobili definitivi”. S. si arrangiava con lo specchietto da barba che appoggiavo sul lavandino. Non ricordo se F. o L. ottennero al massimo che applicassi due mattonelle a specchio Ikea. Senza che questo intaccasse il glorioso ciuffo di fili elettrici che penzolava dall’altro. Mrs Puck ha inciso decisamente. A poco sono valsi i miei “ma fra meno di due anni ci trasferiamo, cosa stai a far bucare”, più di facciata che convinti. Quindi eccomi qua, con uno specchio nuovo.

Ho svoltato sulla digital radio (Dab+)

logo_g-300x138Così come la televisione, arrivata ormai da anni al fatidico switch off del segnale analitico, anche la radio tenta, con più resistenze, di passare al digitale. Dal 2020 pare sarà quasi un obbligo ma, nonostante abbia provato a leggere il sito istituzionale; la cosa non mi è ancora chiara. Io, per essere comunque first mover (o quasi), in ufficio ho svoltato verso una radio dab+, il formato dell’audio digitale. Sinceramente l’offerta non è ancora ampissima ma la qualità è ottima e comunque tutti gli apparecchi hanno (ancora) il sintonizzatore FM, nel caso una radio che cercate non fosse presente. Sempre sul sito istituzionale trovate l’elenco delle radio che trasmettono già in digitale. Il fatto che non sia ancora una cosa di massa e tantomeno trendy lo dimostra il design delle radio in commercio, che ricordano le radioline anno 70 (pur senza avere nulla di vintage, nel senso positivo del termine). Io ho optato per QUESTA.

Sono decisamente Pro Vax (anche nella musica)

No, non voglio entrare nella diatriba (diventata populistoelettorale) sull’obbligo dei vaccini.
No, non voglio fare una disamina tecnica sul principale cantore del movimento novax (Povia… per chi non lo sapesse… e si ricordasse chi sia).

Ben più leggera la motivazione di questo post: è uscito il nuovo singolo dei Vaccines.

Mi piace molto perchè ha molto il loro sound, che mi ha sempre preso. Ora aspetto l’album e, speriamo, anche una data italiana.

Magari in separata sede vi dirò la mia sull’ultimo singolo di Noel Gallagher (e il discorso è collegato…)

Sono un coltivatore di blog

C’è chi, per diletto, coltiva piante. Io coltivo blog. Queste pagine che state leggendo, che proseguono ormai da, credo, dodici anni, sono paragonabili a quelle piante sempreverdi che si tengono in salotto: ci vuole veramente un grande impegno per farle morire.

Poi ci sono piccole pianticelle che ogni tanto semino è che, esattamente come le piante di casa mia, spesso muoiono. Negli anni, infatti ho provato più volte a creare altri blog. Il motivo alla base è che quelli di successo sono monotematici (o quasi), mentre qui è sempre stato un grosso calderone.

Ora ne sto provando a coltivare uno nuovo. Se germogliasse ve lo farò sapere.

Nuove tendenze del caffè: Cold Brew

 

cold brew

Ieri accompagnavo Mrs Puck al Sigep, una fiera del settore alimentare, specializzata in gelati, caffè, pasticceria e prodotti da forno.

Ovviamente noi eravamo interessati prettamente alla parte caffè e devo dire che la cosa non mi ha deluso. Nel 2018 (magari anche prima che arrivi Starbucks a Milano) volete fare i fighi con gli amici? Parlate o offrite caffè Cold Brew o, in italiano, estratto a freddo.

In soldoni, di che si tratta? L’acqua non passa più attraverso il caffè calda e sotto pressione ma fredda e goccia a goccia. Ne va da sé che stiamo parlando di un caffè bevuto magari con ghiaccio e che necessita di diverse ore per venire preparato.  Lo si puo’ avere a casa, con macchine (anche di costo contenuto) come quella che vedete nell’immagine. Oppure anche al bar. Qui poi la perversione raggiunge i livelli massimi e a guidare la fila c’è, come al solito in queste cose modaiole, Starbucks. La casa del Frappuccino ha infatti lanciato il Nitro Cold Brew, una sorta di spina che offre il caffè precedentemente estratto a freddo, con una piacevole schiuma che lo fa somigliare molto più ad una birra stout che non ad un caffè. Con l’arrivo della catena in Italia e con il successo che il Nitro Cold Brew sta avendo all’estero, i colossi si stanno attrezzando. Primo fra tutti Illy, che in fiera proponeva già una propria spina.

Io vi ho avvisato: sarà il must dell’estate analcolica.

Prevedo che presto vi mostrerò una recensione della macchina che vedete nell’immagine… Se volete essere anche voi first mover e acquistarvela… ecco il LINK

Altro che college alla Harry Potter… è un castello nel nulla…

Grazie a Google Alert, servizio che credo non usi ormai praticamente nessuno, ricevo quotidianamente notizie a proposito dell’Armenia. L’altro giorno ho ricevuto questa segnalazione

Sorgente: Da Agnana all’Armenia in un college alla Harry Potter | Riviera Web

Io quel posto lo conosco! Non che ci abbia studiato ma, nell’ultimo tour di Georgia e Armenia, fatto nel 2016, ci sono passato a fianco. La guida ci raccontò che era un college d’élite, molto costoso e che attirava pochi ma selezionatissimi studenti da tutto il mondo. Noi ci guardammo con scetticismo. Il posto, disperso fra le montagne, era vicino ad una cittadina tutt’altro che intrigante. Ci venne raccontato che il tutto è nato dall’idea di un ricco magnate, originario della zona. Sarà… però penso che sia una vera punizione essere internati in una scuola del genere…

Pizzettine Catarì

Quei giorni in cui… uno si sveglia con in mente questa atroce pubblicità anni 80…

Annus horrobilis del blog

Il 2017 non verrà certo ricordato come l’anno in cui il mio blog ha fatto il botto. Anzi. Come (per sommi capi) si vede dal grafico, la flessione è stata netta. In parte era successo già nel 2016 ma la cosa era stata mascherata da un post che aveva fatto numero decisamente sopra la media. Quest’anno non è si è replicato l’evento e quindi eccomi qua a vedere una candela decisamente più bassa.
In tutto questo, cosa vi è piaciuto di più di quanto scritto? Il post del 2017 più letto risulta quello in cui vi annuncio il mio matrimonio, ma è pur sempre il sesto in classifica assoluta. La verità è che ci sono post quasi eterni che, ogni anno, portano a casa il macinato. Parimerito al secondo posto ci sono Mi succhio un pennarello, che parla dei pennarelli per celiaci, e Sottocosto vs Sottoprezzo, in cui esamino una strategia commerciale ritornata in auge. In testa, solitario, un post che già dal titolo dimostra il suo lignaggio: Manifesta superiorità, un post del 2013 in cui raccontavo com’è bello essere fan degli Elio e le storie Tese.